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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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L'amore non conosce umiliazione

Per consuetudine, quando diciamo che Cristo si è umiliato fino alla morte di croce, intendiamo che Egli ha accondisceso a umiliarsi, Lui che è Dio, con il dono d'amore estremo per la nostra salvezza. Noi invece, che siamo poveri esseri umani eppur figli di Dio, generalmente consideriamo l'umiliazione in due maniere ben distinte e opposte: una donata e l'altra forzata.
L'umiliazione che è dono è sempre ispirata dall'amore ed è alimento che parimenti dall'anima sgorga e la nutre, come la preghiera, per eccellenza dono e nutrimento di Dio nell'atto d'amore a doppio senso.
L'umiliazione forzata è quella in cui ci troviamo costretti quando siamo in evidente difetto col prossimo; questo secondo il comune senso di vergogna, a meno che un'eccessiva superbia soverchi ogni senso del pudore e, in tal caso, significherebbe chiudere la porta in faccia a Dio.
L'amore non può mai essere coercitivo e dunque un'anima che appartiene a Dio non può conoscere umiliazione neppure nei frangenti più negativi e delicati, poiché questa, posseduta dall'amor di Dio, può trovare perfino gratificante ciò che per altri potrebbe essere umiliante. Perciò l'amore non conosce umiliazione.

Matteo Renzi vs dottoressa Patrizia Gentilini (per onore di cronaca)

Video datato, (allora Renzi presiedeva la Provincia di Firenze), ma ancora attuale viste le recenti vicende. E' passato come un meteorite, arrivando velocissimo e... spegnendosi ancor più velocemente. Bene, anzi, benissimo.
Toni ingiuriosi e sprezzanti, aggressione verbale da parte di Matteo Renzi durante una trasmissione televisiva, in cui l’oncologa Patrizia Gentilini parlava dell’alta incidenza tumorale nelle zone ad alta industrializzazione e nei paraggi degli inceneritori. "Lei non può dire che il termovalorizzatore fa venire il tumore", affermava Renzi. "Lei sta facendo del terrorismo", continuava il futuro premier. Ma la dottoressa non ci stava: "Se vuole le porto i dati, quello che dice è assolutamente smentibile". Renzi: "Se avesse la cortesia di stare zitta e ascoltare anche gli altri, se fosse capace...". Poi: "Non consento a un'aspirante alchimista di venire a raccontare una cosa che i dati smentiscono. In tutte le località italiane dove è presente un termovalorizzatore non ci sono indici di mortalità più alti". "Bugia!" - ribatteva l'oncologa. Renzi, per tutta risposta: "Checché ne dica l'apprendista maga magò..."
I cancrovalorizzatori, Matteo Renzi e la lettera mai pubblicata da Repubblica (di Paolo Zignani)
Lettera di protesta firmata da 55 medici e ricercatori mai pubblicata da Repubblica. Dipenderà forse dal fatto che utilizzando una fantasia “politicamente (s)corretta” alcuni nostri politici si ostinano ancora a definire “termovalorizzatori” gli inceneritori?

A chi non piace la ‘teoria Gender’

A. Brandi e G. Amato: perché diciamo no al Gender nelle scuole

Fonte: www.lindro.it
Di Alessandra Benignetti
Il “gioco del rispetto” nell’asilo di Trieste e il caso Dolce e Gabbana sono solo gli ultimi due episodi che mostrano come il dibattito sulla questione delle famiglie omogenitoriali e dell’educazione gender in Italia sia tutt’altro che sopito, e che, al contrario, sia più acceso che mai.
Ma che cos’è la teoria gender e qual è lo stato dell’attuazione dei programmi volti a diffondere questi insegnamenti in Italia? Uno degli esempi più famosi a questo proposito è quello dei pamphlet distribuiti nelle scuole dall’UNAR lo scorso anno, e poi ritirati tra polemiche, prese di distanze e disapprovazione generale. Nel 2013, recependo le direttive in materia del Consiglio d’Europa, l’allora governo Monti varò un piano triennale (2013-2015) di azioni pilota volte a combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
L’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali (UNAR), che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base di questo piano predisponeva e coordinava la “Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, le cui linee guida contemplano anche l’adozione di misure volte a promuovere il contrasto all’omofobia e la promozione dell’identità di genere nei programmi scolastici e nel materiale didattico delle scuole e delle università italiane. Una delle prime misure messe a punto a questo scopo dall’UNAR è stata quindi, nel gennaio del 2014, la diffusione di tre opuscoli, destinati rispettivamente alle scuole primarie, medie e superiori, e redatti, su commissione proprio dell’UNAR, dagli psicologi dell’Istituto A.T. Beck.

Manifestazione nazionale contro pillola, gender e nuova religione

Ti invitiamo sabato 20 giugno alle ore 15:30 a Roma in Piazza San Giovanni, per ribadire l'illiceità di sperimentazioni pseudo-educative e per affermare il diritto primario dei bambini ad avere un papà e una mamma e a conoscere le proprie origini.
In pullman da Valdinievole, Pistoia, Prato e Firenze: tel. 3397027609 - lamanifpourtouspistoia@gmail.com
Il momento di farsi sentire è adesso!

Manifestazione a piazza San Giovanni contro gender nelle scuole e ddl Cirinnà
Anche dalla Toscana alcune associazioni aderiranno alla Manifestazione in Piazza San Giovanni a Roma “Per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall’assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”. Il comitato “Da mamma e papà”, spiega così la convocazione a Roma per il prossimo 20 giugno di una manifestazione che si annuncia imponente a difesa dell’istituto del matrimonio, della famiglia composta da un uomo e da una donna, del diritto del bambino ad avere una figura materna e una paterna, senza dover subire già dalla scuola dell’infanzia la propaganda dell’ideologia gender definita da Papa Francesco “un errore della mente umana“.

La globalizzazione satanica

Titolo originale: Il massimo della corruzione: un fallimento per l'umanità
La battaglia degli uomini di coscienza e di fede contro il tentativo di distruggere gli eterni valori di Dio e lo stesso diritto naturale.

di Patrizia Stella e Redazione "Qui Europa"

Un fallimento per l'umanità!
Brescia, Roma – di Patrizia Stella – “Un fallimento per l’umanità”! Con queste parole il Segretario di Stato Vaticano, Card. Parolin, ha sintetizzato lo sconcerto di tutta la Chiesa davanti al risultato a dir poco allarmante delle votazioni popolari in favore del matrimonio gay in Irlanda (vedi qui Irlanda, gender, matrimoni gay e vera corruzione), vero insulto all’uomo, ai Comandamenti di Dio e all’evangelizzatore e Patrono d’Irlanda, il glorioso San Patrizio (vedi qui San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa). Sarebbe auspicabile che i vescovi proponessero preghiere di riparazione per simile offesa a Dio piuttosto che un silenzio ambiguo. Infatti, sia da parte del Primate d’Irlanda, Eamon Martin, che dai vari organi di stampa cattolica, Osservatore Romano, Avvenire ecc. si è alzata solo qualche flebile voce per commentare molto sommessamente che “bisogna prendere atto che la realtà sociale è cambiata” come a dire “E’ ora che anche la Chiesa si conformi alle mode del tempo”. Se anche i primi Apostoli avessero “preso atto della realtà del paganesimo” rinunciando con rassegnazione alla evangelizzazione secondo l’insegnamento di Gesù Cristo, che ne sarebbe del Cristianesimo?

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La guerra contro famiglia e vita comincia all'ONU

Di Stefano Fontana
Quando constatiamo che l’ideologia gender entra nella classe di nostro figlio, oppure che si preme per distribuire senza ricetta alle nostre ragazze la pillola del giorno dopo, oppure che la tale associazione di volontariato per lo sviluppo si è dichiarata a favore dell’aborto, di solito non pensiamo di essere davanti a fatti che hanno la loro origine ben più a monte, che sono stati pianificati molto prima e per cui sono state spese ingenti somme di denaro. Eppure è così.
Nel 2014 appena trascorso si era concluso il ventennio del programma fissato al Cairo nel 1994 sui “diritti alla salute sessuale e riproduttiva”. Tra questi diritti ce ne sono alcuni di buoni, come per esempio l’accesso alle medicine anti Aids o la promozione dell’allattamento al seno, ma ce ne sono altri di malvagi come la contraccezione, la sterilizzazione, l’aborto e l’inclusione dei “nuovi diritti” LGBT. Secondo le Nazioni Unite gli obiettivi del Cairo non sono stati pienamente raggiunti, quindi l’Assemblea generale ha approvato il programma Cairo Beyond 2014, e lo ha collegato con gli Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals) che scadono nel 2015. Il tutto viene rilanciato quindi fino al 2030.

Io, omosessuale, in piazza con le Sentinelle

"Mi sono alzato in piedi, ho dato voce al mio silenzio." Io, omosessuale, in piazza con le Sentinelle.
"Ecco, ora lo sapete: io esisto. E ora provate a dirlo a me, che sono omofobo".
Fonte: tempi.it di Giorgio Ponte.

Ho scritto e riscritto mille volte questo pezzo, ossessionato dal fatto di avere troppo da dire, e forse non abbastanza spazio per farlo, ma alla fine ho deciso di partire dal cuore di ciò che ritengo importante. Per il resto ci sarà tempo.
Mi chiamo Giorgio Ponte, ho trent’anni, sono uno scrittore, ho tendenze omosessuali, e sono stanco di sentire le associazioni gay parlare in mio nome su ciò che ritengono io dovrei pensare. Oggi scrivo per dire che io non mi ritrovo in nessuno dei pensieri da loro sostenuti.
Il ventitré ottobre 2014 tempi.it pubblicò una mia lettera-testimonianza firmata solo col mio nome, come omosessuale fra le Sentinelle in Piedi, sceso in piazza contro il disegno di legge sulle unioni civili Cirinnà e il ddl Scalfarotto sull’omofobia, che avrebbe introdotto nel nostro ordinamento il reato di opinione (con il rischio per chiunque di finire in galera solo per avere scritto un articolo come quello che state leggendo ora). In molti dissero che la testimonianza era falsa e il suo autore un invenzione. Qualcuno commentò che non era strano che tutti “questi presunti omosessuali cattolici” fossero sempre anonimi, poiché era ovvio che essi non potessero esistere. Ecco, ora lo sapete: io esisto. E ora provate a dirlo a me, che sono omofobo.
Scrivetelo ovunque, gridatelo nelle piazze: io esisto e non mi sento discriminato da chi sostiene la natura fondamentale dell’uomo. Io e i miei fratelli che vivono come me e che hanno il buon senso di riconoscere la realtà delle cose, prima fra tutte che nessun essere umano può essere ridotto a un aspetto di sé, men che meno a ciò che lo attrae o lo fa eccitare. Poiché avere una pulsione non definisce un’identità.

Sentinelle in piedi a Firenze e Pisa 24 e 26 maggio, in difesa della famiglia e della libertà di opinione


Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia:
"Cari amici, il 24 maggio le Sentinelle in Piedi torneranno in piazza a Firenze e in altre 100 città d'Italia per difendere la famiglia.
Contiamo sulla vostra presenza e sul vostro aiuto per far crescere la nostra silenziosa resistenza di popolo.
La veglia si terrà in Piazza Strozzi domenica 24 maggio a partire dalle ore 17.00. Dopo la veglia vorremmo organizzare un breve momento conviviale, per conoscerci meglio e scambiare un po' di opinioni."

Su facebook: “Sentinelle in Piedi – Firenze” e “Sentinelle in Piedi - Toscana”
E-mail: sentinelleinpiedi.firenze@gmail.com

Sentinelle‬ in Piedi anche a ‪PISA‬ martedì 26 maggio 2015 in piazza San Francesco ore 19.00.
‪https://www.facebook.com/pages/Sentinelle-in-Piedi-Pisa

L'ideologia del gender nelle scuole

L'ideologia del gender nelle scuole, cavallo di Troia contro i valori essenziali della famiglia, cancella il ruolo essenziale dei genitori nell'educazione dei figli.
Si tenterebbe di buttare alle ortiche quel patrimonio autentico di bene, che è stato costruito e trasmesso per millenni. Chi lo ha deciso? Stati Uniti e Europa. Si, anche i burocrati della nostra ormai poco cristiana Europa. Questa è l'ultima insinuante astuzia del demonio contro la società: cento, forse mille burocrati vorrebbero decidere il futuro morale e sociale di milioni e milioni di famiglie, vorrebbero cancellare padri e madri con degli schemi ideati da poche menti assoggettate a satana. Dunque prepariamoci alla battaglia contro questa aberrazione, la famiglia resti un bene intoccabile!
L’ideologia del “gender”: se la conosci la eviti.
La questione del "genere" (in inglese gender) è un incrocio fra una dottrina pseudo-scientifica e un bisogno politico, che ha finito col tramutarla in ideologia.
Nella cultura mass-mediatica il termine è ormai egemonico e ha sostituito - anche negli studi internazionali e nelle analisi di sostegno al terzo mondo - il termine sesso. Il linguaggio recepisce velocemente i cambiamenti e il nostro caso non fa eccezione, tanto che questo nuovo significato di genere è passato all'interno delle nostre culture. La teoria del gender è una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista; c'è quella differenza morfologica, ma non conta niente. Invece la differenza maschile/ femminile è una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne.

A Natale, regala un sorriso con Operation Smile

Le malformazioni congenite del labbro e del palato: labioschisi - labiopalatoschisi.
É molto importante che ogni persona coinvolta nella cura delle labiopalatoschisi, compresi i pazienti, i genitori e gli operatori sanitari, abbia una conoscenza di base delle attuali teorie sulla etiopatogenesi delle LPS. Alle famiglie può essere utile una spiegazione del perché la schisi si è verificata e quali sono i fattori di rischio.
Operation Smile, in collaborazione con diversi centri di ricerca, ha contribuito alla stesura di parte della letteratura corrente sul come e perché le LPS si sviluppino. Cercheremo di semplificare la lingua "scientifica", al fine di fornire delle informazioni di base su questo argomento.L'altro grande compito di questo testo è quello di cercare di spiegare la multifattorialità della LPS e che non esiste un modello unico che spieghi la relazione tra alterazione genetica e la manifestazione clinica della patologia.
Negli ultimi 32 anni Operation Smile si è occupata del trattamento dei pazienti affetti da labiopalatoschisi, con oltre 220.000 interventi chirurgici effettuati gratuitamente in oltre 60 paesi.

Conclusa la missione in Madagascar di Operation Smile!

Grazie al vostro sostegno, durante la missione di Operation Smile in Madagascar i nostri volontari hanno operato la piccola Simonette e altri 118 bambini.

ABBIAMO ANCORA BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO!
231 bambini ci aspettano in Etiopia e nella Repubblica Democratica del Congo.
C’è tempo fino al 15 OTTOBRE per riuscire a raccogliere i fondi necessari e operarli tutti.



UN INTERVENTO CHIRURGICO
PUO' SALVARE LA
LORO VITA!

Dobbiamo operare 350 bambini in 3 missioni
PASSAPAROLA
Invita i tuoi amici ad aiutare
i bambini di Operation Smile!

Insieme doneremo sorrisi!

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© 2011 Fondazione Operation Smile Italia Onlus - Via Panama 52 - 00198 Roma - Tel. 06 85305318 - www.operationsmile.it

Il sorriso di un bimbo non ha prezzo



Carissimi, nonostante sia alla mia 20°missione medica con Operation Smile è come se fosse la prima. Le emozioni che si provano sono sempre uniche e irripetibili.

Sono appena rientrata dalla missione in Madagascar, che si è svolta dal 10 al 20 settembre a Tamatave. Sono stati giorni molto intensi. Abbiamo operato fino a tarda sera, ma nessuno di noi medici sentiva la stanchezza. Per tutti noi la cosa più importante era riuscire ad operare tutti i 119 bambini in lista.
CE L’ABBIAMO FATTA!!!

Operation Smile: notizie dal campo - Settembre 2014

Fanevasoa è in braccio al padre e accenna un sorriso verso di me. Ogni tanto distoglie lo sguardo e si stringe al papà come se si vergognasse, poi mi guarda nuovamente e inizia a ridacchiare. Fanevasoa e il papà sono arrivati a Tamatave, il luogo dove si svolge la missione medica di Operation Smile, dopo ben 11 ore di viaggio in “ taxi-brousse”, la più comune forma di trasporto del Madagascar.
Conoscono già Operation Smile. Lo scorso aprile infatti, il piccolo di soli 9 mesi, fu portato dal papà ad Antananarivo, dove si è svolta la nostra precedente missione in Madagascar. Fanevasoa era nato con una labiopalatoschisi bilaterale. I medici volontari si accorsero subito che era necessario intervenire e decisero di operarlo solo al labbro. Era troppo piccolo per essere operato anche al palato. Troppo rischioso per un bambino della sua età! Ora, però, a 14 mesi di età ci sono buone possibilità che finalmente anche il problema al palato venga risolto. Ed è per questo che padre e figlio, per la seconda volta, hanno affrontato un lunghissimo viaggio per il controllo post operatorio, nella speranza di poter anche ricevere l’intervento chirurgico al palato.

125 bambini in attesa di ricevere un sorriso

Katie Downtain
Operation Smile Staff
Una volta ho sentito dire da un medico volontario che dopo essere andato in missione con Operation Smile è cambiata la sua percezione personale del mondo: più grande e più piccolo allo stesso tempo. Non ho mai capito il significato di questa affermazione fino a quando non sono partita anche io, in missione medica, in Ecuador.
Emozione e grande eccitazione sin dal primo giorno, dedicato allo screening dei pazienti. A Santo Domingo appena scesa dal pullman, alle prime ore del mattino, ero nervosa e ansiosa. Guardando attraverso i cancelli del grande parcheggio, rimasi colpita nel vedere una folla immensa: file e file di persone in coda, tutti pazientemente in attesa di incontrare noi volontari.
Abbiamo velocemente montato le postazioni in diversi padiglioni, allestendoli in modo che i pazienti capissero il percorso da seguire. Io avevo il compito di fare le fotografie da inserire nelle cartelle cliniche.

Il lavoro da fare per riuscire a visitare più di 100 pazienti era molto, ma nonostante ciò non ho mai avuto la sensazione che dovessi andare di fretta. Ogni volontario prendeva il suo tempo per entrare in contatto e confortare ogni bambino e la sua famiglia. Sono rimasta sorpresa dalle attenzioni dedicate ad ogni singolo paziente. Ho trascorso parte del mio tempo con Linda Highfield, la Clinical Coordinator. Una persona straordinaria, profondamente motivata nell'aiutare i bambini nati con il labbro leporino e che ha partecipato a più di 50 missioni mediche.

Ai nostri amati figli

"Mamma, sono uscita con amici. Sono andata a una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava ... 
Qualcosa di inaspettato! Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana ... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà".
Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è così forte che è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.

OPERATION SMILE. Sveva: dalle Olimpiadi del Sorriso al Rwanda

Sveva, una mamma in Missione
Chi l’avrebbe mai detto! Qualche mese fa, quasi per gioco, ho manifestato alle amiche di Operation Smile, il mio desiderio di partecipare a una Missione; sono anni che con un gruppo di mamme ci impegniamo in raccolte fondi a favore dei bambini di Operation Smile e la curiosità di come tutte le donazioni che raccogliamo vengono usate è enorme!
Il mio desiderio è diventato realtà: il 21 febbraio scorso insieme a Federica Tedeschi di Operation Smile sono partita per la mia prima Missione Medica , destinazione Kigali, Rwanda.
Ammetto che all’inizio ero preoccupata, intimorita da questa avventura!! Con Federica ci siamo fatte forza - anche per lei era la prima volta- e con le nostre valigie piene di qualsiasi cosa ma soprattutto colme di giochi e doni per i bambini siamo partite!
Sono stati 10 giorni intensi fatti di sveglie all’alba, di lavoro interminabile in aiuto al team medico. La macchina organizzativa di Operation Smile è praticamente perfetta, tutti hanno un ruolo e sanno cosa li aspetta e cosa dovranno fare nei 7/ 8 giorni successivi; chirurghi, pediatri, anestesisti e infermiere sono lì per un fine comune, donare il sorriso a più di 130 bambini; non si conoscono tra di loro ma sembra che lavorino insieme da sempre, e ai pazienti dispensano serenità e grande professionalità.

Operazione sorriso

Il giovane attore italiano Giuseppe Zeno, testimonial di Operation Smile Italia, ha prestato la sua voce al nuovo appello televisivo di Operation Smile trasmesso a partire dal 1 ottobre 2012 su diversi canali satellitari e digitali.

Per aiutare questi angeli basta rinunciare a un pacchetto di sigarette al mese...
I loro occhi ti parlano, vai subito su Operation Smile Italia


La Storia di Than

Allora egli risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me».

Da quando è nato lo chiamano Sut, che vuole dire labbro spaccato, ma Sut non è il suo vero nome.
Sut ha problemi a mangiare, parlare e bere e la sua famiglia è troppo povera per consentirgli un'operazione. Ascolta tutta la sua storia.

Un bambino che è trattato, che si sente "diverso", è un bambino infelice.
La serenità di un bambino è parte della sua innocenza.
Tutti i bambini sono nostri figli, non possiamo negargli il sorriso, la serenità. Basta così poco... ti prego, non indugiare... disegna ora un sorriso su Operation Smile Italia. Sarai felice perché qualcuno sorriderà grazie a te!
Il sorriso di un bimbo si porta nel cuore, è un'offerta per il Cielo.

Luca Barbarossa: 30 anni di Operation Smile in 30 secondi

Luca Barbarossa: "Sono stato io a cercare Operation Smile Italia dopo aver visto un documentario. Ho sentito il dovere di aiutarli donando loro la mia canzone Domani".
Luca Barbarossa

Noi di Operation Smile ringraziamo Luca Barbarossa per lo splendido dono che ci ha voluto fare in occasione della celebrazione dei 30 anni della nostra attività nel mondo.
Disegna un sorriso anche tu!