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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)
OREMUS Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

I laici non facciano esorcismi e attenzione con le preghiere di liberazione

Da oltre trenta anni, padre Gianclaudio Beccarelli, comboniano di origine, vive in Monterrey, Messico, dopo aver lasciato la sua cara Parma. Oggi è Vicario episcopale nella importante Arcidiocesi messicana, quasi al confine degli Stati Uniti dove il fenomeno delle sette è dilagante. Con lui, Pontifex ha fatto il punto della situazione sullo stato di salute della Chiesa messicana e soprattutto su come combattere le sette. Padre Beccarelli, per altro, è un  esorcista delegato dal Vescovo.

Monsignor Beccarelli, ad Aparecida, giustamente, si è sottolineato il problema del proliferare delle sette in America Latina e specialmente nel nord del Messico: a che cosa si deve questo fenomeno?
“Credo ad una mancanza di profonda evangelizzazione. Spiace dirlo, ma il vero esorcismo è la proclamazione della parola di Dio. In Messico esiste una profonda religiosità popolare, ma quello che manca spesso è una fede matura.
Facile, dunque, che i fedeli si facciano disorientare da gente senza scrupoli, che speculano, per ragioni di denaro e di potere. Poi qui si legge poco”.

Lei parla di una strana religiosità…
“Tengo a sottolineare fede da religiosità. La religiosità non è sempre fede e spesso si cade in atteggiamenti infantili, da evitare”.

Lei è esorcista diocesano, dunque come vive, in tempo di sette, la sua esperienza?
“Guardi, io sono delegato dal mio Vescovo. Ma non sono ossessionato dall'idea del demonio. Credo che sia un errore quello di fanatizzare il diavolo, insomma vederlo sempre e comunque, anche dove non esiste. Tale fenomeno di esasperazione del demonio lo ha creato, in piena buona fede, il movimento di Rinnovamento nello Spirito, il cui stile non condivido affatto. Certo, ha dei meriti in tema di evangelizzazione, ma spesso i loro fedeli cadono nella pandemonizzazione del mondo”.

Che cosa vuole dire?
“Che non ogni cosa è figlia di  possessioni diaboliche. Insomma, la miglior forma di curare non è l’esorcismo, quanto il propagandare la Parola di Dio in modo efficace”.

Lei è esorcista diocesano. I laici possono effettuare esorcismi?
“Assolutamente no. L’esorcismo è una pratica che il Vescovo ordinario come capita a me, delega a presbiteri dotati di particolari caratteristiche, proprio per sottolineare in modo adeguato la prudenza della Chiesa davanti a questo tema”.

Che pensa delle preghiere di liberazione?
“Pregare non fa mai male. Ma attenzione, perché spesso, proprio per il rifiorire di Rinnovamento, si confondono le preghiere di liberazione con gli esorcismi. In pratica, le preghiere di liberazione, a causa di soggetti non preparati o senza alcuno scrupolo, si possono convertire in autentici esorcismi. Dunque, i laici non esorcizzino, né impongano le mani o facciano cose delegate al ministero sacerdotale”.

Infine: il Messico è nazione mariana per eccellenza. Non crede che talvolta si sovrapponga la Madonna a Cristo?
“In parte è vero. Per qualcuno per esempio la festa della Madonna di Guadalupe è quasi più importante della Pasqua. Ma in genere ritengo che la devozione alla Madonna sia una cosa buona e bella”.

Il Papa Benedetto XVI non verrà in Messico. Come è stata accolta la notizia?
“Con sano realismo. Il Papa è anziano, non avrebbe potuto reggere la fatica del viaggio e dell’altitudine di Città del Messico. Certo, avrebbe fatto piacere la sua visita, ma sappiamo bene che il Messico è nel cuore di Papa Benedetto XVI, verso il quale la nostra Chiesa nutre il massimo rispetto. Insomma non ne facciamo un dramma, anche perché il Papa lo si può fare egregiamente. come lo fa lui,  da Roma”.

Intervista di Bruno Volpe - Tratto da miliziadisanmichelearcangelo.org

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