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Ci unisca gli uni agli altri fraternamente lo Spirito Santo, che attrae all'unione in Colui che ha assunto la nostra umanità per farci partecipi della sua divinità.
Con voi in Cristo, nostra passione. Amen.

Vangelo di domenica 19 aprile 2015 (Luca 24, 35-48) con meditazione del Card. Piovanelli

III Domenica di Pasqua - Anno B
"Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati"
Dal Vangelo secondo Luca 24, 35-48.
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Emmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: “Avete qui qualche cosa da mangiare?”.
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò dinanzi a loro. Poi disse: “Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”.

Programma del viaggio apostolico di Papa Francesco a Sarajevo - 6 giugno 2015

E' stato reso noto il programma del viaggio di 1 giorno nella capitale della Bosnia ed Erzegovina
09.00 Accoglienza Ufficiale  all’Aeroporto internazionale di  Sarajevo
09.30 Cerimonia di benvenuto nel piazzale antistante il Palazzo presidenziale - Visita di cortesia alla Presidenza  della Repubblica nel palazzo presidenziale
10.10  Incontro con le autorità
11.00  Santa Messa nello Stadio Koševo
13.15  Incontro e pranzo con i Vescovi della Bosnia ed Erzegovina nella Nunziatura Apostolica
16.20  Incontro con sacerdoti, religiose, religiosi e seminaristi in Cattedrale
17.30  Incontro ecumenico ed interreligioso nel  Centro internazionale studentesco francescano

A Scuola di preghiera con Padre Andrea Gasparino: "La Messa, cena del Signore" (10 video)

Nella Messa c’è lo spettatore e c’è l’attore. Lo spettatore è colui che paga un biglietto, ma non soffre un dramma. La Chiesa alla Messa non vuole spettatori, vuole attori. Sentite come parla il Concilio Vaticano II nella Costituzione sulla Sacra Liturgia: “La Chiesa si preoccupa vivamente che i fedeli non assistano come estranei o muti spettatori a questo mistero di fede. [...] Offrendo la vittima senza macchia, non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui, imparino ad offrire se stessi, e di giorno in giorno, per la mediazione di Cristo, siano perfezionati nell'unità con Dio e tra di loro, di modo che Dio sia finalmente tutto in tutti» (Sacrosanctum Concilium, 48).
La Chiesa non ci vuole a Messa come «muti spettatori» per il semplice motivo che l’Eucaristia non è uno spettacolo da vedere, è invece un’azione da vivere. Nella Messa noi siamo i personaggi in azione, protagonisti con Cristo, tutti, dal prete all'ultimo fedele. Cristo fa la parte primaria; il prete gli impresta i movimenti, la parola, si china sul pane come ha fatto lui nella cena, gli impresta i gesti, la voce per ripetere tutto quello che lui ha fatto, tutte le parole che ha detto.

Il Messaggio di Lourdes: catechesi d'eccellenza

Si chiama Messaggio di Lourdes i gesti e le parole che si sono scambiati la Vergine e Bernardetta, alla Grotta di Massabielle, nel corso delle 18 Apparizioni, dall'11 febbraio 1858 al 16 luglio 1858. Per comprendere bene gli eventi che si sono svolti e imparare meglio il Messaggio di Lourdes, bisogna conoscere il contesto delle Apparizioni di cui Bernardetta ha beneficiato.
Nel 1858, la famiglia Soubirous è in rovina, ridotta a vivere al "Cachot" (gattabuia). L'11 febbraio 1858, Bernardetta, sua sorella Antonietta e la loro amica Giovanna Abadie, vanno in cerca di legna. Si dirigono verso "il luogo dove il torrente si getta nel Gave". Arrivano dinanzi alla Grotta di Massabielle.

La Grotta di Massabielle, il cuore del Santuario
Il massiccio roccioso nel quale è scavata la Grotta, è chiamato Massabielle cioè "vecchia roccia". In questo massiccio di 27 metri di altezza, la Grotta misura 3 metri e 80 per 9 metri e 50 di profondità, e 9 metri e 85 di larghezza. E’ composta di tre aperture non uguali: la più grande è diventata luogo per le celebrazioni della Messa. In alto sulla destra, v'è una nicchia ogivale di due metri di altezza. E’ in essa che la Madonna apparve a Bernardetta tra l'11 febbraio e il 16 luglio 1858. La statua, di 1 metro e 88 di altezza, che raffigura la Madonna nella posizione che aveva quando disse "Io sono l’Immacolata Concezione”, fu realizzata da Giuseppe Fabisch e donata da due dame lionesi, per essere collocata il 4 aprile 1864. Per terra, sulla sinistra guardando la Grotta, il luogo esatto dove si trovava Bernardetta è ricordato da una mattonella con la scritta "Qui pregava Bernardetta l’11 febbraio 1858"In fondo alla Grotta, a sinistra dell’altare, si vede la sorgente scavata da Bernardetta su indicazione della Madonna il 25 febbraio 1858 e la cui acqua continua ad alimentare tutti i punti di distribuzione (fontane, piscine, cammino dell’acqua). Davanti all'altare invece due mattonelle ricordano le visite dei Papi (1983-2004-2008).

Santa Bernadette Soubirous

Bernadette Soubirous nacque il 7 gennaio 1844 da una modesta famiglia di mugnai. Il Mulino di Boly, sua casa natale (così chiamata dal nome di un vecchio proprietario), si trovava sulle rive del torrente Lapaca, ora sotto la via della Grotta.
Sempre cagionevole di salute, sofferente di asma, il suo stato venne minato anche durante l'epidemia di colera sopravvenuta quando aveva undici anni. Per un periodo la bambina venne affidata alla madrina per via delle difficoltà dei suoi, costretti a lasciare il mulino, il padre per fare il bracciante, la madre la lavandaia. La famiglia si ritrovò a vivere in una stanzetta di sedici metri quadrati al c.d. Cachot e il padre venne anche arrestato perché accusato di furto.
Dopo le Apparizioni Bernardette pensò alla vita religiosa nella contemplazione; già conosceva il Carmelo di Bagnères, dalle sue parti, volendo dedicarsi ad una vita di preghiera, digiuno, disciplina, mortificazione. Ma la sua salute era un ostacolo come pure la sua povertà perché le veniva richiesta una dote. Fu poi orientata verso la cura dei malati ed ebbe modo di rendersi conto che le Suore della Carità di Nevers sarebbero state discrete nei suoi riguardi, in contrasto con altre, che la sollecitavano da ogni parte per la sua eccezionale esperienza. Convincente fu una conversazione (era il 27 settembre 1863) con Monsignor Forcade, vescovo di Nevers. Quest'ultimo appoggiò la domanda di Bernadette nei confronti della Madre Superiora Joséphine Imbert.
Prima di partire per Saint-Gildard, casa madre delle suore, nel luglio 1866, il Vescovo Laurence la trattenne per l'inaugurazione della Cripta e per la prima processione ufficiale alla Grotta richiesta da Nostra Signora. Bernadette prese poi l'abito di postulante il 29 luglio 1866.

Le apparizioni della Madonna di Lourdes

La Chiesa festeggia S. Bernardette Soubirous il 16 aprile, mentre l'11 febbraio è l'anniversario della prima apparizione di Lourdes, che ebbe luogo giovedì 11 febbraio 1858. La S. Vergine apparve alla quattordicenne Bernadette Soubirous mentre si trovava a raccogliere legna nei pressi del torrente Gave, appena fuori dal villaggio di Lourdes, ai piedi del roccione chiamato Massabielle.
Una sorta di colpo di vento le fece alzare la testa, sì che nella piccola grotta della parete rocciosa vide - parole sue - "Una Signora vestita di bianco; indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura azzurra e una rosa gialla su ogni piede". Bernadette e la Signora recitarono il Rosario, poi la visione scomparve.
Bernadette sentì il desiderio di tornare alla grotta, così il giorno 14 vide di nuovo la Signora e le gettò dell'acqua benedetta; la Signora sorrise e insieme recitarono di nuovo il Rosario.Fu nella terza Apparizione, il 18 febbraio 1858, che la Signora parlò per la prima volta. Alla domanda di scrivere su un foglio chi fosse, ripose a Bernadette "Non ti prometto di renderti felice in questo mondo ma nell'altro" e le chiese di tornare ancora per quindici giorni.Fu di nuovo silenzio durante la quarta Apparizione, il 19 febbraio, quando Bernadette andò alla grotta con una candela accesa avuta dalla madrina Bernarde Castérot che l'accompagnava.(La devozione di portare candele alla Grotta ha raggiunto oggi livelli enormi, tanto che la grande quantità di candele offerte nella buona stagione viene in parte accantonata e fatta ardere durante l'inverno, quando i pellegrini sono meno numerosi, rompendo la pesante bruma con uno strano bagliore che dona al luogo un fascino particolare.)

Consigli per la preghiera di Matta el Meskin: "Le preoccupazioni: come presentarle nella preghiera?"

Matta el Meskin (1919-2006), (=Matteo il povero) monaco eremita, rinnovatore della vita monastica originale dei padri del deserto, Igumeno (=Abate) nel monastero di San Macario a Scete in Egitto. Questi preziosi testi costituiscono una "guida alla preghiera" sul modo di intrattenersi con Dio nell'autentica preghiera del cuore, quella preghiera che ristabilisce la nostra condizione di figli che gridano “Abbà Padre”.

Le preoccupazioni: come presentarle nella preghiera?
La preghiera non è l’occasione per domandare a Dio ciò che concerne la carne (cfr. Romani 8,7; Giacomo 4,3), ciò che ottiene il benessere, che facilita il tuo lavoro e procura il successo alle tue iniziative temporali.
La preghiera invece è l’occasione per lo spirito di accedere al regno, è la finestra luminosa attraverso la quale contempli già la vita eterna, verso la quale sarai rapito dopo aver restituito il tuo corpo alla polvere, mentre tutti i tuoi lavori e tutte le tue attività saranno terminate per sempre. Tutto ciò che ti preoccupa sulla terra è effimero, a differenza della preghiera. Ogni minuto trascorso in preghiera viene dall’eternità, in quanto è partecipazione alla preghiera eterna di Cristo [In quanto è partecipazione alla preghiera di Cristo; cfr. sopra il paragrafo “La preghiera e il tempo”.] e vi fa ritorno.
Devi quindi presentare le tue preoccupazioni nella preghiera in una prospettiva spirituale. Vale a dire che tutte le tue necessità materiali, le attività, le responsabilità e le preoccupazioni devono da te essere presentate a Dio nella preghiera, affinché egli le spogli della loro forma mortale, effimera, e le rivesta di un carattere divino, rendendole conformi al suo disegno di benevolenza, e siano così santificate.

Dialogo tra me e il cuore

La cappa ti stringe addosso come un vestito di piombo, ne porti il peso insopprimibile, mentre ti aggiri derelitto ai confini del ghetto. Non osi entrare, sceglieresti una condanna che nessuno infligge: la schiavitù eterna. Ti giunge a tratti un olezzo che toglie il fiato, la bestia è sempre lì in agguato dietro l'angolo, nera nel buio più nero, col suo sibilo orribile.
Povero cuore mio agonizzante, vorresti ancora, ma non puoi. Ah! Questa catena ti impedisce alla vita, vorresti spezzarla, ma dove sono le forze? Riesci solo a compiangerti. Oh mio cuore, non sentirti perduto e volgiti dall'altra parte: vedi quel giardino immenso di bellezza? Osserva com'è colmo di fiori e frutti e di tanta luce... C'è pace, serenità... Cosa ti divide dall'entrarvi? Un sol passo, ma non riesci. Perché tu no? Quanta luce... ma non sei falena tu e una cosa, una sola ti ha esiliato e ora t'inchioda: il peso del peccato.
Ricordi come hai perso la speranza? Accadde così... in un niente, quando dimenticasti d'amare. Ora l'angoscia ti attanaglia, ti senti un cuore figlio di nessuno, così sbandato, solo.
Se almeno questo tuo orgoglio non impedisse a me di chinare un pò la testa... forse, dopo, io potrei anche inginocchiarmi, e insieme potremmo dire ancora: "Ti amo"... al Padrone del giardino...
Vieni mio cuore, torniamo a casa...