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Il Signore ti dia la pace!

Papa francesco: L'amore, non l'attaccamento alla legge, porta alla speranza

Non si può perdere la speranza, giacché l'obbiettivo è unicamente Cristo.
Di ipocriti ne siamo pieni, e senza forse, lo siamo tutti, almeno un pochino. Ma da questo a chiudere la fonte della misericordia frapponendo regole in modo assurdo ce n'è di strada da fare, perché se allora furono i farisei, oggi saresti tu a negare ancora il Cristo, e siccome hai ereditato la conoscenza dalla Parola, tu saresti ancora più fariseo di quei farisei, più ipocrita di quegli ipocriti.
Benvenuta allora questa (ennesima) sonora lezione di Papa Francesco, rivolta anche a te virtuoso di regole, che non metti a nudo il tuo cuore a immagine del Cuore di Cristo. Ma il Cristo non ha parlato anche per te? Lui era ed è pura misericordia, solo misericordia viva, amore. Tu puoi dire di essere altrettanto? No? Neppure io, dato che, non solo sono più ignorante, ma anche più miserabile di te. Ciò nonostante non ti negherei mai il Cristo, perché nel preciso istante in cui tu Lo cercassi da me, Egli certamente vorrebbe provarmi nella Sua misericordia, giacché quando io fossi esercizio della Sua carità, tu saresti dono eccellente da cogliere lungo la strada della mia santità.

Sabato 1 novembre 2014: Vangelo di Matteo (5, 1-12) con meditazione di Mons. Angelo Sceppacerca

Solennità di Tutti i Santi - Anno A
"Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore

Il culto dei Santi

Verso la metà del I secolo in Oriente, un po' più tardi in Occidente, si cominciò a celebrare presso la tomba l'anniversario di coloro che avevano reso testimonianza a Cristo offrendo la propria vita. Rispetto al culto dei morti, presente in tutte le culture, si possono sottolineare due elementi nuovi: non si tratta di un omaggio familiare, ma coinvolge tutta la comunità dei credenti; invece di commemorare il giorno della nascita terrestre si celebra il loro "natale" (dies natalis), la loro nascita al cielo.
All'indomani delle persecuzioni il ricordo di coloro che avevano testimoniato fino alla morte fu oggetto di grande venerazione: si costruirono basiliche sulle tombe dei martiri più celebri e, nell'anniversario del loro martirio, il popolo era convocato presso la loro tomba per ascoltare il racconto della loro passione e celebrare l'eucaristia.
La chiesa, celebrando ogni anno il giorno natalizio dei martiri e dei santi, celebra il compiersi in loro del mistero pasquale di Cristo. Il santo partecipa della pienezza del mistero pasquale del Signore e la sua santità ha significato in funzione di questa partecipazione. Ciò che la Chiesa considera decisivo è lo slancio con cui ogni santo ha vissuto in modo personale il mistero pasquale.
Nel santo si manifesta la vittoria di Cristo, e proclamare la santità di un credente significa celebrare le meraviglie che lo Spirito di Cristo ha operato in lui. La santità della persona è quindi sempre partecipazione alla santità di Cristo. "Nei vari generi di vita e nelle varie professioni un'unica santità è praticata da tutti coloro che sono mossi dallo Spirito di Dio" (Lumen Gentium 41); la tipologia della santità è unica, e in questo senso tutti i santi si assomigliano, tuttavia ogni santo è originale perché questa santità si è realizzata in una singolarità di vocazione e di carismi.
Nei santi la chiesa celebra il mistero di Cristo, vissuto nei suoi frutti; i santi sono proposti alla comunità cristiana come coloro che hanno vissuto in modo personale il mistero pasquale in pienezza di Cristo e che possono rappresentare dei modelli perché anche noi percorriamo lo stesso cammino.

Halloween festa della zucche (vuote)

1. IL SIGNIFICATO
Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows Eve” che letteralmente significa “vigilia d’Ognissanti”. Halloween, nonostante non lo si dica come invece si dovrebbe, è una ricorrenza magica. Il mondo dell’occulto così lo definisce: “È il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico, è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana”. Il 31 Ottobre, infatti, è una data importante non soltanto nella cultura celtica, ma anche nel satanismo. È uno dei quattro sabba delle streghe. I primi tre segnavano il tempo per le stagioni "benefiche": il risveglio della terra dopo l’inverno, il tempo della semina, il tempo della messe. Il quarto sabba marcava l’arrivo dell’inverno e la "sconfitta" del sole: freddo, fame e morte. La festa cattolica di Tutti i Santi non ha niente a che vedere con quella di Halloween. Fu instaurata da Papa Gregorio IV nell’840, e dal 1048 la sua celebrazione (originariamente in Maggio) fu spostata al 1 Novembre al fine di detronizzare il culto a Samhain. Una volta, dunque, le feste pagane venivano sostituite negli stessi giorni da feste cristiane; oggi si assiste al tentativo contrario: in coincidenza con le feste cristiane di Ognissanti e dei fedeli defunti, si cerca di diffondere nella cultura e nei costumi una festa pagana estranea e ostile al clima e al contesto di preghiera e di vera fede delle due feste cristiane.

Gesù sul pavimento

Recitiamo ogni giorno questa angelica preghiera per tutto il mese di novembre, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Gesù viene offeso durante la S. Messa, specialmente in riparazione dei sacrilegi e delle profanazioni che avvengono nel giorno chiamato di halloween.
Facciamolo con tutto, ma proprio con tutto il cuore.

Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano.
Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo: io Ti adoro profondamente e Ti offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui Egli stesso viene offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, io Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.

Il Vescovo di Assisi: Halloween non è la festa dei cristiani

Il Vescovo di Assisi Domenico Sorrentino ha prolungato l’Adorazione permanente all'Istituto Serafico che si fa ogni giorno da quando Papa Francesco ha visitato Assisi il 4 ottobre 2013.
La veglia di preghiera straordinaria, organizzata proprio per la sera del 31 ottobre, festa di Halloween che sta ormai spopolando anche in Umbria, si protrarrà per tutta la notte. L'annuncio è stato fatto da Monsignor Domenico Sorrentino in persona.

"Per Halloween si pregherà tutta la notte"
“Non vuole essere una polemica con le feste di Halloween, perché la preghiera è sempre costruttiva. E’ vero però che questo tipo di festa, che si va sempre più diffondendo, non appartiene alle nostre radici cristiane. Nella festa di tutti i Santi la Chiesa invita a mettere in evidenza la bellezza della santità, alla quale tutti siamo chiamati. Essere santi non è cosa straordinaria: è vivere con amore, in sintonia con Dio e a servizio dei fratelli. Tanti santi ne sono testimoni. Ci ritroviamo in preghiera silenziosa, personale alla quale tutti potranno partecipare dalle 22 alle 6 del mattino".

Chi sono i santi?

La Chiesa da sempre intrattiene un dialogo con abitanti di un altro mondo, i santi. Questo è ciò che proclamiamo dicendo: "Credo nella comunione dei santi". Se anche esistessero abitanti al di fuori del sistema solare, la comunicazione con essi sarebbe impossibile perché tra la domanda e la risposta dovrebbero passare milioni di anni. Qui invece la risposta è immediata perché c'è un centro di comunicazione e di incontro comune che è il Cristo risorto.
Forse anche per il momento dell'anno in cui cade, la festa di Tutti i santi, ha qualcosa di particolare che spiega la sua popolarità e le numerose tradizioni ad essa legate in alcuni settori della cristianità.
Il motivo è in ciò che dice Giovanni nella seconda lettura. In questa vita, "noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo ancora non appare"; siamo come l'embrione nel senso della madre che anela a nascere. I santi sono quelli che sono "nati" (la liturgia chiama "giorno natalizio", dies natalis, il giorno della loro morte); contemplarli è contemplare il nostro destino. Mentre intorno a noi la natura si spoglia e cadono le foglie, la festa di Tutti i santi ci invita a guardare in alto; ci ricorda che non siamo destinati a marcire in terra per sempre come le foglie.

Halloween, tra satanismo e folclore

Nella Festa di “Tutti i Santi” (e non di Halloween!), si celebra la liberazione dalla morte. Halloween è un sintomo della crisi della Speranza.
Perché definire la festa di Halloween “un grande rituale satanico”? In fondo, per tanti, si tratta di una delle tante sagre che animano le nostre città il 31 ottobre. Halloween è considerata dai satanisti e dalla “wicca” (maghi e streghe) il capodanno di satana o notte delle streghe in cui ogni richiesta di “potere” viene esaudita. In questa notte si moltiplicano riti macabri (sacrifici di animali e sacrifici umani), profanazioni di cimiteri, profanazione dell’eucaristia in chiese sconsacrate (o altri luoghi), sedute piritiche, orge rituali e omicidi rituali. Infatti gli occultisti credono che la trasgressione sia una chiave di evocazione che costringa gli “spiriti” (che son sempre demoni!) a elargire i “poteri” per esaudire i propri capricci “al di là del bene e del male” fino a diventare “padroni di se stessi”. Pertanto il folklore occultista di Halloween dato alla notte del 31 ottobre è solo un grande spot per avvicinare i giovani alle pratiche dell’occultismo. Questo è comprovato dalla presenza capillare di cartomanti, sensitivi, satanisti, streghe e affini nelle discoteche e nei pub. A tutto questo inquinamento dell’anima e ribaltamento satanico che irride la morte evocando (almeno implicitamente) satana diciamo, con don Oreste Benzi (da una sua affermazione ha preso il titolo una conferenza, ad Imola del GRIS): «No grazie!».