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Credo in Dio vivo nell'Eucarestia

Occorre tornare a piegare le ginocchia di fronte al Cristo nell'Eucarestia, poiché vediamo molti che, ricevutala nella mano, la portano alla bocca con tanta disinvoltura come fosse una caramella, senza considerare che nelle loro mani hanno l'umile Agnello, il Salvatore e Dio loro. Come non ricevere in ginocchio Cristo Gesù nella Comunione Eucaristica? Noi perpetriamo una contraddizione ricevendo il Corpo di Cristo (è il Corpo!) in piedi e nella mano con tanta noncuranza, poiché poco prima abbiamo pregato il Padre durante la Consacrazione ponendoci non solo in ginocchio, ma anche in silenzioso, intimo raccoglimento. Se quindi non siamo ciechi e sordi, ugualmente e anzi ancor più ci dovremo inginocchiare nel ricevere la Santa Eucarestia: perché in essa c'è ora il Cristo, Dio vivo. Quando saremo giudicati cosa diremo? Che erano i costumi del momento?
C'è altro. Capita che un sacerdote ti dica gentilmente: "Posso darti un consiglio? Fai la Comunione come gli altri (intende in piedi)." E che altrettanto gentilmente gli si risponda: "Se potessi scomparirei, ma non posso negare questo atto di adorazione a Cristo."

Mio Dio, perché proprio a me, peccatore?

Stare perfettamente con Dio implica abbandonarsi totalmente a Lui e rinunciare a sé stessi e al "rumorio" del mondo, questo è il senso d'essere intimamente Figli di Dio.
Tutto ha inizio quando il Creatore discende a rivelarsi alla sua creatura; è l'inizio della conversione del cuore e, solo dopo aver vinto la prima battaglia, quella contro noi stessi: le nostre resistenze, ecco che l'anima inizia il suo lungo e travagliato cammino con lo Spirito. La strada discende dolcemente e non se ne vede fine né dimensione; l'anima non si cura di ciò: perché dovrebbe? Tutto è gioiosa meraviglia...
Ora gli occhi s'accendono, mentre vibrazioni interiori alimentano lo spirito riflesso sul nostro volto trasfigurato ed esplodono nel centro delle emozioni del nostro corpo che è il cuore. Escono parole nuove: giovani innesti gravidi di stupore in desideri nuovi e puri e mentre lo spirito ondeggia e s'abbandona nel sottile soffio di Dio ... nasce l'uomo nuovo.
La divinità si manifesta, possiede, straripa. I sensi, ancora increduli alla grazia, vibrano alla presenza dello Spirito. Tutto oltre la creatura si riversa; nulla e nessuno vi resiste.
Ecco un eco: viene, poi va come onde. «Mio Dio, perché proprio a me, peccatore? Come è possibile questo? Cosa puoi volere da me che già non trovi in tante anime buone? E se così vuoi, qual'è il tuo scopo? Alcuni mi rivolgono parole di ammirazione... mi conosceranno per tutto ciò? Diventerò santo? Certo anche i Santi avranno vissuto questi momenti...»

Consigli per la preghiera di Matta el Meskin: "La preghiera, scuola di obbedienza"

Matta el Meskin (1919-2006), (=Matteo il povero) monaco eremita, rinnovatore della vita monastica originale dei padri del deserto, Igumeno (=Abate) nel monastero di San Macario a Scete in Egitto. Questi preziosi testi costituiscono una "guida alla preghiera" sul modo di intrattenersi con Dio nell'autentica preghiera del cuore, quella preghiera che ristabilisce la nostra condizione di figli che gridano “Abbà Padre”.

La preghiera, scuola di obbedienza
Se desideri imparare a obbedire alla voce di Dio, in modo concreto, nella tua vita, devi cominciare con una pronta docilità allo Spirito della preghiera, fin dal momento in cui il richiamo di Dio si fa sentire nel tuo cuore.
In questo modo l’obbedienza a Dio diventa lieve per te, pur nelle circostanze più dure e più difficili. Se non hai imparato, per prima cosa, a obbedire a Dio attraverso la preghiera continua, non puoi, nelle circostanze difficili, improvvisare un’obbedienza pronta, facile e serena.
L’obbedienza a Dio, mediante la preghiera del cuore continua, offre l’occasione al tuo spirito di diventare più forte e di prevalere sulle tentazioni, sui piaceri e sulle sollecitudini della carne. A poco a poco la carne perde tutto il suo potere su di te e tu diventi estremamente docile all'appello divino.
Se non impari a essere docile a Dio mediante la preghiera, ti illudi di poter obbedire in qualsiasi occasione; ma non appena Dio ti chiamerà al dono di te e al sacrificio, ti troverai preso alla sprovvista di fronte alla ribellione della carne, che s’impenna e avanza sempre mille falsi pretesti per sfuggire all'appello di Dio. In definitiva, sarai ridotto a sottometterti alla carne, perdendo la grazia, e dovrai ritirarti tutto triste, con il capo chino.

Orazione di San Bernardo sulla Piaga della Sacra Spalla di Gesù con audio video

Rivelazione a San Bernardo della Piaga incognita della Sacra Spalla di Nostro Signore Gesù Cristo aperta dal peso della Croce
San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nell'orazione a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione.
Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce. Questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore più di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di Essa mi onoreranno con tre Padre Nostro, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, non morranno di morte subitanea e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine conseguendo ancora grazia e misericordia”.
Orazione di S. Bernardo sulla Piaga della Sacra Spalla di N.S. Gesù Cristo
Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore adoro e venero la Santissima Vostra Piaga che riceveste sulla spalla nel portare la pesantissima Croce al calvario e nella quale restarono scoperte tre Vostre Sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: vi supplico in virtù e per i meriti di questa piaga di avere di me misericordia col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali, di assistermi nell'ora della morte e di condurmi al Vostro Regno beato.

Pater, Ave e Gloria
Pater, Ave e Gloria
Pater, Ave e Gloria

Orazioni di S. Brigida itineranti nell'Anno Santo della Misericordia

Ciclo di preghiera itinerante per l'Anno Giubilare della Misericordia

Per Grazia di Dio
Sabato 16 gennaio 2016 abbiamo potuto dare inizio alla recita itinerante delle Orazioni di S. Brigida sopra le Piaghe di N.S. Gesù Cristo. Itinerante perché ci raccoglieremo per tutta la durata dell'Anno Santo della Misericordia (e anche oltre), tutti i sabati pomeriggio in una chiesa diversa, così che quante più persone possano conoscere e praticare questa dolcissima devozione sulla Passione del Signore imitandone le virtù.
La partecipazione è libera e aperta a tutti. Agli intervenuti viene distribuito gratuitamente il librettino con le Orazioni di S. Brigida di 1 anno, le Orazioni di S. Brigida dei 12 anni e l'Orazione di San Bernardo; tutte sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Liberi in Cristo
Per il gran mezzo di queste orazioni noi aderiamo all'atto salvifico di Cristo in cui, nella contemplazione della sua Passione, Egli ci fa partecipi delle sue stesse virtù. Raccogliamo così un seme da coltivare giorno per giorno, assaporando come primizia quel che diverrà un incontro intimo con Cristo nel segreto delle nostre camere.

Teologia dell'amore

Aida, angelo mio
Ricordo di Aida nel quarto anniversario del suo transito - 2 dicembre 2015.

Aida, angelo mio, pensavo stamattina venendo a salutarti al Camposanto, che io ho avuto una vita ricca e serena della quale posso solo ringraziare il Signore e il regalo più bello che il Signore mi ha fatto in questa vita, come ricordo ogni mattina nel mio canto di lode, è quello di avere conosciuto te, di essermi innamorato di te e che tu hai ricambiato il mio amore.
Certo avrei desiderato potere condividere la tua compagnia anche nella vecchiaia, che non è una stagione triste, ma particolare perché il ritmo si rallenta: c’è più tempo a disposizione, si possono meglio gustare gli eventi e le relazioni con le persone che si amano e per le quali si desidera tutto il bene possibile. Invece questa stagione dobbiamo viverla separati. Da separati o a distanza? Come quando eravamo fidanzati e io vivevo a Pavia e tu a Lipari, e ci incontravamo solo le settimane in estate e qualche volta nelle vacanze di Natale e di Pasqua. Ma quella era una distanza relativa perché avevamo dei canali di comunicazione: prima le cartoline e poi le lettere e una telefonata alla settimana, con le tue lunghe attese all'ufficio postale dove era allora il telefono pubblico, perché non avevi ancora il telefono in casa. E poi anche da sposati, i mesi in cui tu eri a Pavia e io a Roma, anche se allora non avevamo più problemi col telefono. Certo ora non ti posso né scrivere, né telefonare, ma ci sono altre forme di comunicazione che la fede ci offre, come la preghiera e l’eucarestia, una sorta di "internet dello spirito".

Il Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso decretato "Luogo privilegiato" per l'Indulgenza Giubilare!

ANNUNCIO UFFICIALE
In occasione di quest'Anno Santo (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016), il Santuario della Madonna delle Grazie al Sasso è stato decretato "Luogo privilegiato per la predisposizione all'accoglienza del dono dell'Indulgenza Giubilare e per la celebrazione del Sacramento della Penitenza".
Si potrà beneficiare dell'Indulgenza Plenaria alle consuete condizioni:
  • Confessione Sacramentale;
  • Comunione Eucaristica;
  • Preghiera secondo le intenzioni del Pontefice;

Nelle Feste Mariane e in occasione di pellegrinaggi, secondo quanto stabilito dalla Penitenzieria Apostolica:

“Lo Spirito come il vento, soffia dove vuole” ( Gv. 3,8)

“Lo spirito di verità vi guiderà verso tutta la verità. Non vi dirà cose sue…riprenderà quello che io ho insegnato, e ve lo farà capire meglio” (Gv 16, 13-15).
Nella Sacra Scrittura lo Spirito Santo è chiamato Spirito di Yahvé, Spirito di Dio, Spirito di Gesù Cristo, Spirito Santo. E’ stato scritto che lo Spirito Santo è la persona più misteriosa della Santissima Trinità, poiché come nell’uomo il suo spirito indica la sua intimità, così lo Spirito Santo esprime l’invisibilità di Dio, il suo profondo segreto e la sua incomprensibilità. Egli è ineffabile cioè il non-detto, l’indicibile per natura [1]. Nello Spirito Santo ci troviamo di fronte al mistero più profondo della vita trinitaria, allo stesso modo in cui scopriamo ciò che è più segreto nell’uomo quando conosciamo il suo spirito e la sua anima [2].

Lo “Sconosciuto”
E sicuramente questa è una delle ragioni per cui Hans Urs von Balthasar può dire che lo Spirito santo è “lo Sconosciuto che viene oltre al Verbo” ed i teologi orientali suggeriscono che piuttosto che parlare di lui è meglio invocarlo. Per avere una coerente intelligenza di questo mistero cioè è determinante acquisire l’atteggiamento dello stupore e della ricezione silenziosa [3].
Un’altra ragione per cui si parla dello Spirito Santo come di uno “sconosciuto”è legata al fatto che per molto tempo la teologia ma anche la chiesa docente lo hanno come dimenticato.