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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Il Rosario Certosino

Abbiamo già parlato delle origini del Santo Rosario e di come queste, con probabile certezza, siano da attribuirsi ai Monaci Certosini. Il Rosario Certosino sarebbe quindi il progenitore del Rosario in maggior uso oggi, quello Domenicano.
Il Rosario Certosino è un cammino orante tra il Saluto Angelico e la sequela delle clausole della vita di Gesù, che conduce alla preghiera autenticamente contemplativa.
Il corpo del Rosario si compone da 50 ripetizioni del Saluto Angelico, (la prima parte dell'Ave Maria) e da 50 clausole che descrivono 50 episodi della vita di Gesù e Maria.
Si recita a due cori - o da soli - e non serve alcuna corona del Rosario, perché le 50 clausole sono diverse l'una dall'altra, (se proprio volessimo usare una corona, sarebbe adatta la corona komboskin o chotki da 50 grani della tradizione cristiano-ortodossa usata per la preghiera del cuore (Signore, Gesù Cristo figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!).
Essendo una preghiera particolarmente contemplativa, IL ROSARIO CERTOSINO SI PREGA SENZA ALCUNA FRETTA, così da gustare sia la preghiera che i misteri di Cristo, così da giungere in perfetta comunione con Dio nella preghiera contemplativa, in spazi solitari (pregare all'aperto è magnifico), dove non possiamo essere disturbati, così che il cuore possa trovare espressione.
E' importante che ci si lasci penetrare dal significato delle parole, fino a ottenere una condizione d'intimità con Gesù e Maria, fino a constatare che le parole sono scese dalla mente al cuore, fino a restare attoniti nel consumare l'intima comunione, il pranzo d'amore con Gesù. Dio sia benedetto!

Il Rosario e i Certosini

La leggenda dell’apparizione della Vergine a san Domenico, che gli avrebbe insegnato la preghiera del Rosario facendone l’apostolo, è ormai nota a tutti. Splendida storia, ma nessuno dei documenti primitivi dell’Ordine Domenicano ne parla, nemmeno i sette primi biografi del santo, o i numerosi testimoni venuti a deporre al suo processo di canonizzazione aperto nel 1233. La leggenda effettivamente comparirà solo diversi secoli dopo.
È possibile tentare di tracciare una storia del Rosario?

La preghiera dell’Ave Maria
Innanzitutto va esaminata la storia dell'Ave Maria. Se l’uso di unire il saluto di Elisabetta a quello dell’Angelo è molto antico[1], la seconda parte di questa preghiera è molto più recente. Ed è proprio nell'Ordine dei certosini che appare, prima di essere diffusa in tutta la Chiesa. In effetti, la domanda: "Sancta Maria, ora pro nobis" ("Santa Maria prega per noi") apparve per la prima volta in un breviario certosino del 13o sec. Nel secolo seguente, ancora in breviari certosini, la formula si sviluppa in: "Ora pro nobis peccatoribus. Amen" ("Prega per noi peccatori. Amen"), con talvolta la menzione "Mater Dei" ("Madre di Dio") dopo Maria. Infine, verso il 1350, apparve, sempre in un breviario certosino: "Nunc et in hora mortis. Amen." ("Adesso e nell’ora della [nostra] morte. Amen.")[2].