Il lunedì 13 di Aprile dell’anno di grazia 1534, alla fine del venticinquesimo anno del regno di re Enrico VIII, su mandato di comparizione, sir Thomas More si presentò ai Commissari del Re presso l’arcivescovo di Canterbury a Lambeth. Qui, invitato a prestare giuramento, si rifiutò. Fu pertanto affidato in custodia all’Abate di Westminster, presso il quale rimase fino al venerdì successivo, per essere poi imprigionato nella Torre di Londra. Poco dopo il suo arrivo costì, inviò alla figlia Margaret Roper una lettera che qui si trascrive1.
A MARGARET ROPER
Torre di Londra [c. 17 Aprile 1534]
Una volta giunto a Lambeth fui il primo ad essere convocato, nonostante che, prima di me, fossero arrivati il Vicario di Croydon2, e molti altri. Dopo che mi fu notificato il motivo della convocazione (del che mi meravigliavo, visto che ero l'unico laico ad essere stato convocato), chiesi di poter prendere visione del giuramento che, come mi fecero notare, era munito del sigillo reale. Chiesi poi di poter prendere visione dell'Atto di Successione3, che mi fu esibito in un esemplare a stampa. Lo lessi standomene in disparte, e quando lo ebbi esaminato unitamente al giuramento, feci loro presente che non avevo niente da eccepire, né riguardo l'Atto, e chi lo avesse redatto, né sul giuramento, e chi lo avesse sottoscritto.

