Image Cross Fader Redux
Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
Visualizzazione post con etichetta Rivelazioni di Gesù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rivelazioni di Gesù. Mostra tutti i post

Gesù rivela a Catalina Rivas come chiedere grazie

Chi è Catalina Rivas?
Catalina vive a Cochabamba, in Bolivia. Dall'ottobre 1994, ogni Venerdì Santo Catalina porta su di sé le stigmate del Signore. Nella prima metà degli anni 90, mentre si trovava in pellegrinaggio a Conyers, negli Stati Uniti, ebbe la visione della Croce di Cristo avvolta da una grande luce e fu pervasa da un travolgente desiderio di offrire sé stessa e la sua vita al Signore. Ella vide "quattro raggi di luce che uscivano dalle mani, dai piedi e dal costato di Gesù Crocifisso", che le penetrarono come saette nelle mani, nei piedi e nel proprio cuore. In questo modo Catalina fu "chiamata a condividere la passione di Gesù", che successivamente iniziò anche a comunicarle gli insegnamenti da trasmettere al mondo intero.
I dialoghi che seguono sono tratti da alcuni libri che raccolgono tutti gli insegnamenti trasmessi da Gesù a Catalina.
Il 2 aprile 1998 queste pubblicazioni ricevettero l’imprimatur dell’Arcivescovo di Cochabamba, Mons. René Fernàndez Apaza, il quale scrive: "Abbiamo letto i libri di Catalina e siamo sicuri che il loro unico obbiettivo è quello di condurci tutti attraverso la strada dell’autentica spiritualità, la cui fonte è il Vangelo di Cristo. Per questo, autorizzo la loro stampa e diffusione, raccomandandoli come testi di meditazione e orientamento spirituale, al fine di ottenere molti frutti per il Signore che ci chiama a salvare anime, mostrando loro che Egli è un Dio vivo, pieno di amore e misericordia".

Biografia breve di Gabrielle Bossis

Gabrielle Bossis (Nantes: 1874 - 1950) apparteneva alla nobiltà francese e non le mancavano i mezzi per vivere secondo le sue inclinazioni e i suoi talenti. Si dedicò alla musica, al teatro e alle belle lettere. Era amante della caccia, dello sport, delle danze e dei viaggi. Ciò nonostante si mantenne fervente, umile e amante di Dio e tutte le sue attività ebbero come scopo il bene della società.
Nel periodo tra le due guerre mondiali, si dedicò alla composizione di drammi e commedie per divertire ed edificare la gente con temi di vita cristiana vissuta. La sua compagnia teatrale in giro per la Francia le portò tale fama, che una volta ebbe un rammarico: “Se avessi fatto del cinema, invece che teatro, chissà quale fama a quest’ora...”. Una Voce l’interruppe: “Tu appartieni esclusivamente a me”.
Il suo confessore scoprì le virtù nascoste in quell'anima semplice e a più riprese cercò di suggerirle la vita consacrata in un convento, ma Gabrielle non si arrese mai a una vocazione a cui non si sentiva chiamata, come si oppose decisamente a ogni proposta di matrimonio. Era stata chiamata da Dio a una vita di santità cui sono invitati tutti, non solo i religiosi, ma anche i laici.
Qualche rara volta durante la gioventù fu sorpresa da una voce misteriosa che la lasciava titubante, ma non essendone sicura, non ci badava.

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis

Il diario spirituale di Gabrielle Bossis è un dialogo permanente d’amore tra Gesù e Gabrielle; in questo rapporto confidenziale risalta tutta la bellezza e la delicatezza insite nel desiderio di Cristo di unirsi spiritualmente con le sue creature.
La ricorrente “sete” d'amore da parte di Dio nei confronti delle anime viene qui esaltata dalle continue manifestazioni d'amore di Gesù nei confronti di Gabrielle.
L'attenzione di Dio verso ognuno di noi è sempre mirata e personale, non è mai casuale o generica e nessuno di noi è uno qualsiasi per lui. Non è un caso il titolo del diario "Lui e io", e in questo “io” ciascuno di noi può riconoscere se stesso come unico e irripetibile: unicamente cercato, unicamente amato.
Il diario di Gabrielle Bossis inizia nel 1936, con i dialoghi trascritti sul transatlantico che la portava in Canada per una tournée teatrale. Sono pagine che donano l’emozione di poter ascoltare la Voce di Cristo, che giunge con la nobiltà di un Mistero sacro rappresentato con semplice essenzialità.

"Il diario spirituale di Gabrielle Bossis inviterà i lettori a entrare nell'intimità del Signore, che parla a coloro che sanno ascoltare".
(San Giovanni Paolo II)

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo VII°

19 settembre 1940
Ora santa. In chiesa, mi preoccupavo dell’accordatore dell’harmonium che faceva rumore: “Gli impedirà di parlarmi?”.
«Forse che qualcosa o qualcuno può impedirmi di parlare a un’anima quando voglio parlarle? Il mio, non è forse il linguaggio profondo del cuore-a-cuore? Anche in mezzo alla folla tu mi hai udito, hai inteso la Voce così tenue che ci vuole l’amore per afferrarla.
E tu sai, quanto amo essere il vostro prigioniero… Rubatemi! Più mi ruberete, più avrò nuovi tesori da far rubare. Non abbiamo messo tutto in comune? come in un’amorevole famiglia? Siate certi che la mia ricchezza non diminuisce mai. Prendete! prendete a piene mani, a pieno cuore, non solo per voi, ma per tutti. Ah! non dimenticate nessuno e la mia ricchezza ne sarà accresciuta.
Ti ho detto che così poco v’impedisce di vedermi...
Credete dunque nella mia Presenza invisibile, piena di affetti, di amori incomparabili, se sapeste… Una Presenza! È tanto… Fa’ tutto: lavoro, preghiere, pensieri, conversazioni, come se io fossi là: e io sono là. Non trovi che sia infinitamente bello? Quando ti svegli, sono là. Quando riposi, sono là. Tu puoi dire: “Lui non mi lascia mai sola”. È in questo che la tua solitudine è divina. 
Ti ricordi, dopo la morte della tua fedele domestica, la tua esitazione a prenderne una nuova? Ti ho invitata a rimanere sola dicendoti: “Mi amerai sino a questo punto?”. Non è vero che non rimpiangi nulla? Insieme abbiamo varcato gli anni, le sere dagli istanti solitari.

Rivelazioni di Gesù a S. Matilde sulla conversione del peccatore

Raccolte tratte da "Il libro della Grazia Speciale" di S. Matilde (Metilde) di Hackeborn, Vergine dell'Ordine di S. Benedetto.
Pregando per una persona, Metilde ricevette questa risposta:
"Io la seguo senza posa, e quando ritorna a me con la penitenza, il desiderio o l'amore, ne provo un indicibile gaudio. Per un debitore non v'è maggior piacere che ricevere un dono abbastanza ricco onde soddisfare tutti i suoi debiti. Orbene, io mi sono costituito, per così dire, debitore verso il Padre mio, impegnandomi a soddisfare per le colpe del genere umano; perciò nulla per me è più gradevole e desiderabile come di vedere l'uomo ritornare a me per mezzo della penitenza e dell'amore".
Pregando per una persona afflitta ma mal disposta, Metilde sentì in pari tempo in sé medesima un movimento di indignazione, perché spesso a quella aveva fatto salutari rimostranze senza ottenere nessun ravvedimento; il Signore, le disse:
"Orsù, partecipa al mio dolore e prega per i miserabili peccatori. lo li comperai con un gran prezzo, perciò con immenso ardore desidero la loro conversione".

Gesù e Gabrielle

Ecco ciò che rivelò Gesù a Gabrielle Bossis a proposito dei Santi: «Fai attenzione al Santo del giorno. C'è festa per lui in cielo. Ha grazie da donare in quel giorno, se gli si chiedono. Unisciti alle feste del cielo ... mentre aspetti».

Gabrielle Bossis (Nantes: 1874 - 1950) apparteneva alla nobiltà francese e non le mancavano i mezzi per vivere secondo le sue inclinazioni e i suoi talenti. Si dedicò alla musica, al teatro e alle belle lettere. Era amante della caccia, dello sport, delle danze e dei viaggi. Ciò nonostante si mantenne fervente, umile e amante di Dio e tutte le sue attività ebbero come scopo il bene della società. Gabrielle ebbe un rapporto intimamente confidenziale con Gesù, un dialogo fatto esclusivamente di parole d’amore, un dialogo permanente d’amore.

Alcuni estratti dal diario di Gabrielle Bossis “Lui e io”
Qualche volta Gabrielle si lamentava bonariamente che era stanca di muovere la penna. Un giorno si mise a tavolino un po restia, mormorando: "So già che mi vuol parlare d’amore". E Gesù: "Già pensavo anch'io, quando potrò incominciare a parlarle d’amore?".

Biografia di Luisa Piccarreta

Luisa Piccarreta, serva di Dio della Chiesa Cattolica, nacque a Corato (Bari), la mattina del 23 aprile 1865, domenica "In Albis" (l'attuale festa della Divina Misericordia), e fu battezzata lo stesso giorno. Quarta delle cinque figlie di Rosa Tarantini e di Vito Nicola Piccarreta, umile fattore in una masseria agricola, situata nella località di Torre Desolata. La sua formazione scolastica si fermò al primo anno di scuola elementare, per poter condurre la vita contadina della sua famiglia. La domenica in Albis del 1874, Luisa ricevette, all'età di nove anni, i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Da allora in poi, la sua Fede si intensificò, rimanendo assorta continuamente in preghiera, meditando in particolare sulla Passione di Cristo, adorando spiritualmente L'Eucaristia e coltivando una solida devozione alla Madonna che la spinse, ad undici anni, ad iscriversi all’Associazione delle Figlie di Maria. 
A tredici anni, mentre meditava sulla Passione di Gesù, al sentire il cuore oppresso e la mancanza di respiro, uscì fuori al balcone di casa e da lì ebbe una visione: la strada era piena di persone che spingevano Gesù, sofferente e insanguinato, mentre portava curvo la pesante croce. Allora Cristo, alzando gli occhi verso di lei, le disse: "Anima, aiutami!".

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo I°

1936
22 agosto 1936
Sul piroscafo. Durante il concerto di musica classica, gli offrivo il fascio di suoni e di dolcezza che ne scaturiva. Lui mi ha detto piano, come una volta:
«Figliolina mia».

23 agosto 1936
Hanno fatto un altare sul pianoforte, io pensavo ai gabbiani e agli aerei, che vengono a posarsi sui piroscafi. Lui:
«Questa volta, è il Cristo».
Durante il penoso rollio, gli dicevo: “Lo sapete bene che tutto è per voi; allora, non ve lo dico”. Lui:
«Bisogna dirmelo, perché amo sentirmelo dire. Dimmelo spesso: quando sai che qualcuno ti ama, sei contenta che te lo dica».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo II°

20 marzo 1937
A Lozère:
«Sii amabile, buona, al di là delle tue abitudini. La sposa assomiglia allo Sposo. Ascoltali parlare. A loro fa bene parlare ed essere ascoltati».
Assisi. Durante un “Benedicite”, in cui ero stata molto distratta, Lui mi ha detto:
«Tu credi che sia una piccola cosa? Per me, è grande».

Pasqua 1937
Roma, Chiesa della Minerva. Lo ringraziavo delle sue sofferenze. Lui:
«Non metterai mai nella tua riconoscenza tanto amore e gioia quanto amore e gioia ho messo io nel soffrire per salvarvi».
Taormina, Sicilia: osservavo le donne che hanno un marito per sbrogliare le piccole difficoltà dei viaggi. Lui mi ha detto:
«Ma se ci sono io, qui!…».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo III°

17 giugno 1937
«Tutto nella natura non è che immagine ed emblema. Non hai sentito che l'amante è immagine del mio Amore?».
«Per capire, bisogna ascoltare. Ascolta». «Quanto al mio Amore, non esagererai mai».
«Ricevi sorridendo le piccole prove di ogni giorno: tu metti una fascia sulle mie ferite».
«È perché sei più piccola e più miserabile che ti ho scelto».
Davanti all'Eucarestia:
«Come ho ben guadagnato il Pane dei miei figli! Tu, mangia pure questo Pane, mi è costato caro. Ma Io sono così felice di offrirtelo...».
Nella casa vuota:
«Ma siamo insieme».
«Chi ti ha amato come ti ho amato io? Lo credi, almeno?».
«Soffri nella tua carne unendoti a me, come se io fossi stato deriso e flagellato stamani».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo IV°

25 agosto 1937
In giardino:
«Dubiti che sia io? Fa’ come se fosse vero».
«Calunniata? Bisogna bene che tu sia come il tuo Sposo».

26 agosto 1937
Dopo la Comunione. Avevo dei dubbi...
«È perché sono Dio che non avrei il diritto di parlare alle mie creature?».

30 agosto 1937
Davo ospitalità a dei domestici:
«Come ti sentirai umiliata di servirli… Ma è me che tu servi».

31 agosto 1937
«Più darai luce, più ne conserverai...».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo V°

1° giugno 1939
Nell’Ain:
«Scrivi: “Vorrei che non si avesse più paura di me, che si guardasse il mio cuore pieno d’amore, che si parlasse con me come con un Fratello diletto”. Per alcuni, sono uno sconosciuto. Per altri, un estraneo, un maestro severo, un esattore. Pochi vengono da me come si va in una famiglia amata. E il mio amore è lì che aspetta. Tu, di’ loro di venire, di entrare, di affidarsi all’Amore così come sono. Così come sono. Io li ristorerò, li cambierò. Avranno una gioia che non conoscono. Io solo posso darla. Ma che vengano! Di’ loro che vengano...» (con una voce piena di un grande desiderio).

3 giugno 1939
Nell’Ain:
«Quando chiedi, sii sicura che sono abbastanza buono da esaudirti; altrimenti, mi impedisci di dare…».
Io: “Oggi è il Corpus Domini, che cosa dobbiamo darti?”.
«La fedeltà nelle piccole cose». «Sii crocifissa con me. Essere crocifissi è venire lacerati contro la propria natura, contro i propri desideri, contro l’amore di sé. Nella povertà, nell’oscurità, nell’obbedienza al Padre. Ricordati che la crocifissione è il preludio della Risurrezione, cioè di tutte le gioie».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo VI°

3 dicembre 1939
«Vedi questa grossa porta di ferro e di legno spesso? Com’è pesante! È una porta fatta dalla paura e dalla diffidenza… Come potrei entrare da una porta come questa? O voi, miei intimi! Abbiate grande fiducia nella mia ricchezza d’amore. Allora, io mi precipiterò in voi con quanto desiderate, poiché sarete irresistibili».
Mentre cucivo delle pianete:
«Laggiù al fronte, o laggiù in Africa, io sarò contento di avere ornamenti confezionati dalla mia figliolina.  Sai quanto un padre è fiero e felice di ciò che gli offre il suo piccolino? Forse, non è fatto molto bene… potrebbe essere più bello… ma il bambino ha lavorato con tutto il cuore, allo scopo di far piacere al suo caro padre, e allora… Non è meglio questo che un lavoro perfetto ma fatto senza amore? Ah! la tua tenerezza, come la cerco in te! Nelle tue opere!...».

22 dicembre 1939
«Prega molto per gli altri. Amplia le tue richieste: i governi, le missioni, i popoli… il mio Regno ovunque… Io me ne faccio carico».

24 dicembre 1939
Al chiaro di luna, nell’Avenue. Gioiosa del Santo Natale in arrivo. Mi ha detto:
«Oh sì, rallegrati! Sai che cos’era la terra prima della mia venuta? C’era Dio e c’erano gli uomini. Ora Dio è diventato uno degli uomini, uno di voi… Che amore! Quale unione possibile tra voi e Lui… Riesci a percepire la differenza? Ringraziami con tutte le tue forze e sii mia più che mai».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo VIII°

Festa di Ognissanti 1941
Durante la messa solenne:
«I posti lasciati dagli angeli ribelli non sono ancora esauriti in cielo! Tutti, voi siete tutti chiamati,ciascuno per nome. Oh! figli miei, che disgrazia se non rispondete…
Se un uomo ricco, proprietario di un grande castello in cima alla montagna, avesse invitato gli abitanti della valle ad andare ad abitare con lui, e questi abitanti, temendo la fatica della salita, non volessero darsi almeno la pena di tentare: non credi che il ricco, consapevole delle splendide gioie del suo castello, proverà un vivo dispiacere per la negligenza degli invitati?
Aiutami a farli salire tutti! E chiedi a quelli che sono già arrivati, di aiutarci».
Svegliandomi, Lui:
«Il tuo giorno: una vita. Al risveglio è la tua nascita. La messa, la tua prima Comunione. La giornata, come la vita: dispiaceri e gioie. Tutto offerto a me, in me. E io ti porterò sul mio Cuore pieno d’amore. Preparati al sonno come alla morte: nell’amore, per la mia gloria; e domani avrai nuovamente la vita sul mio Cuore che è attento a ognuno dei tuoi passi, figliolina mia».

13 novembre 1941
La sera:
«Chi potrebbe impedirti di restare al mio fianco durante la mia agonia? Chi, se non tu stessa? Sei libera. Vuoi darmela, questa libertà? Dimmi: “Non ho più libertà perché te l’ho donata”.

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo IX°

Giovedì Santo 1943
«La festa del mio Cuore è l’Istituzione di questo sacramento in mezzo ai miei Apostoli verso i quali mi chinavo in modo inesprimibile. Entravo in loro, in ognuno di loro, nella loro intimità. E mi spandevo in loro in modo così soave che molti versarono lacrime.
Una crudeltà in questa felicità: la presenza del traditore. Avevo tanto amato Giuda… Che dolore, figlia mia! Immagina che, avendo scelto un’amica, tu vedessi che ti vende a vile prezzo ai tuoi nemici e sotto le apparenze dell’affetto…
Giuda, se tu desideri trenta denari, perché non vai a chiederli a mia Madre? Lei, venderebbe piuttosto se stessa per risparmiarmi la morte…
Ho ricevuto il bacio di lui sulla mia guancia… Avevo già tanto sofferto quando lo avevo visto avanzare nel giardino del Getsemani…».
“Signore, posso invitarvi a restare nei miei bei giardini per consolarvi?”.
«Sei tu, l’anima del giardino. I miei fiori, sono i pensieri della tua anima. E se sento il tuo zelo per i peccatori, dimentico le angosce degli Ulivi. Se tu mi dai l’amore del tuo cuore, dimentico l’odio, la cupidigia di Giuda.
Se nel tuo spirito hai compassione della mia miseria di verme, dei miei patimenti di lebbroso, delle mie infamie di flagellato, della mia vergogna di condannato, dei miei supplizi di crocifisso, allora tutto si allontana da me e io mi dono a te che mi chiami.
Prendi un linguaggio nuovo e forte, questa sera del Giovedì Santo, per testimoniarmi la tua riconoscenza amorosa. Tante Ostie ricevute… Il più felice dei due sono io».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo X°

18 ottobre 1945
«Mettiti di fronte al mio volto. Ora, svolgi la tua anima. Distendila come un tessuto dispiegato ricordando le tue colpe. Quelle di ieri, quelle di oggi. Tu me le mostri senza dire nulla. E tuttavia, è una preghiera; te ne stai umile dinanzi alla tua miseria ostentata ed è la preghiera più eloquente.
La voce del giusto si leva durante il giorno e durante la notte. Qual è il suo grido, se non quello dell’umiltà?
Vedi? Anche le tue mancanze possono avvicinarti a me. Sèrvitene per farne amore di riparazione, amore di contrizione. Tutto deve portare all’amore.
E mi incontrerai. Non avrò fatto, io, più che metà del cammino?».

8 novembre 1945
«Consideri la morte come una festa che vuoi preparare fin d’ora? Con quanta cura prepari i tuoi ricevimenti terreni? E la riunione di Lassù, non vale forse tutte le delicatezze? Affrettati, mia diletta!
Le foreste degli anni sono ingiallite come l’oro. La tua anima, piena di linfa, arriverà agli ultimi sprazzi di luce, poi rientrerà nella sua sorgente, lasciando lo sguardo di quaggiù per un sole più bello».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo XI°

2 ottobre 1947
«Non credi che la mia silenziosa Madre lasciasse dovunque un solco eloquente di santità?».

9 ottobre 1947
«Dimmi che in certi momenti sei sicura di me. Questo mi consolerà degli altri momenti…».

17 ottobre 1947
Parigi, Boulevard Raspail. Pensavo che era ben monotono ricominciare ogni volta a offrire la propria giornata. Lui, vivamente:
«E io, non ricomincio forse ogni mattina a offrirmi nella messa? Ho forse mai pensato che bastasse unavolta sola? Ti costa tanto darti spesso a me, che ti aspetto sempre? L’amore moltiplica le sue parole senzaripetersi».
23 ottobre 1947
“Signore, io sono così poca cosa... Perfino quello che ho, me l’hai dato tu”.
«Chiedi di più. Chiedi meglio. E benché tu sia molto lontana dalla perfezione, chiedimela incessantemente per avvicinarti a me. Quante grazie non ottenete, perché non me le domandate!».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo XII°

17 giugno 1948
Ora santa. Cercavo mentalmente come avrei potuto piacergli di più....
«Io non domando l’impossibile. Non chiedo nemmeno il difficile. Desidero che si venga a me con la semplicità dei fanciulli, dei figli di Dio. Oh! figlia mia, sentiamoci in famiglia!
Chi, più di me, ha diritto alla voce del sangue, al richiamo delle vostre viscere, al fremito dei cuori che riconoscono la loro sorgente? E poiché siete i figli di Dio, perché non amarlo come figli, parlargli come figli, ringraziarlo come figli pieni di gioia, poiché la gioia è il lustro dell’amore?
E pieni di una duttile ubbidienza che è il velluto della tenerezza; pieni di una costante premura che è lo sguardo del cuore; pieni di invenzioni nuove che sono la vita dell’amore. Nessuno dei sentimenti del cuore umano ha tanto bisogno di vita come l’amore.
Che in te l’una sia l’altro! Lungo le ore del tuo cammino, mira a Dio senza sosta: i tuoi occhi saranno puri. E quando cerchi di parlarmi, dimmi semplicemente: “Ti amo”. Credi che è abbastanza, credi che è tutto.
In questo sono racchiusi i rimpianti, le speranze, la fiducia. E senza limiti, senza parole.
Io, io vi conosco fino in fondo. Vi penetro in piena chiarezza, nessuno dei vostri sforzi mi sfugge: io li vigilo, li sostengo. Sono sempre il padre che insegna a camminare al suo più piccolo. Puoi capire con quale tenerezza? Sii la mia più piccola».

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo XIII°

18 agosto 1949
Mi dovevo sottoporre ad un’operazione chirurgica:
«Che importa quel che può succedere? Poiché mi appartieni, poiché abiti nel mio amore? Poiché il tuo cammino terreno sfocerà in una vita senza fine? Che tutto ti ci conduca! Invitami a fare accanto a te quest’ultimo tratto di strada. Che sia soprattutto il più intimo e il più lieto, poiché noi avremo sempre lo stesso passo. Hai la tua canzone di strada, la volontà di Dio? Nessuna avvince di più. La canteremo a due.
Puoi star sicura che non mi allontano quando i miei amici soffrono. E la mia Presenza è un tale conforto che essi arrivano a desiderare di soffrire sempre. Dunque, tienimi stretto a te, perché possiamo camminare meglio. Oh! la bella via che conduce all’Eternità. Non essere triste, ne soffrirei. Poiché morire è venire a me. Poiché perdendoti tu mi trovi… Vuoi che finalmente siamo uniti?».

8 settembre 1949
In clinica, dopo l’operazione:
«Vedi, avrei potuto venire a prenderti e tu ti saresti lasciata portar via con gioia. Ma vuoi lavorare ancora un po’ per la mia Gloria? E lietamente? Non è forse vero che a nulla vale vivere, se non per servirmi? E credi che sono io che ti servo perché tu possa servirmi? Ti darò ancora tutto quel che serve al tuo cuore e alla tua intelligenza.

Lui e io: diario spirituale di Gabrielle Bossis - Capitolo XIV° (ultimo)

12 gennaio 1950
Ora santa: io mi stupivo della straordinaria rapidità con la quale si era esaurita la prima edizione di “Lui e io”.
«Attribuiscilo alla mia volontà, assecondata da quella del Cuore addolorato e immacolato di mia Madre. Sai che cosa facciamo scrivendo queste pagine? Togliamo il pregiudizio che l'intimità dell'anima con Dio sia possibile solo per un religioso nel chiostro, mentre il mio Amore segreto e tenero è in realta per ogni anima. Essa ne ha misteriosamente il desiderio, ed è così vero che ciascuno vuol possedere l'esempio e il mezzo di giungervi.
Ah! figlia mia, che gioia per me e per te se ogni creatura diventasse finalmente per me l'amico fedele, e mi offrisse il suo cuore come sua sala più riservata, per mia abituale dimora.
Care creature, ancora timorose, osate credere, osate sperare, osate amare. Trascinatene altre in questa catena d'amore. Che questo movimento continui fino all'ultimo dei vostri giorni sempre più rapido, come un ultimo flusso nel mare.»

19 gennaio 1950
Ora santa:
«È passato molto tempo dal nostro ultimo cuore-a-cuore in un'ora santa: otto giorni...
Abbi numerosi slanci spontanei e gioiosi, come quando eri piccola. Quando potevi prenderti una vacanza, tu saltavi al collo di quelli che amavi! E, quando lasci la città per venire in questa campagna, rivedendola a un tratto, nel primo abbraccio del tuo sguardo sulla Loira e sulle isole, non è vero che ritrovi tutti l'incanto della tua giovinezza?