Image Cross Fader Redux
Il Signore ti dia la pace!

CRISTIADA, l'epopea dei Cristeros messicani

Finalmente anche nelle sale italiane il film CRISTIADA, a due anni dall'uscita mondiale.
Prima serata il 24 Ottobre ore 20.30 al cinema ODEON, in Via degli Anselmi, 50123 Firenze. Biglietti acquistabili all'Odeon oppure on-line: http://www.boxol.it/odeon-firenze/IT/Odeon-Firenze-Dettaglio-Evento.aspx?E=111590
Dal 6 Novembre CRISTIADA sarà all'UCI Cinemas CAMPI BISENZIO, biglietti acquistabili alle casse UCI oppure on-line: http://www.ucicinemas.it/generic/scheda.php?id=34703#inside

Il vero nome di Gesù

Il nome di Gesù: il più conosciuto al mondo.
(di Gianni Montefameglio, biblista)

Ma chi era Gesù?
Su di lui si pensa di sapere molto, ma qual'era la sua vera identità? Era un visionario? un personaggio mitico mai esistito? solo un uomo? un profeta? un rivoluzionario? Dio stesso fattosi uomo? una potente creatura spirituale con una esistenza pre-umana?

La Bibbia ci dice chi fu veramente “Gesù”.
C’è molto da scoprire, ma occorre mettere da parte le nozioni religiose date per certe e indagare senza pregiudizi le Sacre Scritture. Si faranno allora scoperte sorprendenti. Si scoprirà, tanto per cominciare, che “Gesù” non è il suo vero nome.

Il nome Gesù è la traslitterazione italianizzata del nome greco 'Ihsoàj [Iesùs].
Il cosiddetto Nuovo Testamento (ovvero le Sacre Scritture Greche) fu scritto in greco. Ma “Gesù” non era greco: era un ebreo. Il nome Iesùs è quindi la traduzione greca del suo vero nome ebraico. Sappiamo il suo nome ebraico? Sì. Abbiamo, per così dire, un eccezionale dizionario biblico ebraico-greco.

Come figli nel Padre

Oranti di strada su youtube
"Siete tutti figli miei"
Oranti di strada nasce per amore riconoscente alla discesa di Gesù Cristo sui peccatori, la cui misericordia si stende dalle mani materne della S.S. Vergine Maria Madre di Cristo.
Siamo oranti di strada in debito d'amore, servi raccolti ai crocicchi delle strade, mendicanti invitati al Banchetto Eucaristico, membra di Cristo per le strade del mondo, portatori d'acqua che invitano i cuori alla grazia, figli di Dio e della S.S. Vergine, dolce Madre di Cristo.

Come figli nel Padre.
Come ogni padre ama e conduce al meglio il proprio figlio, Dio ci induce con infinito amore di Padre a farci oranti di strada, in un cammino possibile soltanto perché Egli cammina con noi, testimoni per quanti fratelli e sorelle desidererebbero in cuor loro godere della pace del Signore, ma non ne trovano la forza. Sosteniamo con fede che "L'umiltà è la radice d'ogni virtù il cui fiore è amore" e che "La via della grazia inizia nell'umiltà del confessionale", ove lo Sposo ci attende alle nozze, prima di offrirsi nel Banchetto Eucaristico.

Vieni, fratello e tu sorella! Venite testimoni di Dio!
Per tutto ciò possiamo non rendere partecipi i nostri fratelli e sorelle? Possiamo non donare testimonianza alla luce del sole? E non è forse meraviglioso pregare sotto un tetto di stelle? Oh sì! Unisce ancor più a Dio! Nella fatica fatta preghiera del pellegrinaggio, nel rumore confuso dei passi, nella contemplazione della poesia del creato, alla luce del sole o sotto un tetto di stelle, c'è un posto anche per te... «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18-20).
Leggi tutto »»»

Domenica 19 ottobre 2014: Vangelo di Matteo (22, 15-21) con meditazione del Card. Piovanelli

XXIX Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
"Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio"

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Litanie al Sacro Cuore di Gesù

Le promesse fatte da Gesù a S. Margherita Maria in favore dei devoti del Sacro Cuore
1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.
2. Io metterò la pace nelle loro famiglie.
3. Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.
4. Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in morte.
5. Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.
6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia.
7. Le anime tiepide diverranno fervorose.
8. Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a una grande perfezione.
9. Io benedirò le case ove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata.
10. Io darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.
11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.
12. Io ti prometto, nell'eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale… Essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell'ora estrema.

Devozione al Sacro Cuore di Gesù

La grande fioritura della devozione al Sacro Cuore di Gesù si ebbe dalle rivelazioni private della visitandina Santa Margherita Maria Alacoque che insieme a San Claude de la Colombière ne propagarono il culto.
Sin dal principio, Gesù fece comprendere a S. Margherita Maria Alacoque che avrebbe sparso le effusioni della sua grazia su tutti i devoti al suo Sacratissimo Cuore, promettendo di riunire le famiglie divise e di riportare la pace in quelle in difficoltà.
Ecco ciò che scrisse S. Margherita M. Alacoque alla Madre de Saumaise, il 24 agosto 1685: «Egli (Gesù) le ha fatto conoscere, di nuovo, la gran compiacenza che prende nell'essere onorato dalle sue creature e le sembra che Egli le promettesse che tutti quelli che si sarebbero consacrati a questo sacro Cuore, non perirebbero e che, siccome Egli è la sorgente d'ogni benedizione, così le spanderebbe, con abbondanza, in tutti i luoghi dove fosse esposta l'immagine di questo amabile Cuore, per esservi amato e onorato. Così riunirebbe le famiglie divise, proteggerebbe quelle che si trovassero in qualche necessità, spanderebbe l'unzione della sua ardente carità in quelle comunità dove fosse onorata la sua divina immagine e ne allontanerebbe i colpi della giusta collera di Dio, ritornandole nella sua grazia, quando ne fossero decadute».

Autobiografia di S. Margherita Maria Alacoque - Parte III di III

76. Il refettorio come luogo di punizione
Si accorsero che non mangiavo e ricevetti molti rimproveri dalla superiora e dal confessore, che mi ordinarono di mangiare tutto quanto mi veniva presentato a tavola. Quest’obbedienza era al disopra della mie forze, ma Colui che, nel bisogno, mai faceva mancare il suo aiuto, mi diede anche in quell’occasione la forza di sottomettermi senza repliche e scuse. Dopo che avevo mangiato, però, dovevo vomitare quanto avevo ingerito e, protraendosi a lungo tale situazione, finii per avere sempre mal di stomaco. I dolori erano terribili, al punto che non riuscivo a trattenere quel poco che avevo ingerito. Decisero allora di modificare l’obbedienza e mi permisero di mangiare secondo le mie possibilità.
Devo confessare che, da quel momento in poi, il cibo è sempre stato per me un supplizio e andavo al refettorio come a un luogo di punizione, cui mi aveva condannata il peccato. Per quanti sforzi facessi nel prendere con indifferenza il cibo che mi veniva presentato, non riuscivo a fare a meno di scegliere quello più comune, essendo il più conforme alla mia povertà e al mio nulla, come pane e acqua, che per me bastavano. Il resto era di troppo.

77. Temono che sia posseduta dal demonio
Tornando al mio stato di sofferenza, che si protraeva, anzi aumentava sempre più, a causa di altre penose umiliazioni, in casa iniziarono a credere che fossi posseduta dal demonio.

Autobiografia di S. Margherita Maria Alacoque - Parte II di III

41. Lotta eroica contro una ripugnanza naturale
Racconterò solo una di queste occasioni di mortificazione superiori alle mie forze, attraverso cui mi fece provare davvero l’efficacia delle sue promesse. Si tratta di una cosa per la quale tutta la nostra famiglia provava una grande avversione naturale, al punto che mio fratello aveva ottenuto, nel contratto che regolava la mia entrata in convento, che non sarei mai stata costretta su questo punto. La cosa era stata concessa, essendo di per sé insignificante, ma dovetti adattarmi a farla, perché su ciò fui attaccata con tale veemenza, che non sapevo più cosa fare. Mi pareva mille volte più facile sacrificare la mia vita e, se non avessi amato la mia vocazione più della mia vita, l’avrei sacrificata piuttosto che costringermi a fare ciò che volevano farmi fare.
Invano opponevo resistenza, perché il mio Sovrano voleva questo sacrificio, da cui dipendevano tanti altri. Rimasi tre giorni a combattere con tanta violenza, che facevo compassione, soprattutto alla mia maestra, davanti alla quale mi sentivo in dovere di fare quanto lei chiedeva, ma il coraggio mi mancava e morivo di dolore perché non riuscivo a piegare il mio carattere, e le dicevo: «Mi tolga la vita piuttosto che farmi venir meno al voto di obbedienza!». E lei: «Vattene», mi disse, «non sei degna di praticarla e ora ti proibisco di fare ciò che ti avevo ordinato». Questo mi parve troppo. Dissi subito: «Bisogna morire o vincere». Andai davanti al santissimo Sacramento, mio solito rifugio, dove rimasi per tre o quattro ore a piangere e a gemere, nella speranza di trovare la forza di vincermi: «Ahimè! Mio Dio, mi avete dunque abbandonata? Come, c’è ancora qualcosa nel mio sacrificio che deve essere consumato fino al completo olocausto?».