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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Madonna di Medjugorje: Vicka racconta - Parte III/a

Vicka racconta i temi cari alla Madonna di Medjugorje.
La memorabile intervista di Padre Livio a Vicka durante il Festival dei Giovani di Medjugorie del 1998, che fu trasmessa in diretta su Radio Maria.

Perché i giovani si trovano in una situazione difficile?
Padre Livio: Vediamo ora qualcosa che riguarda i giovani. Qui in questo Festival ci sono migliaia di giovani che sono venuti a Medjugorje chiamati dalla "Regina della pace". Nel mondo, però, ci sono tantissimi giovani che non sanno che cosa fare della loro vita.
La Madonna non a caso dice che la gioventù oggi si trova in una situazione estremamente difficile. Secondo te come siamo arrivati a questo?
Vicka: La Madonna in diverse occasioni ha mostrato la sua preoccupazione per i giovani e le famiglie, ma forse più ancora per i giovani. Io penso che quando un giovane pere tutto: la Fede, la Speranza e la fiducia, questo dipende anche dalla sua famiglia. Se noi, come ci raccomanda la Madonna, pregassimo insieme nelle nostre fami­glie, sicuramente non si arriverebbe a questo. Non si può certo pretendere di pregare tutto il giorno, ma almeno dieci minuti, un quarto d'ora. L'importante è pregare un po' insieme. Invece, ognuno oggi va per la sua strada. I genitori lavora­no e non hanno tempo per i loro figli. Questi, a loro volta, escono di casa e ritornano tardi. Così nessu­no ha più tempo per l'altro e in questo modo i gio­vani si perdono. Se, invece, la famiglia è unita e si trovano i momenti per stare insieme, questi problemi non ci sono, o, quando vengono, si riesce a risolverli subi­to, perché ci si aiuta insieme a vedere gli errori. Oggi, purtroppo, le famiglie sono quasi tutte ugua­li. Un bambino arriva a casa e non saluta i genito­ri. Questi dicono che non hanno tempo o che hanno fretta o che ci sono tante altre cose più importanti. Così, giorno dopo giorno, anno dopo anno la fami­glia si perde e i figli si allontanano senza Dio.

Come aiutare i giovani?
Padre Livio: Quando si è giunti a questa situazione di rottura e di incomunicabilità, che cosa si può fare per rimediare alla situazione?
Vicka: La Madonna dice che con le sole parole non otteniamo nulla. Solo con la nostra vita, col nostro esempio e con la preghiera possiamo toccare il cuore di questi ragazzi. Quando li rim­proveriamo, rischiamo di allontanarli di più, per­ché non sono pronti ad accogliere le nostre parole. Prima dobbiamo predisporre il loro cuore e libera­re anche il nostro, e quando loro ci pongono degli interrogativi, allora dobbiamo essere pronti a rispondere. Ma fino a che loro sono chiusi e non ci chiedono nulla, le nostre parole volano nell'aria, perché non trovano posto in loro.
Padre Livio: Mi pare che tu voglia dire che con la bontà, con l'esempio della vita e con la Grazia che viene dalla preghiera noi possiamo pre­parare un po' il loro cuore e avvicinarli a noi, in modo tale che loro stessi incomincino a porre delle domande. Solo allora le nostre parole trovano il terreno adatto nel loro cuore.
Vicka: E' proprio così. Prendiamo come esempio la Domenica. Certo, non si può pregare tutto il giorno, ma purtroppo succede che nelle famiglie le occupazioni, gli amici e gli svaghi sono più importanti di Gesù, e si lascia la S. Messa. Qui si vede subito che la famiglia non mette Dio al primo posto. La Madonna dice che dobbiamo cam­biare radicalmente e mettere Dio al primo posto nella nostra vita; poi viene tutto il resto. Se non mettiamo Dio al primo posto, non possiamo anda­re avanti; ma al contrario andremo sempre peggio. A questo riguardo ognuno di noi sa quello che deve cambiare, senza che lo dica io.

Chi deve cambiare: i genitori o i figli?
Padre Livio:
Nella situazione attuale di chi è la colpa? Chi deve cambiare: i genitori o i figli?
Vicka: Nel caso che ho detto prima è chiaro che devono cambiare tutti e due, mettendo Dio al primo posto. In una famiglia deve essere chiaro, però, chi ha più responsabilità. Io, ad esempio, non posso dire di me stessa che sono davanti a tutti nella mia famiglia. No, io sono all'ultimo posto o a metà, se guardo all'età. In una famiglia i genito­ri sono i più importanti e quindi noi dobbiamo essere più ubbidienti, più disponibili, più semplici ed essere pronti a fare anche i lavori più umili.

Le cose materiali vengono messe al primo posto.
Vicka: Io, carissimi ragazzi, vi sto parlando non per giudicare qualcuno, ma solo come una vostra amica; e siccome voglio bene a tutti, vorrei darvi qualche consiglio. Oggi si è arrivati a un punto in cui i genitori sono pronti a fare qualsiasi cosa per i loro figli. Tutte le cose materiali, che sono le meno importanti, hanno preso il primo posto. Persino un ragazzino di sette o otto anni pretende il motorino e vuole andare di qua e di là. Non ci si chiede affat­to quali siano le possibilità dei propri genitori. Quando si vuole una cosa, la si esige a tutti i costi, anche se si sa che i genitori non se la possono per­mettere. Si litiga col padre, con la madre e con tutta la famiglia. Si creano dissapori, si ottiene con la forza, si fanno pure dei debiti. Ma queste situazio­ni finiscono sempre male.

L'amore è finito all'ultimo posto.
Vicka: Oggi, ad esempio, si parla molto di amore; ma l'amore è finito all'ultimo posto. Questo è vero anche per i matrimoni. Quando un ragazzo e una ragazza sono fidanzati, si sa come dovrebbero comportarsi. Invece come niente dicono ai loro genitori: "Io esco col mio ragazzo, vado dove voglio, faccio quello che voglio". Così, spesso, prima del matrimonio hanno già provato tutto e finito tutto. E' normale che chi fa così non sente nel cuore nessuna gioia, perché non ha impostato la sua vita come un dono. Ha voluto pretendere tutto dalla vita e l'ha affrontata come una vittima, come se qualcuno lo volesse prendere per il collo e non farlo respirare.

Bisogna incominciare dal dialogo e dalla preghiera.
Padre Livio: Purtroppo, Vicka, in molte famiglie, le cose stanno proprio così. Ma che cosa fare per ricostruire e incominciare una vita nuova?
Vicka: Se una famiglia vuole andare avanti, deve mettere al primo posto il dialogo, cercando di parlare insieme e vedere quali sono le cose che possono essere per l'uno e per l'altro. Bisogna rimettere la preghiera in famiglia, incominciando un po' per volta e andando avanti pian piano. Oggi, ad esempio si inizierà pregando soltanto un Padre nostro. Se un giovane ricomincia a pregare almeno un po', allora la vita riprende, tutto rifiorisce, per­ché Dio ti sta aspettando. Dio attende sempre e desidera darti tantissimi doni. Ma lui non può donarteli, se tu non li vuoi accogliere. Dio non getta via i suoi doni ed Egli li dà al momento giu­sto, aspettando che un cuore e un'anima si aprano. Se uno fa sentire la sua voce, ecco che Lui è pron­to a rispondere e a dare!

Sotto quel sorriso c'è una grandissima sofferenza.
Vicka: Carissimi giovani, ve lo dico con tutto il cuore, perché sento l'appello della Madonna e tutta la sua preoccupazione di Madre. Io lo vedo non soltanto dalla sua parola, ma da tutto il suo aspet­to. Avete capito? Lei, quando ci richiama, emette un sorriso, ma è un sorriso per darci speranza. Sotto quel sorriso vi è una grandissima sofferenza. Ve lo voglio dire, perché io vivo e vedo questo! Ve lo dico, perché voglio bene a tutti e desidero che ci riflettiate sopra e facciate un esame di coscienza. Guardate che cosa non va nel vostro cuore. La Madonna sempre vi aspetta e sempre vi ama.

Se gli lasciamo spazio, satana entra.
Padre Livio: Che sotto il sorriso di Maria tu abbia visto una grandissima sofferenza, specie quando parla della situazione in cui si trovano i giovani, mi ha talmente colpito che nulla mi ha fatto capire, come questo, il suo cuore di Madre. E' una delle cose più belle che abbia mai sentito dalla bocca di voi veggenti! Oggi ci troviamo in una situazione tragica, perché un'intera generazione di giovani rischia di perdere Dio e con Lui la gioia di vivere e il senso stesso della vita. La Madonna nel suo richiamo mette in guardia i giovani, perché satana vuole utilizzare a suo vantaggio il loro tempo libero. Di che cosa si tratta, secondo te?
Vicka: Penso che, al punto a cui siamo arri­vati, per satana è facile agire. Lui vede molto bene che ormai non gli resta gran che da fare. E' pronto ad assalirci in qualsiasi momento, perché gli abbia­mo lasciato via libera. Se noi ogni giorno gli diamo spazio, egli entra pian piano e poi non esce più, perché gli abbiamo offerto la possibilità. Noi spes­so lo facciamo senza pensarci; così entra nelle famiglie per dividerle, spinge i ragazzi sulla via della droga o su altre strade sbagliate e così si per­dono.

Ti offro tutto quello che vuoi.
Vicka: Mi ricordo quello che una volta mi ha rac­contato Mirijana, quando si trovava a Sarajevo. Lei aveva incominciato a recitare il Rosario in attesa dell'apparizione. Improvvisamente, è venuto un giovane di aspetto molto bello che si è messo a par­lare contro la Madonna, dicendo: "Perché, Mirijana, fai queste cose? Che cosa ti dà la Madonna? Niente! Lei ti chiede le preghiere, i sacrifici e le rinunce. Io, invece, ti do le cose mate­riali e ti offro tutto quello che vuoi, se tu lasci la Madonna". Questo è il tipico modo di agire di sata­na. E' lui che tenta così: "Ti do questo, ti do que­st'altro" e ci offre mille possibilità, purché lascia­mo la Madonna. Mirijana ha guardato il giovane negli occhi e ha visto che roteavano e ha incomin­ciato a sentirsi inquieta. Allora è uscita ed è fuggita via. Dopo qualche minuto è arrivata la Madonna che le ha detto: "Mirijana, satana non sempre viene sotto un aspetto brutto in modo tale che voi abbiate paura. Spesso viene sotto le apparenze di una persona bella per potervi ingannare meglio".

Che cosa deve fare un ragazzo per tornare a Dio?
Padre Livio: satana ha cercato di sedurre anche Gesù, offrendogli le cose di questo mondo. Non c'è, dunque, da meravigliarsi se tenta di pren­dere anche noi, specialmente i giovani con le medesime reti. Ma senti, Vicka, a un ragazzo che è inquieto, che incomincia a rendersi conto di essere sulla strada sbagliata, che è infelice lontano da Dio, ma non ha il coraggio di ritornare a Lui, quale con­siglio daresti? Che cosa deve fare secondo te?
Vicka: Non dire, Padre Livio, che non ha il coraggio, ma piuttosto che lui non vuole. Sono due cose molto diverse. Quando una persona vuole per davvero, cerca mille strade per tornare. Basta solo che dica a Dio: "Ho sbagliato e voglio ritornare indietro!" Allora sì che i problemi sono risolti. Quando un giovane dice: "Io voglio ritornare", ma poi nel suo cuore pensa di andare ancora avanti a fare delle cose sbagliate, in questo caso non con­clude niente. Bisogna che prenda coscienza e dica nel suo cuore: "Io decido di lasciare i miei amici, quelli che non sono buoni per me. Io lascio tutto per salvare la mia anima". Questo mi pare che sia il modo giusto di procedere: riflettere, prendere coscienza e poi decidere. Anche tu certamente. parli spesso con i gio­vani che ti pongono tantissime domande su questo o su quello, ma poi non decidono. Noi giovani oggi ci rifugiamo dietro mille scuse, come quel ragazzo che cerca pretesti per non cambiare. Ma noi dob­biamo essere prudenti e sapere quello che voglia­mo e così decidere di lasciare tutto ciò che distur­ba la nostra vita. Allora siamo in grado di chiedere la Grazia di Dio, che egli è sempre pronto a donar­ci, purché diciamo col cuore: "Io non vado più per quella via del male, ma voglio conoscere Dio e andare con Lui". Dio è sempre pronto, se abbiamo la buona volontà.

Dio ci ha dato la libertà.
Padre Livio: Qui Vicka tocchiamo uno dei punti su cui la Madonna si sofferma più spesso per farci meditare, quando ci richiama al grande dono della libertà che Dio ci ha dato. La Madonna ha detto più volte che non vuole forzarci, ma ci invita a scegliere liberamente Dio per amore. "Decide­tevi per Dio'; ci ha esortato in diverse occasioni. Non sempre, però, un ragazzo oggi è consapevole delle conseguenze delle sue libere scelte.
Vicka: Ma lui è perfettamente libero di pren­dere quella strada che vuole. E' libero di decidere per il male, ma può anche decidere di cambiare e scegliere la strada di Dio. Se vuole, può chiedere a Dio questo dono di ritornare a Lui, ed Egli lo aspetta a braccia aperte.

Attendere e pregare in silenzio per i figli lontani.
Padre Livio: Invece a una famiglia, a un papà o a una mamma che hanno un figlio che non vuole ascoltare e che si ostina sulla via del male, per cui non c'è più dialogo, perché il figlio non vuole sentire ragioni, quali consiglio daresti? Tu prima hai detto che parlare non serve. Che cosa allora dovrebbero fare?
Vicka: Devono avere tanta pazienza. Non possiamo subito dire che un ragazzo è cattivo, nel senso peggiore della parola. Forse, quel ragazzo si aspetta che i suoi genitori siano pazienti con lui. A volte i genitori sono messi alla prova, perché si ren­dano conto che devono dare qualcosa di più e di diverso ai figli, quando in realtà non danno loro niente di valido. Forse, Dio vuole metterti alla prova per prepararti, perché in quelle situazioni difficili tu sappia andare incontro a tuo figlio. Quando si è creato questo rapporto diffici­le, è meglio attendere e pregare in silenzio. Se per il momento non c'è dialogo e non si parla, pazien­za! E' inutile che, entrando in casa, tu sgridi tuo figlio dicendo: "Perché non parli?" E' meglio dire niente, perché, se si parla nel momento sbagliato, è peggio. La cosa migliore è lasciarlo tranquillo, in modo tale che si senta più a suo agio, mentre tu con tuo marito e gli altri della famiglia pregate in silen­zio per lui. Pian piano vedrai che tuo figlio cam­bierà! Padre Livio: Speriamo! Dobbiamo credere ed essere ottimisti, come ci insegna l'esempio di Santa Monica, la madre di San Agostino, che ha pregato un'intera vita prima di vedere la conver­sione di suo figlio. I risultati, però, sono stati al di sopra di ogni speranza e veramente degni dell'infi­nita misericordia di Dio!

Segue prossimamente ...

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