Gabrielle Bossis (Nantes: 1874 - 1950) apparteneva alla nobiltà francese e non le mancavano i mezzi per vivere secondo le sue inclinazioni e i suoi talenti. Si dedicò alla musica, al teatro e alle belle lettere. Era amante della caccia, dello sport, delle danze e dei viaggi. Ciò nonostante si mantenne fervente, umile e amante di Dio e tutte le sue attività ebbero come scopo il bene della società.
Nel periodo tra le due guerre mondiali, si dedicò alla composizione di drammi e commedie per divertire ed edificare la gente con temi di vita cristiana vissuta. La sua compagnia teatrale in giro per la Francia le portò tale fama, che una volta ebbe un rammarico: “Se avessi fatto del cinema, invece che teatro, chissà quale fama a quest’ora...”. Una Voce l’interruppe: “Tu appartieni esclusivamente a me”.
Il suo confessore scoprì le virtù nascoste in quell'anima semplice e a più riprese cercò di suggerirle la vita consacrata in un convento, ma Gabrielle non si arrese mai a una vocazione a cui non si sentiva chiamata, come si oppose decisamente a ogni proposta di matrimonio. Era stata chiamata da Dio a una vita di santità cui sono invitati tutti, non solo i religiosi, ma anche i laici.
Il suo confessore scoprì le virtù nascoste in quell'anima semplice e a più riprese cercò di suggerirle la vita consacrata in un convento, ma Gabrielle non si arrese mai a una vocazione a cui non si sentiva chiamata, come si oppose decisamente a ogni proposta di matrimonio. Era stata chiamata da Dio a una vita di santità cui sono invitati tutti, non solo i religiosi, ma anche i laici.
Qualche rara volta durante la gioventù fu sorpresa da una voce misteriosa che la lasciava titubante, ma non essendone sicura, non ci badava.


