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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Da: “Apre gli occhi l’Amore" di Don Divo Barsotti: I pochi che salvano i molti.

Studi su Divo Barsotti nel V° anniversario della morte.
Spunti tratti da: “Apre gli occhi l’Amore ”Ed. San Paolo.

Barsotti è cosciente della portata del discorso della fede nella sua relazione con la morte. Egli, pertanto rifugge da qualsiasi forma di trionfalismo. Su questo punto, come su altri, don Divo non cambia posizione.
Nel 1945, nel diario La fuga immobile, scrive: “Io non mi stupisco che siano pochi i credenti, ma mi stupisco che ce ne possano essere”.

E il 15 agosto 1973 conferma la sua profonda convinzione: “La fede è sempre miracolo. Pretendere che siano molti i credenti è assurdo. E’ già inconcepibile che ve ne sia qualcuno, ma bastano pochi a dare a tutti gli uomini una speranza, una ragione di vivere, a essere sostegno dell’universo”.

Questa visione non viene modificata e non s’incrina minimamente con il passare del tempo. Il 28 agosto 1985 annota nel suo diario: “Non sono i pochi che salvano i molti? Quale può essere l’efficacia di questi pochi che non temono di confessare il Cristo in un mondo pagano? Forse tra poco non v i sarà la stessa proporzione anche nelle nazioni che si dicono abusivamente cristiane? E dobbiamo essere ottimisti – la fede vera di uno solo basta a rispondere per tutta una città. Il potere che ha uno solo che ama Dio, non è più grande del potere del mondo?”

Barsotti non mostra nessuna preoccupazione di tipo statistico o per la conservazione di una determinata Chiesa, comunità, cristianità costituita in qualsiasi tempo e luogo. L’unico motivo di inquietudine per lui è la purezza della fede nel cuore, sia pure di un solo credente.

Voglio ricordare in questa occasione uno scritto che don Divo mi indirizzò il 17 aprile 1982 e che mi permette di capire meglio, oggi, quale sia l’apporto fondamentale di Barsotti ad una “teologia orante della missione”: “Carissimo, spero che al venerdì Santo sia succeduta finalmente la Pasqua di risurrezione. Comunque proprio la tua vicenda è prova dell’azione di Dio. L’opera che Egli ti ha dato da compiere è troppo grande perché tu non debba vivere una partecipazione al mistero cristiano che non è morte e poi risurrezione, ma morte e risurrezione. Tu forse non potrai vivere quaggiù la risurrezione che nella morte. L’emarginazione, il silenzio siano per te e in te il segno di una Presenza viva e immensa di amore. Come in te oggi riconosco Gesù! Che tu non possa sfuggire alla Sua Mano. Prega per me e dammi la tua benedizione”.

Tratto da: medjugorjegenova.it

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