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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Melanie Calvat descrive l'apparizione della Madonna de La Salette

Testimonianza di Melanie Calvat, una dei due pastorelli ai quali apparve la Madonna a La Salette.
La Vergine Santissima era molto alta e ben proporzionata. Sembrava essere tanto leggera che sarebbe bastato un soffio a farla muovere, però era immobile e molto stabile. La sua fisionomia era maestosa, imponente come sono i signori di questa terra. Imponeva una timidezza rispettosa, mentre la Sua maestà, che imponeva rispetto misto ad amore, attirava a Lei. Il Suo sguardo era dolce e penetrante, i Suoi occhi sembrava che parlassero con i miei, ma la conversazione proveniva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso questa attraente bellezza che mi liquefaceva. La dolcezza del Suo sguardo, l’aria di bontà incomprensibile facevano intendere e sentire che Ella attirava a sé per donarsi. Era un’espressione d’amore che a parole non si può esprimere e nemmeno con le lettere dell’alfabeto.
L’abito della Vergine S.S. era bianco e argentato, molto splendente. Non aveva nulla di materiale, era fatto di Luce e di Gloria variato e scintillante. Sulla terra non vi sono espressioni né paragoni da poter fare. La Vergine S.S. era tutta bella e tutta fatta d’amore. Guardandola, io languivo per fondermi in Lei.
Dai Suoi ornamenti, come dalla Sua Persona, da tutto trapelava la maestà, lo splendore, la magnificenza fulgente, celeste, fresca, nuova come una vergine. Sembrava che la parola amore sfuggisse dalle Sue labbra argentee e pure. Aveva l’apparenza di una mamma affettuosa, piena di bontà, di amabilità, di amore per noi, di compassione e di misericordia.

Melanie Calvat, la veggente depositaria dei segreti de La Salette

Corps (Grenoble, Francia), 7 novembre 1831 – Altamura (Bari), 14 dicembre 1904.
La storia conferma "la predilezione di Maria per i semplici".
Un filo comune fatto di sofferenze, incomprensioni, perdita della tranquillità, solitudine e spesso morte precoce, unitamente ad una struggente nostalgia di Cielo, ha legato le figure dei veggenti delle Apparizioni Mariane dei secoli XIX e XX; figure semplici, sincere, innocenti, quasi sempre bambini e adolescenti incapaci di fingere, a cui la Santa Vergine volle affidare dei messaggi all'umanità, chiedendo soprattutto penitenza e conversione dai peccati.
La loro giovane esistenza cambiò totalmente, venendo proiettati dalla quieta vita campestre, montana o pastorale, e dalla tipica giocosità e spensieratezza della loro età, verso nuove situazioni, problemi, responsabilità, turbamenti, sconcerto, certamente superiori alle loro possibilità d’affrontarli, che coinvolsero anche le famiglie e le comunità in cui erano nati e vivevano. Dopo le Apparizioni Mariane che li videro protagonisti loro malgrado, sulla base dei messaggi ricevuti e da loro divulgati, sorsero sui luoghi sacri a Maria, Basiliche ed Opere che attirarono e attirano folle innumerevoli di pellegrini, bisognosi, penitenti, e dove spesso sono avvenute guarigioni miracolose; ma i veggenti già dopo qualche anno, non furono più presenti sui luoghi delle apparizioni, ritiratosi in conventi lontani, oppure morti in giovane età, o come quelli di La Salette, in giro per il mondo.