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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)
OREMUS Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Preghiere di liberazione

Potrei proporre qui un intero repertorio di "potenti preghiere di liberazione", come purtroppo avviene in alcuni siti, ma così facendo ingannerei consapevolmente molte anime in buona fede. Anziché affidarsi a preghiere di auto-liberazione, si dovrebbe scegliere la guida di un buon sacerdote. Si legga anche: "I laici non facciano esorcismi e attenzione con le preghiere di liberazione", di p. Gianclaudio Beccarelli, Vicario episcopale dell'Arcidiocesi di Monterrey, Messico.
Non biasimo quanti nel web le propongono in buona fede, essi dovrebbero semmai cercare di discernere se in tal caso non esista qualche possibilità di illudere le povere anime bisognose.
La preghiera non è un formulario magico, si diffidi decisamente di tutti quei siti che propongono preghiere di liberazione come "potentissime", "efficaci", "miracolose", ecc., certi titoli hanno il solo scopo di portare visite al sito, che solitamente contiene anche pubblicità commerciale, la quale non si può in alcun modo accostare alla Parola di Dio: "Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona" (Lc 16,13).
Per amore delle anime, così care a Dio, qui non troverai nulla di ciò. Volendo però soddisfare almeno minimamente le tue aspettative, ti propongo una preghiera di liberazione tratta da "Il libro della Grazia Speciale" di S. Matilde (Metilde) di Hackeborn, Vergine dell'Ordine di S. Benedetto.
Preghiera rivelata da Gesù a S. Matilde per domandare la liberazione di un peccatore, o per noi stessi
Per l'amore, il quale per nove mesi Ti tenne prigioniero nel seno della Vergine.
Per l'amore, il quale Ti indusse a coprirti di fasce e di bende.
Per l'amore, che Ti consegnò legato nelle mani degli empi.
Per le catene, di cui Ti caricarono i Giudei per consegnarTi al giudice.
Per i vincoli, che Ti attaccarono alla colonna della flagellazione.
Per i chiodi, che Ti fissarono sulla Croce. Per il sudario, che Ti avvolse dopo la morte perché fossi messo nel sepolcro.
Per l'amore, che in tutte quelle diverse circostanze Ti incatenò, Ti domando di liberare (nome/me stesso/a ............) dalle catene (............) e dai peccati. Amen.
In un'altra preghiera, il Signore desidera che si recitassero 5 Pater, con l'attenzione del cuore, prima di questa implorazione:
Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, accogliete questa preghiera con quell'estremo amore per cui avete sopportato tutte le piaghe del vostro Sacratissimo Corpo: abbiate pietà di me, dei peccatori e di tutti i fedeli vivi e defunti! Amen.
Relazione con Dio è liberazione
L'orazione in genere, che si tratti di preghiera formulata o spontanea, deve (o dovrebbe) aprirti a contemplare l'intera Coorte Celeste che partecipa alla tua preghiera glorificando Dio; ciò avviene nell'istante in cui Egli ti dà di comprendere che la preghiera viene da Lui e a Lui torna. In altri termini: "tu vivi l'essenza di Dio quando Egli ti dà di comprendere che partecipa in gloria alla tua preghiera".
E' proprio così, Dio partecipa alla tua preghiera e con questa ti nutre di Lui medesimo: tu gusti Dio nell'orazione adorante e, rapito in estatica contemplazione, avverti la Presenza reale in virtù dell'amore che riesci a esprimere a Lui. Senza la partecipazione di Dio, non puoi trovare gusto in alcuna preghiera, che è cibo spirituale e dono. E Dio non si rifiuta mai, come e quando Lui sa per il tuo e l'altrui miglior bene. Sentirti in debito d'amore e porti umilmente in preghiera può esserti d'aiuto nell'abbandonarti a Cristo, nostra passione.
Appurato che la preghiera è un rapporto intimo con Dio nella professione di fede, un'espressione d'amore e di abbandono fiducioso, consideriamo parimenti che non può esservi liberazione senza intervento divino e che, ancor prima, è primariamente l'apertura a Dio che dobbiamo attuare, per consentire a Dio di intervenire in una dipendenza di mutuo amore. Questa apertura è una sola e non ve ne sono altre, è una via stretta e gloriosa che inizia con l'annientarci sul nostro "Golgota", questa via è la CONFESSIONE. Nella confessione ti metti interamente nelle mani di Dio ed Egli ti accoglie, sempre. E non solo ti accoglie: se ti abbandoni tutto a Dio, Egli ti riempie di grazie... capito?
Il buon Padre Amorth
Padre Amorth amava ripetere che "la cosa migliore per chi è influenzato da forze negative è entrare in un Santuario Mariano con umile riconoscenza, poiché Dio libera per le mani materne di Maria". La Santa Vergine Maria, così in odio al maligno, libera. Libera!
Ella libera più che l'esorcista, sono parole di Padre Amorth, che confermano quanto già detto: non è l'una o l'altra preghiera che libera, ma l'intervento di Dio, che solitamente avviene per intercessione di Maria Madre tua o dei Santi. E anzi, nelle "Nozze di Cana" constatiamo come Maria interceda perfino in maniera preventiva; Ella quindi intercede, amministra e dispensa grazie, ed è anche Madre tua, rifletti su questo.
Aggiungo inoltre, che più di altre possono aiutarti ad aprire il cuore le preghiere sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Ti propongo una raccolta in questo unico link: Preghiere sulla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, poiché "Chi con la mano del libero arbitrio prende il Sangue di Cristo e lo applica al suo cuore, anche se è duro come diamante lo vedrà aprirsi al pentimento e all'amore". (S. Caterina da Siena)
Scegline una sola, falla scendere nel tuo intimo e con quella scenderà anche Dio. Ed ecco che il primo miracolo che potrai constatare è la presenza reale di Dio nella preghiera! E quando ti trovi in difficoltà ripeti spesso: "Viva Gesù e Maria!" (da "La grande storia di p. Pio" - che ti consiglio di leggere); questa acclamazione smaschera il maligno e arresta il serpente.

Teófilo

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