"Dictionnaire infernal ou Bibliothèque Universelle sur les etres, les personnages, les livres, les faits et les choses, qui tiennent aux apparitions, à la magie, au commerce de l’enfer, aux divinations, aux sciences secrètes, aux grimoires, aux prodiges, aux erreurs et aux prèjugès, aux traditions et aux contes populaires, aux superstitions diverses, et gènèralement à toutes les croyances merveilleuses, surprenantes, mysterieuses et surnaturelles."
Con questa premessa descrittiva Collin De Plancy introduceva quella che diventò in seguito la sua opera più importante e seguita: il "Dictionnaire infernal". Lo scritto (1818 – 1830) subì nel corso degli anni numerose modifiche da parte dell’autore, arrivando a pubblicare un edizione definitiva e rivista nel 1863.
La demonologia e lo studio dei demoni ha radici antiche, le quali arrivano probabilmente all'antico Israele; tuttavia con la pubblicazione del Dictionnaire infernal si ha un’apertura nei confronti del grande pubblico, suscitando l’interesse verso la materia e i testi ai quali il libro si ispira – interesse tuttavia sfociato troppo spesso in pratiche occulte ed esoterismo. L’importanza storica di questo testo risiede principalmente nell'aver portato alla ribalta un tema doveroso d’approfondimento ed aver raccolto diverse tradizioni (cristiane e non) tramandate sino ad allora.
Molto interessanti sono le rappresentazioni di questi spiriti maligni: esse son basate su vari racconti dell’epoca e da alcuni resoconti demonologici dei secoli precedenti.
