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Nuove apparizioni a Caravaggio

1479
Tenuto conto della accuratezza con la quale Francesco Salvatico, rappresentante del duca di Milano in Caravaggio e Gera d’Adda, con lettera del 26 aprile 1479 informa ufficialmente Bona di Savoia e Gian Galeazzo Maria Visconti dei fatti straordinari accaduti alla “Fontana” nei giorni tra il 12 e il 26 del mese, continua ad essere sorprendente l’ignoranza o la sottovalutazione di questi avvenimenti da parte di chi avrebbe invece dovuto analizzarli approfonditamente e riconoscerne il significato storico-religioso. La Vergine Maria appare di nuovo per più giorni dove già si era manifestata il 26 maggio 1432, e con manifestazione diversa rispetto alla prima apparizione. Non risulta che la Vergine, circondata da angeli, rivolga alcun messaggio ai diversi veggenti; fenomeni di luminosità straordinarie accompagnano la visione e una serie di guarigioni “miracolose” – quasi a conferma che la fonte scaturita il 26 maggio è proprio il segno della continuata presenza della Comparsa – avvengono in quei giorni. Lo stesso Francesco Salvatico si premura di assicurare i duchi di Milano che ciò che riferisce non si fosse fatto a artificio, in quanto direttamente ha voluto accertarsi dell’assenza di inganni e personalmente ha potuto constatare alcune delle guarigioni straordinarie. Lo scrivente inoltre garantisce che le manifestazioni celesti e le grazie ricevute avevano il sigillo di testimoni degni di fede.

Le apparizioni di Caravaggio

Dio ricco di misericordia e onnipotente, che con la sua provvidenza tutto soavemente dispone, per quella pietà che non lascia mai privo nessun fedele del suo celeste aiuto un giorno si compiacque di riguardare, soccorrere e perfino onorare il popolo di Caravaggio con l’Apparizione della Vergine Madre di Dio.
L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera, avvenne che una donna di nome Giannetta oriunda del borgo di Caravaggio, di 32 anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchie sposa di Francesco Varoli, conosciuta da tutti per i suoi virtuosissimi costumi, la sua cristiana pietà, la sua vita sinceramente onesta, si trovava fuori dall'abitato lungo la strada verso Misano, ed era tutta presa dal pensiero di come avrebbe potuto portare a casa i fasci d’erba che lì era venuta a falciare per i suoi animali.
Quand'ecco vide venire dall'alto e sostare proprio vicino a lei, Giannetta, una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, di viso leggiadro, di veneranda apparenza e di bellezza indicibile e non mai immaginata, vestita di un abito azzurro e il capo coperto di un velo bianco.
Colpita dall'aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: "Maria Vergine!"
E la Signora subito a lei: "Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera."
Giannetta ripose: "Signora, adesso non ho tempo. I miei giumenti aspettano questa erba."

Le apparizioni della Madonna a Castelpetroso

La Beata Vergine, che certamente accompagna la Chiesa e la cristianità nei secoli, sin da quando l’umanità le fu affidata da Gesù Cristo sulla Croce, indicando lei come madre degli uomini, è apparsa tante volte, in posti, tempi e modalità diverse, sempre a sollecitare la speranza e la fede nel suo Divino Figlio. 
Le Apparizioni più conosciute e riconosciute tali dalla Chiesa, sono: quella di Caravaggio nel 1432, alla contadina Giovannetta de’ Vacchi; quella di Guadalupe in Messico all’indio s. Juan Diego nel 1548; quella del 1830 a Parigi, alla suora Figlia della Carità, s. Caterina Labouré; quella di La Salette in Francia nel settembre 1846, ai due pastorelli Maximin Giraud e Mélanie Calvat; quella di Lourdes nel 1858 all’umile santa Bernadetta Soubirous; quella di Fatima nel 1917 ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta e Francesco Marto. 
A queste bisogna aggiungere l’apparizione della Madonna del 22 marzo 1888, ripetutasi anche il 1° aprile in una zona impervia del Comune di Castelpetroso (Isernia) nel Molise 
Anche questa volta, come in tutte le altre apparizioni, la Vergine si rivela a delle persone umili, che in questo caso furono due contadine del paese suddetto, Bibiana Cicchino e Serafina Valentino.

Breve storia della Mariologia

A. Divisione classica dei periodi storici
7/6 a.C./476: Epoca antica o antichità - 476/1492: Epoca di mezzo o medioevo - 1492/1789: Epoca moderna o modernità - 1789/1989: Epoca contemporanea o contemporaneità - 1989/a oggi: Epoca post-moderna o post-modernità.
Ci sono molte altre divisioni cronologiche della storia e tutte anche con una certa percentuale di verità: io seguo quella classica, perché non ci sono ragioni vere per sostituirla e le nuove ricerche cronologiche non sono in grado di ribaltarne la formulazione generale. 
Perché la nascita di Gesù viene datata al 7/6 a.C.?  Secondo le fonti storiche (NICOLA  DI  DAMASCO [ministro del re]  e GIUSEPPE FLAVIO, Antichità giudaiche)  Re Erode il Grande (37- 4 a.C.)  è morto il 4 a.C.  e, a quell'epoca,  aveva già ordinato la strage dei primogeniti maschi di età fino ai 2 anni (la strage degli Innocenti del Santorale della Chiesa). Al tempo di Erode a Roma era imperatore Augusto (30 a.C.-14 d.C.), del quale Erode era alleato, avendo ricevuto da lui il trono di Giudea in seguito al cambio di campo politico-militare, dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), nella quale Augusto aveva sconfitto Antonio ed era rimasto padrone unico dell’Impero Romano. Inoltre, non si è mai sentito, né visto, che un morto ordini, o faccia, qualcosa, né mai si udrà: per cui!!

La pace nelle apparizioni mariane

La storia del mondo non è estranea al Cuore materno della Vergine
Dopo la prima guerra mondiale fino ai nostri giorni, i romani Pontefici non hanno cessato di mettere al bando la guerra: "Guerra alla guerra!", esclamava Pio XII nel 1944 e 1948.
"Non più la guerra, non più la guerra!", ribadiva Paolo VI parlando all'Onu nel 1965, e aggiungeva: "La pace deve guidare le sorti dei popoli e dell'intera umanità".
"La guerra è il mezzo più barbaro e più inefficace per risolvere i conflitti", precisava Giovanni Paolo II nel 1982.
"La guerra è una follia". "Questa è l'ora del pianto. L'uomo dovrebbe piangere per convertirsi": ha detto Papa Francesco il 14/9/2014, nel centenario della prima guerra mondiale presso il sacrario di Redipuglia (Gorizia), che custodisce le spoglie mortali di oltre 100mila caduti di quella grande guerra.
Il tentativo laicista di staccare la pace dall'ambito religioso per farne un valore autonomo dell'etica relazionale tra i popoli, non resiste dinanzi alla constatazione che "il deficit religioso della nostra epoca è l'attuale sconfitta della pace", avvertiva lo scrittore tedesco Th. Mann (+1955) nel 1938. (Il romanzo "La montagna incantata" di Th. Mann del 1924 era una parabola per descrivere la decadenza della vita spirituale del tempo.)

21 dicembre: Vangelo di Luca (1,26-38) con meditazione di Mons. Angelo Sceppacerca

IV/a Domenica di Avvento - Anno B
"Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Biografia di Don Divo Barsotti

Don Divo Barsotti (Palaia 1914-Firenze 2006) è stato una delle figure eminenti della Chiesa italiana del XX secolo: sacerdote, scrittore, predicatore, fondatore di una Comunità monastica, soprattutto mistico, un uomo che ha cercato Dio per tutta la vita e lo ha amato con tutto il cuore, facendone il perno e il centro unico dell'esistenza.

Entrato in seminario a San Miniato (Pisa), a 14 anni aveva già letto tutti i romanzi di Dostoevskij, gli scritti di Shakespeare, Goethe e di altri autori classici. Attratto dal mondo della poesia e della letteratura, stava meditando di lasciare il seminario, quando, all'età di 19 anni, ebbe un'esperienza profonda e decisiva dell'amore di Dio, e si diede così a una vita di preghiera continua e grande mortificazione, progettando di andare in missione una volta ordinato sacerdote. Egli aveva maturato una visione del Cristo, unico salvatore del mondo, che accoglie in sé tutte le culture, tutte le esperienze, tutto quello che viene dall'uomo ' tranne il peccato ' per elevarlo e divinizzarlo, e vagheggiò di girare il mondo come san Benedetto Labre, povero, solo, 'ebbro' di Dio, ad annunciare ai popoli che non lo conoscevano (era affascinato soprattutto dall'Asia) il nome e la presenza di Gesù.

Non riuscì a realizzare questo desiderio, e anzi, per un periodo di ben cinque anni, gli fu chiesto di aspettare, a casa propria (era già sacerdote) che il Signore manifestasse meglio la Sua volontà nei suoi confronti. Furono anni di intensa preghiera e purificazione.

Biografia di Luisa Piccarreta

Luisa Piccarreta, serva di Dio della Chiesa Cattolica, nacque a Corato (Bari), la mattina del 23 aprile 1865, domenica "In Albis" (l'attuale festa della Divina Misericordia), e fu battezzata lo stesso giorno. Quarta delle cinque figlie di Rosa Tarantini e di Vito Nicola Piccarreta, umile fattore in una masseria agricola, situata nella località di Torre Desolata. La sua formazione scolastica si fermò al primo anno di scuola elementare, per poter condurre la vita contadina della sua famiglia. La domenica in Albis del 1874, Luisa ricevette, all'età di nove anni, i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Da allora in poi, la sua Fede si intensificò, rimanendo assorta continuamente in preghiera, meditando in particolare sulla Passione di Cristo, adorando spiritualmente L'Eucaristia e coltivando una solida devozione alla Madonna che la spinse, ad undici anni, ad iscriversi all’Associazione delle Figlie di Maria. 
A tredici anni, mentre meditava sulla Passione di Gesù, al sentire il cuore oppresso e la mancanza di respiro, uscì fuori al balcone di casa e da lì ebbe una visione: la strada era piena di persone che spingevano Gesù, sofferente e insanguinato, mentre portava curvo la pesante croce. Allora Cristo, alzando gli occhi verso di lei, le disse: "Anima, aiutami!".