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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Dialogo tra me e il cuore

La cappa ti stringe addosso come un vestito di piombo, ne senti il peso insopprimibile, mentre ti aggiri ai confini del ghetto, derelitto. No, non un passo oltre, saresti abbattuto, costretto all'eterna schiavitù alla bestia. E assai avresti preferito d'esser nebbia nella nebbia, invece di ritrovar tu stesso a esser buio nel profondo nero; condanna schiacciante più che mille e mille volte morte. A tratti ti giunge l'orrido olezzo della bestia, tacito tendi l'orecchio senza fiato, nel timore d'udire il sibilo raggelante che l'annuncia, eppure squarci il silenzio come un rullar di tamburo a morte.
Povero mio cuore agonizzante, vorresti ancora, ma non puoi. Ah! Questa catena ti impedisce alla vita, vorresti spezzarla, ma dove sono le forze? Riesci solo a compiangerti. Oh mio cuore, non sentirti perduto e volgiti dall'altra parte: vedi quel giardino immenso di bellezza? Osserva com'è colmo di fiori e frutti e di tanta luce... C'è pace, serenità... Cosa ti divide dall'entrarvi? Un sol passo, eppur non riesci. Perché tu no? Quanta luce... ma non sei falena tu e una cosa, una sola cosa ti ha esiliato e ora t'inchioda: il peso del peccato.
Ricordi come hai perso la speranza? Accadde così in un niente, quando dimenticasti d'amare. Ora l'angoscia ti attanaglia, ti senti un cuore figlio di nessuno, così sbandato, solo.
O mio cuore, se almeno questo tuo orgoglio non impedisse a me di chinare un po' la testa! forse, dopo, io potrei anche inginocchiarmi, e con te potremmo dire ancora: "Misericordia!"... al Padrone del giardino...
Suvvia mio cuore, torniamo a casa...
Perfino quei peccati che sentiamo pesanti come piombo non sono più che un pulviscolo turbinante sopra la fiamma d'amore di Dio, ed Egli ne fa cenere.
Tanto è l'amore per i suoi figli che di fronte ai nostri peccati, Dio non offre che il perdono totale. L'amore di Dio è amore che perdona e dimentica, il suo cuore è infinitamente più appassionato di quanto lo sia il nostro nei confronti dei nostri figli.
C'è forse un genitore che non perdona un figlio che ha mancato? I bimbi non portano né il ricordo, né il peso delle loro mancanze... perché la carezza d'un genitore tutto fa svanire nel fiorire d'un tenero sorriso. Tutto è racchiuso in questo: "Tutto l'essere innocente dei figli si fonde nell'amore dei genitori". Così è anche tra noi e il Padre Nostro. "Il nostro tenero sogno è estasiare il Padre con innocente sorriso", invece di sentirci costretti, trascinati, talvolta perfino corrotti da un mondo che non sentiamo più a nostra misura, a misura dei figli che Dio ha fatto con amore per amare.
"La convulsione del mondo soffoca l'amore", e allora fermiamoci e usciamo dal mondo. "Sia il nostro essere nel mondo ma non del mondo, e questo svelerà l'incommensurabile bellezza che lo salva". Riscoprire la bellezza dell'amore di Dio è possibile eccome, giacché: "Signora umiltà non abbandona mai del tutto, questa sposa è dono eterno dello Spirito Santo". Lasciamo che sia lei a condurci al confessionale e, siccome Dio lì si dona alla nostra fragile umanità, non vorremo mica presentarci a mani vuote... Perché non farsi annunciare da un piccolo sacrificio, magari facendo il cammino a piedi? Un dono deve per forza costare qualcosa. Vi assicuro che entreremo con animo sinceramente contrito e allora sìììì! che sentiremo tutto il calore dell'abbraccio di Dio! E dopo pregheremo anche per quel sacerdote che ci ha accolto con il calore della misericordia di Cristo...
Questa è la carezza da portare al mondo per non esserne schiavi: la tenera carezza che ci fa come bimbi nell'amore del Padre.

Teófilo

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