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✠ "Tu affidati a Maria, Madre nostra, pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge"
In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.
Una frase del Vangelo per te:

Biografia breve di Gabrielle Bossis

Gabrielle Bossis (Nantes: 1874 - 1950) apparteneva alla nobiltà francese e non le mancavano i mezzi per vivere secondo le sue inclinazioni e i suoi talenti. Si dedicò alla musica, al teatro e alle belle lettere. Era amante della caccia, dello sport, delle danze e dei viaggi. Ciò nonostante si mantenne fervente, umile e amante di Dio e tutte le sue attività ebbero come scopo il bene della società.
Nel periodo tra le due guerre mondiali, si dedicò alla composizione di drammi e commedie per divertire ed edificare la gente con temi di vita cristiana vissuta. La sua compagnia teatrale in giro per la Francia le portò tale fama, che una volta ebbe un rammarico: “Se avessi fatto del cinema, invece che teatro, chissà quale fama a quest’ora...”. Una Voce l’interruppe: Tu appartieni esclusivamente a me.
Il suo confessore scoprì le virtù nascoste in quell'anima semplice e a più riprese cercò di suggerirle la vita consacrata in un convento, ma Gabrielle non si arrese mai a una vocazione a cui non si sentiva chiamata, come si oppose decisamente a ogni proposta di matrimonio. “Era stata chiamata da Dio a una vita di santità cui sono invitati tutti, non solo i religiosi ma anche i laici”.
Qualche rara volta durante la gioventù fu sorpresa da una Voce misteriosa che la lasciava titubante, ma non essendone sicura, non ci badava. Ma nell'agosto del 1936, sul transatlantico Ile de France in viaggio per il Canada, la Voce la chiamò: “Mia figliolina!...” . Aveva 62 anni! La Voce si fece sempre più frequente e insistente e una nuova Presenza invase la sua vita. Gentilmente e con grande dolcezza, la Voce - ormai era sicura che fosse quella di Gesù - le chiese di cedere a lui tutto il posto nel suo cuore e suggerì che volendolo, il paradiso potrebbe cominciare anche subito.
Il Maestro le chiese di scrivere sotto dettatura, quello che divenne il libro "Lui et Moi".
Il diario è un dialogo tra Gesù e Gabrielle fatto esclusivamente di parole d’amore, è un dialogo permanente d’amore. Gesù parla a Gabrielle di se stesso come Dio-Uomo, Dio incarnato, forte e debole insieme, debole per amore! Gesù, come Dio, parla del Padre, dello Spirito Santo, dell’opera della salvezza, di come Dio ami infinitamente gli uomini. Parla di se stesso come Salvatore, della sua storia già fissata nel Vangelo, della sua vicenda umana: della sua vita nascosta e della sua vita pubblica. Gesù ci mostra anche il suo modo proprio di sentire, desiderare, amare: di come lo ha fatto e di come per sempre, lo fa e lo vive. Del suo lato più straordinario e più proprio, che è quello umano. Il modo umano di Dio, di vivere, sentire e amare. Gesù parla di Gabrielle, della vita quotidiana di Gabrielle. Sia delle vicende esterne”, dei suoi tempi, sia del suo mondo interiore. Gesù dichiara il suo desiderio di unione con lei.
E Gabrielle? Gabrielle assomiglia a Maria di Betania, che sta ai piedi di Gesù per ascoltare le sue parole. Ma anche lei parla: parla senza timore di se stessa, della sua vita, del desiderio di appartenere a Cristo e di vivere intimamente unita a Lui. Gabrielle dichiara il suo amore per Gesù, il bisogno di essere guidata e illuminata da Lui e gli manifesta con confidenza le sue gioie insieme alle fatiche del viveregli confida ogni situazione, piccola e grande. E’ su questo terreno che il dialogo si fa profondo e fecondo. Sembra appunto che nulla della sua vita disinteressi a Gesù. “Lui”, semmai, è una guida amorevole e ammirevole che passo dopo passo, guida, orienta e corregge la “strada” del suo cammino. Nel diario questo aspetto di Dio, questa sua ricerca d'amore, si traduce e si trasforma in un ritornello ricorrente; quello della “sete”. Dio ci cerca così tanto … ci desidera così tanto che chiama questa ricerca e questo desiderio: “sete”. Dio ha sete di Gabrielle, delle anime, di ogni sua creatura.

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