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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Martedì 1 gennaio 2013: dal Vangelo secondo Luca (2,16-21)

Maria Santissima Madre di Dio - Anno C
"D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”

In quel tempo, i pastori andarono senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo, prima di essere concepito nel grembo della madre .


COMMENTO
Il brano del Vangelo è il racconto della visita dei pastori a Gesù. Essi, dopo avere avuto la visione celeste degli angeli, vanno a Betlemme senza indugio alla ricerca del bambino. Lì, a conferma del messaggio loro fatto dagli angeli, trovano Maria, Giuseppe e il bambino.
Dopo avere visto il bambino narrano quello che l’angelo aveva loro detto: “ Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore (Lc 2,11). Narrano anche come al messaggio dell’angelo era seguita la visione della moltitudine di altri spiriti celesti, che lodavano Dio e dicevano “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14). Essi comunicano il messaggio di gioia, di speranza che coinvolge il cielo e la terra. La nascita di Gesù è gloria di Dio nei cieli, salvezza per gli uomini sulla terra. La “gloria” esprime la grandezza di Dio, la quale si manifesta nell’azione di salvezza. Quanto riferiscono i pastori produce stupore, meraviglia in coloro che li ascoltano. Questi sentimenti trovano una risonanza singolare in Maria, la madre di Gesù. Il suo cuore è così aperto all’opera di Dio che sente il bisogno di conservare e meditare tutte le parole, tutti gli avvenimenti appresi dai pastori.
L’avvenimento di cui i pastori fanno esperienza diventa non soltanto annunzio, testimonianza, ma anche glorificazione, lode: essi “ritornano glorificando e lodando Dio”. Il verbo adoperato da Luca “tornare” ha un significato del tutto particolare: esprime un “tornare” ad un luogo alla vita quotidiana, ma con il cuore trasformato da un evento di salvezza.
Otto giorni dopo la nascita Gesù viene circonciso secondo la prescrizione legale: “Quando avrà otto giorni sarà circonciso tra voi ogni maschio di generazione in generazione” (Gn 17,12). “L’ottavo giorno si circonciderà il bambino “ (Lv 12,3 ). Mediante la circoncisione Gesù entra ufficialmente nel popolo di Dio. Insieme alla circoncisione si dà l’imposizione del nome. Gli è imposto il nome che era stato rivelato dall’angelo durante l’annunciazione a Maria. Il nome esprime la missione affidata al bambino, la sua identità, la sua funzione salvifica: Gesù vuol dire “Il Signore è salvezza”: Egli è la rivelazione vivente dell’amore di Dio, della benevolenza di Dio per ogni uomo.
Nella scena descrittaci dal brano evangelico domina la figura di Maria, madre di Gesù. Essa la apre e la chiude.
Oggi la Chiesa celebra la Festa della maternità divina di Maria. Il Concilio di Efeso nel 431 ha definito questa privilegio di Maria come verità da credersi da tutti i cristiani.
Nel Nuovo Testamento non troviamo esplicitamente il titolo di Madre di Dio dato a Maria. Vi troviamo però delle affermazioni che contengono in nuce tale verità. Maria concepisce il figlio, il quale è il Figlio dell’Altissimo, Santo e Figlio di Dio (Lc 1,31-32.35). Il Vangelo ci dice che Maria è madre di un figlio, che è il Figlio di Dio. Cristo Figlio di Dio ci è dato da Maria.
In virtù dell’incarnazione del Figlio di Dio e della sua azione salvifica noi diveniamo figli adottivi di Dio e conseguentemente figli anche di Maria. A lei vogliamo affidare la nostra vita. Sotto la sua protezione vogliamo mettere tutte le nostre ansie, i nostri desideri, i nostri bisogni, nella sicurezza che essa, come madre, ci sarà sempre di aiuto e di conforto.
2. Il vangelo presenta Maria come colei che conserva e medita nel suo cuore le parole e gli avvenimenti di cui è testimone. Impariamo da Maria a riscoprire la bellezza del silenzio e della contemplazione dei misteri divini. ChiediamoLe l’intercessione perché le azioni meravigliose di Dio portino frutto nella nostra vita.
3. Il primo giorno dell’anno civile è dedicato alla riflessione sulla pace. La pace è un dono di Dio: Gesù ce lo ha portato; spetta a noi custodirlo e farlo crescere.
Ogni anno il Papa richiama i cristiani e gli uomini di buona volontà, mediante un suo messaggio personale, a riflettere su un tema specifico relativo alla pace. Per questo anno 2009 il tema è “Combattere la povertà, costruire la pace”. Il messaggio affronta alcune cause che producono la povertà nel mondo, offrendo orientamenti volti a superarle. Il Papa parla della povertà materiale, ma fa riferimento anche alle “povertà immateriali”, notando che esse non sono diretta e automatica conseguenza di carenze materiali… nelle società ricche e progredite esistono fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale: si tratta di persone interiormente disorientate, che vivono diverse forme di disagio nonostante il benessere economico. Il Papa prosegue: Penso, da una parte, a quello che viene chiamato il « sottosviluppo morale » e, dall'altra, alle conseguenze negative del « supersviluppo ». Non dimentico poi che, nelle società cosiddette « povere », la crescita economica è spesso frenata da impedimenti culturali, che non consentono un adeguato utilizzo delle risorse. Resta comunque vero che ogni forma di povertà imposta ha alla propria radice il mancato rispetto della trascendente dignità della persona umana. Quando l'uomo non viene considerato nell'integralità della sua vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera « ecologia umana », si scatenano anche le dinamiche perverse della povertà.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
(dal Salmo 66)

Si ringrazia la fonte: www.odigitria.it