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Don Divo Barsotti raccontato da Padre Serafino Tognetti

Titolo originale: Intervista a Padre Serafino Tognetti - Di Cristina Siccardi

Padre Serafino Tognetti è nato a Bologna nel 1960. Dal 1983 è membro della Comunità dei figli di Dio fondata da don Divo Barsotti (1914-2006), ed è sacerdote dal 1990. Padre Serafino ha gentilmente rilasciato questa intervista dove parla del suo padre fondatore, con il quale ebbe modo di vivere e collaborare in stretta figliolanza spirituale.

Padre, Lei ha avuto la possibilità di vivere insieme a Don Divo Barsotti. In che anno e in quali circostanze lo conobbe? Che cosa di lui la rapì maggiormente?
Il mio incontro con don Divo Barsotti risale agli inizi degli anni ’80. Io avevo vent’anni, frequentavo la parrocchia ma non avevo nessuna idea di vocazione e nemmeno avevo una vita di preghiera significativa. La prima volta che vidi don Barsotti fu in occasione di una santa Messa e rimasi colpito, sorpreso, quasi turbato dalla sua celebrazione eucaristica, dall’intensità della sua preghiera: chino sull’altare, piangeva sommessamente e pregava commosso durante la consacrazione, totalmente preso da quello che stava celebrando, assente ad ogni altra realtà che non fosse la presenza di Dio, della sua bontà, del suo Sacrificio. Ogni volta che celebrava la Messa viveva questa partecipazione.

Mostrami, Signore la tua via, di padre Serafino Tognetti

(di Cristina Siccardi)
L’abbraccio dei due Pontefici nel primo concistoro di Papa Francesco del 22 febbraio scorso è un nuovo documento inedito di questa Chiesa che continua a sorprendere per i suoi segni rivoluzionari e per nulla confortanti. Una cosa è soltanto certa: pur nella sua vetrina apparentemente rassicurante, gli uomini di Chiesa sono deboli, e non solo per i loro numeri, ma perché debolissimi nella difesa della Fede, la quale, in tal modo, non è più in grado di incidere nella vita delle persone.

Sul discorso della debolezza torna utile un prezioso libro di Padre Serafino Tognetti della Comunità dei Figli di Dio, fondata da don Divo Barsotti, dal titolo Mostrami, Signore, la tua via (Edizioni Parva, pp. 145, € 10.00).
Sono le meditazioni di un monaco che possiede la ricchezza della Fede e la dona ai fiacchi cattolici dei nostri tempi; sono le benefiche riflessioni di un monaco che vive immerso nelle realtà di Dio e offre le risposte alle inquietudini di fedeli che non trovano più nei pastori le linee guida; sono il nutrimento per anime assetate di Verità alle quali ogni giorno, invece, viene propinato il veleno delle menzogne.

L’autore insegna: «Dobbiamo essere semplici nel trattare le cose di Dio, con i fratelli che sono con noi nella fede e con tutti gli uomini di buona volontà, ma astuti quando abbiamo a che fare con le potenze del mondo.

Divo Barsotti - Di Serafino Tognetti

Edizioni San Paolo - Comunità dei figli di Dio - Centro Culturale San Paolo: Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Via Folco Portinari n. 5/r - (Fi)

Martedì 11 dicembre 2012 ore 18,30 presentazione del libro: Divo Barsotti - Il sacerdote, il mistico, il padre
di Padre Serafino Tognetti.

Intervengono:
Andrea Fagioli (Moderatore) Direttore di Toscana Oggi e Rappresentante dell'Editore Direzione delle Edizioni San Paolo.
Andrea Riccardi (Relatore) Fondatore della Comunità S. Egidio e Ministro della Cooperazione Internazionale e l'Integrazione.
Serafino Tognetti (Autore) Monaco della Comunità dei figli di Dio.
Presenzieranno Mons. Giuseppe Betori (Vescovo di Firenze) e altre personalità.
Ingresso libero

L'opera è una completa biografia di Don Divo Barsotti, che integra cronologicamente numerosi appunti e meditazioni del padre, determinanti per comprendere pienamente la spiritualità e la santità, ma anche il travaglio interiore, del sacerdote fiorentino riconosciuto come il più grande mistico del '900.

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Divo Barsotti: il sacerdote, il mistico, il padre. Di Cristina Siccardi

Ci sono state anime che hanno vissuto il Concilio Vaticano II con serena aspettativa e che hanno letto, esaminato ed elaborato uno per uno i 16 documenti dell’Assise. Dalle speranze sono, però, amaramente passati alla constatazione della realtà: con l’intento di consegnare alla Chiesa una nuova pastorale si è dato uno spazio smisurato all’uomo, accantonando Dio. Fra queste anime emerge quella mistica di don Divo Barsotti (1914-2006).

Ma chi era il fondatore dei Figli di Dio?
Finalmente uno dei suoi figli, padre Serafino Tognetti, ce lo rivela grazie ad un profilo a tutto tondo, proposto nel suo libro: Divo Barsotti. Il sacerdote, il mistico, il padre (San Paolo Editore, Cinisello Balsamo (MI) 2012, pp. 405).

«Dobbiamo essere grati a padre Serafino Tognetti per il dono che ci fa con questo libro. Egli ha vissuto per oltre vent’anni con don Barsotti», ha scritto nella prefazione il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, «e penso sia la persona che lo ha conosciuto più profondamente. (…) Questo sacerdote, incardinato nella diocesi di San Miniato ma vissuto a Firenze, è stato – a mio giudizio – uno dei doni più preziosi che il Signore ha fatto alla Chiesa. (…). Più leggo e studio l’opera di don Divo, più resto conquistato dalla sua unità interiore, da una “logica intrinseca” che tiene assieme un’impressionante ricchezza di temi».

Don Divo Barsotti di fronte al Concilio del XX secolo

Un'approfondita biografia a cura di Padre Serafino Tognetti.
Nel fervido e provvidenziale dibattito in corso sul Concilio Vaticano II giunge a proposito la bella e chiara biografia scritta da padre Serafino Tognetti, Divo Barsotti. Il sacerdote, il mistico, il padre (San Paolo, pp. 405, € 29.00), utile strumento per comprendere da vicino la figura di un monaco che ha vissuto intensamente le aspettative e le cocenti delusioni di un evento che ha rivoluzionato l’operatività della Chiesa in maniera così profonda da alterare la trasmissione della Fede.
Quando venne annunciata l’apertura del Concilio Vaticano II (25 gennaio 1959), furono in molti a riporre grandi speranze nell’evento e fra questi il monaco don Divo Barsotti (1914-2006). Prima del Concilio stesso don Divo ebbe più volte modo di manifestare una certa insofferenza nei confronti di alcuni metodi della Chiesa, che considerava chiusi e rigidi.

Scrive padre Tognetti: «Il momento dell’apertura del Concilio ci rivela un duplice atteggiamento da parte di don Barsotti. Da una parte egli presentava l’evento conciliare ormai imminente come “un’occasione, forse la più grande che Dio abbia concesso all’umanità di oggi, per essere salvata”; dall’altra parte il Concilio potrebbe però rivelarsi “un’occasione per cui questa umanità, invece di essere salvata, potrebbe precipitare nel buio, nella tenebra, non dico in un’apostasia dichiarata, ma in uno scetticismo, in una tensione, in una disperazione che non potrebbe essere più lenita da una speranza che le venga da Cristo, che le venga dalla Chiesa, che è del Cristo la continuatrice, anzi la stessa presenza”.

Padre Serafino Tognetti, un infinito desiderio di infinito

La sala è colma. La scommessa è vinta. Più che vinta.
Don Arnaldo mi racconta alla fine della serata lo stupore per la presenza di oltre duecento persone nel salone dell’Oratorio di Osteria Grande per ascoltare la catechesi di Padre Serafino Tognetti.
“Quante sedie metti? Se ne viene anche solo la metà ti pago il caffè domattina!!” gli dice l’amico che lo aiutava a stendere nel salone le sedie per preparare l’accoglienza a quanti avrebbero sfidato la nebbia e la stanchezza della giornata.
Quando arriviamo non solo le sedie sono già ampiamente coperte, ma anche quelle in aggiunta, il doppio, non bastano.
C’è gente in piedi. Alcuni tornano a casa ... Padre Serafino arriva. “C’è tanta nebbia che non trovavo la Chiesa”.
Comincia a parlare. Dietro di sé don Silvano e don Arnaldo. Per singolare provvidenza, entrambi cappellani della sua parrocchia d’origine. Il primo quando era molto piccolo, il secondo da adolescente. “Se sono qua lo devo anche a loro”.
Un gesto di gratitudine di chi si riconosce essere figlio della provvidenza discreta e benevola, che ha preso il volto dei preti e delle persone buone che ha incontrato.
Non dimentica nemmeno sua madre quando ad un certo punto della serata dice che appena nato “se fosse stato possibile anche nel grembo materno” lo affida alla Madonna nel segno visibile della Medaglia Miracolosa. “Ho avuto un merito solo nella vita - continua così - conoscere don Divo Barsotti e seguirlo”.

Divo Barsotti: un mistico del Novecento

Mistico è colui che scruta il pensiero di Dio, ne intravede il Volto, e con la vita, con le parole spezzettate lo indica ai fratelli. In ogni secolo la Chiesa ha avuto i suoi santi, i suoi martiri, i suoi apostoli, e i suoi mistici. E i mistici, necessari come il pane nell'epoca delle conquiste tecnologiche e delle ideologie pagane, rimangono forse il dono più prezioso. Non si può vivere solo di acquisizioni e di competenze: occorrono le aquile. Lassù il Cielo è più terso e il sole più vicino, lassù solo pochi arrivano, solo pochi restano. Divo Barsotti è uno di questi, ed è giusto che questo maestro oggi venga conosciuto, presentato, perché altri, come lui e con lui, possano spiccare il volo.
Qual è il Dio di Barsotti? Il Dio vero, unico, quello di sempre: non il motore immoto, non la divinità impersonale che non conosce il mondo, ma il Dio Padre, Figlio, Spirito Santo, il Dio tutto fuoco e tutto relazione, che si comunica in Cristo nella Chiesa.
Don Divo è prima di tutto un sacerdote, un uomo che ha investito tutto nel suo alveo naturale, che è la Chiesa. Ha celebrato i divini misteri immergendosi nei Sacramenti, e soprattutto nell'Eucarestia, dove ha conosciuto il suo Dio e dove si è lasciato conquistare. La sua Messa durava ore, e difficilmente se ne rimaneva immuni.