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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Sui Sacerdoti ...

Chi è che ci prepara l'Eucaristia e ci dona Gesù? Il Sacerdote. Se non ci fosse il Sacerdote, non esisterebbe né il Sacrificio della Messa, né la S. Comunione, né la Presenza Reale di Gesù nei Tabernacoli.
E chi è il Sacerdote? È l'Uomo di Dio. (2 Tim. 3, 17). Difatti, è solo Dio che lo sceglie e lo chiama da mezzo agli uomini alla vocazione: “Nessuno assume da sé questo onore, ma solo chi è  chiamato da Dio” (Ebr. 5, 4), lo separa da tutti gli altri “segregato per il Vangelo” (Rom. 1, 1), lo segna con un carattere sacro che durerà eternamente “Sacerdote in eterno” (Ebr. 5, 6) e lo investe dei divini poteri del Sacerdozio ministeriale perché sia consacrato esclusivamente alle cose di Dio.
Il Sacerdote “scelto fra gli uomini è costituito a prò degli uomini in tutte le cose di Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati” (Ebr. 5, 1-2). Con la Sacra Ordinazione il Sacerdote viene configurato a Gesù.
S. Gregorio Nisseno: “Colui che ieri era confuso col popolo, diventa suo maestro, suo superiore, dottore delle cose sante e capo dei sacri misteri ad opera dello Spirito Santo”.
S. Cipriano: “Il Sacerdote all'altare opera nella stessa Persona di Gesù, ed è padrone di tutto Dio”.
S. Giovanni Crisostomo: “Quando il Sacerdote celebra il Sacrificio Divino, gli Angeli stanno vicini a lui e in coro intonano un cantico di lode in onore di colui che si immola”. E ciò avviene ad ogni Santa Messa!
S. Francesco d'Assisi non volle diventare Sacerdote perché si riteneva indegno di così eccelsa vocazione. In particolare, egli venerava le mani dei Sacerdoti, che baciava sempre in ginocchio con grande devozione.
S. Agostino: “O veneranda dignità del Sacerdote, nelle cui mani il Figlio di Dio si incarna come nel seno della Vergine!”
La venerabile Caterina Vannini vedeva in estasi gli Angeli che durante la Messa circondavano le mani del Sacerdote e le sostenevano al momento dell'elevazione dell'Ostia e del Calice.
Santa Edwige, regina, la si udiva esclamare commossa: “Benedetto chi ha fatto discendere Gesù dal cielo e lo ha dato a me”.
Diceva il S. Curato d'Ars: “Se io incontrassi un Sacerdote e un Angelo, saluterei prima il Sacerdote, poi l'Angelo... Se non ci fosse il Sacerdote, a nulla gioverebbe la Passione e la Morte di Gesù... A che servirebbe uno scrigno ricolmo d'oro, quando non vi fosse chi lo apre? Il Sacerdote ha la chiave dei tesori celesti...”. Veneriamo il Sacerdote e siamogli grati perché ci dona Gesù; ma soprattutto preghiamo per la sua altissima missione, che è la missione stessa di Gesù: “Come il Padre ha mandato Me, così io mando voi” (Giov. 20, 21). Missione divina che fa girar la testa e impazzir di amore, a rifletterci fino in fondo. “Solo in cielo misurerà tutta la sua grandezza. Se già sulla terra lo intendesse, morrebbe non di spavento, ma di amore. Dopo Dio, il Sacerdote è tutto”. Questa sublimità di grandezza comporta responsabilità enormi che pesano sulla povera umanità del Sacerdote, umanità in tutto identica a quella di ogni altro uomo.
S. Bernardo: “Il Sacerdote, per natura è come tutti gli altri uomini, per dignità è superiore a qualsiasi altro uomo della terra, per condotta deve essere emulo degli Angeli”. Si pensi al peso delle responsabilità per la salvezza delle anime affidate al Sacerdote. Egli ha da occuparsi di portare alla fede gli increduli, di convertire i peccatori, di infervorare i tiepidi, di sospingere sempre più in alto i buoni, di far camminare sulle vette i santi. Come potrebbe fare tutto ciò se non fosse davvero “uno” con Gesù? Ogni volta che vediamo un Sacerdote all'altare, preghiamo anche noi la Madonna con le parole del venerabile Carlo Giacinto: “O cara Madonna, presta il tuo Cuore a quel Sacerdote, affinché possa degnamente celebrare”. Come la Madonna ha donato Gesù all'umanità, così il Sacerdote ci dona Gesù con la Santa Comunione.
S. Francesco d'Assisi diceva che la Madonna rappresenta per tutti i Sacerdoti lo specchio della loro santità, data la stretta vicinanza che c'è fra l'incarnazione del Verbo nel seno di Maria e la consacrazione eucaristica fra le mani del Sacerdote.
Fonte: il web

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