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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Vangelo di domenica 21 giugno 2015 (Marco 4, 35-41) con meditazione di Mons. Angelo Sceppacerca

XII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
"Perché avete paura? Non avete ancora fede?"
Dal Vangelo secondo Marco (4, 35-41)
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore.
Come è possibile dormire tranquilli, mentre le onde infuriano e l'acqua ha già quasi riempito la barca? Non è la cronaca di come i discepoli furono salvati. Ciò che conta è il motivo, il centro è la persona di Gesù: è così potente che riesce a placare la furia del mare. Chi è Gesù?
C’è un’altra cosa che “calma” la tempesta: la fede dei discepoli. Se uno di essi ha avuto la fede necessaria per separarsi dalla folla e seguire Gesù, ora - vicino a lui – deve essere in pace anche nelle sciagure e sereno nella tempesta dell’oppressione. C’è speranza per la Chiesa perseguitata e scoraggiata dal silenzio del Risorto.
Protagonisti sono i discepoli e il Maestro. Il comando dato al mare richiama l’opera di Dio nella creazione, la vittoria sul dragone del mare; la liberazione di Israele. Qui è Gesù che salva. E chi è costui al quale vento e mare in tempesta obbediscono? Chi è Colui che può liberare la sua Chiesa dalla tribolazione?
Gesù dopo aver parlato alla folla da una barca, invita i discepoli a passare all'altra riva. Ha già dato le istruzioni per il viaggio. La vita è questa attraversata verso l'altra sponda. Certamente è un viaggio con eventi e incidenti. In vista del salvataggio e dell’arrivo, conta “prenderlo con sé”. E’ il viaggio della vita fatto in comunione profonda con il Signore; il riconoscimento della sua signoria.
Arriva la grande tempesta. Ed “Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva”. E’ la descrizione di cosa sia la fede, nella presenza-assenza di Dio: una debolezza-potenza. In questo senso la fede è sempre dell'inizio, limitata e frangibile. La fede è un cammino vissuto nel tempo, nella memoria viva di quanto il Signore ha fatto e continua a compiere.

Mons. Angelo Sceppacerca
Meditazione tratta da: diocesitrivento.it
"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu" (Don Giussani)

1 commento:

  1. Fratello in Cristo, lode e benedizione a Gesù Cristo , lo Spirito Santo che vive in noi , infonde nel cuore inni di lode e benedizione al nostro DIO. Grazie a LUI per la vita, grazie a LUI per la famiglia , grazie a Lui per la natura , grazie a LUI per le anime che come me cercano il SUO infinito Amore, grazie a LUI per i sacerdoti , grazie a Gesù Cristo per la vita eterna , dove regna l' AMORE.

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