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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28)

Il Vangelo del giorno: domenica 11 dicembre 2011.
III Domenica di Avvento - Anno B.
S. Damaso I, Papa.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.


«In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me»
"Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete». Non è con lo spirito, ma con l'acqua che Giovanni battezza. Impotente a perdonare i peccati, lava con l'acqua il corpo dei battezzati, ma non lava lo spirito col perdono. Allora perché battezza, se non può rimettere i peccati col suo battesimo? Perché, se non per restare nel ruolo di precursore? Nascendo aveva preceduto il Signore che stava per nascere e, allo stesso modo, battezzando precedeva il Signore che stava per battezzare. Precursore di Cristo con la predicazione, lo diventava parimenti amministrando un battesimo ad immagine del sacramento a venire.
Giovanni ha annunciato un mistero quando ha dichiarato che Cristo era in mezzo agli uomini e che non era da loro conosciuto, poiché il Signore, mostrandosi nella carne, era visibile nel corpo, ma invisibile nella sua maestà. E Giovanni aggiunge: «Colui che viene dopo di me mi è passato avanti» (Gv 1,15)...; spiega il motivo della superiorità di Cristo precisando: «Perché era prima di me», come per dire esplicitamente: «Se è più forte di me, benché sia nato dopo di me, è perché il tempo della nascita non lo chiude entro dei limiti. Nato da una madre nel tempo, è stato generato dal Padre fuori del tempo».
Giovanni manifesta l'umile rispetto che gli deve continuando: «Io non son degno di sciogliere il legaccio del suo sandalo». Tradizionalmente, presso gli antichi, se qualcuno rifiutava di sposare una giovane che gli era stata promessa, scioglieva il sandalo a colui che veniva designato sposo. Cristo non si è forse manifestato come Sposo della santa Chiesa? ... Ma poiché la gente ha pensato che Giovanni fosse Cristo – cosa che Giovanni nega – egli si dichiara indegno di sciogliere il legaccio del suo sandalo. E' come se dicesse chiaramente...: «Non mi attribuisco erroneamente il nome di sposo» (cfr Gv 3,29).

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