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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)
OREMUS Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

L'amore non conosce umiliazione

Per consuetudine, quando diciamo che Cristo si è umiliato fino alla morte di croce, intendiamo che Egli ha accondisceso a umiliarsi, Lui che è Dio, con il dono d'amore estremo per la nostra salvezza. Noi invece, che siamo poveri eppur figli di Dio, generalmente consideriamo l'umiliazione in due maniere ben distinte e opposte: una donata e l'altra forzata.
L'umiliazione che è dono è sempre ispirata dall'amore ed è alimento che parimenti dall'anima sgorga e la nutre, come la preghiera, per eccellenza dono e nutrimento di Dio nell'atto d'amore a doppio senso.
L'umiliazione forzata è quella in cui ci troviamo costretti quando siamo in evidente difetto col prossimo; questo secondo il comune senso di vergogna, a meno che un'eccessiva superbia soverchi ogni senso del pudore e, in tal caso, significherebbe chiudere la porta in faccia a Dio.
L'amore non può mai essere coercitivo e dunque un'anima che appartiene a Dio non può conoscere umiliazione neppure nei frangenti più negativi e delicati, poiché questa, posseduta dall'amor di Dio, può trovare perfino gratificante ciò che per altri potrebbe essere umiliante. Perciò l'amore non conosce umiliazione.

Prendiamo l'esempio di un figlio che se ne vuole andare da casa perché non va d'accordo coi genitori.
Un figlio che si allontana da casa per questo motivo rappresenta un dolore enorme per i genitori (e forse anche per il figlio), perché dividendosi si andrebbe a rompere l'equilibrio d'amore della famiglia nato proprio con il figlio, e anche perché essi sanno che andrebbe incontro a grandi difficoltà, siccome avrebbe da accudire a molte cose, come non è abituato a fare.
Quale mamma e quale papà non sarebbe disposto per amore del figlio, a rinunciare ad alcune prerogative che prima esercitavano, purché egli non si trovi in difficoltà andandosene da casa, purché non si rompa quell'unione d'amore?
Sono certo che il tal caso nessun genitore troverebbe umiliante sacrificare qualcosa di sé (difetti e anche pregi: amor proprio, autorità, personalità, orgoglio, tempo, spazio, attenzioni, ecc.) per amore del proprio figlio, poiché anche Cristo non fu umiliato, ma Egli stesso volle essere dono unicamente per amore nostro.

Teófilo

2 commenti:

  1. Vero, quando si ama, l'umiliazione non c'è.Anche Cristo, dove noi chiamiamo umiliazione, per LUI fu DONO TOTALE, DONO D'AMORE. Forse per alcuni può essere umiliante avere un DIO morto in croce, e può essere motivo di scandalo, che un DIO, non ha saputo sottrarsi a una morte così...Ma quando si conosce veramente GESU',allora la sua morte diviene per noi fonte di forza, di speranza e di amore fiducioso, che nessuno può toglierci.

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    1. Certamente. Cristo non volle sottrarsi perché era scritto che si immolasse per la salvezza delle anime, il cui sacrificio, che si rinnova perpetuo in ogni S. Messa, divenisse cibo vivo di vita eterna.

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