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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 6 aprile 2014: Vangelo di Giovanni (11,1-45) con meditazione

V Domenica di Quaresima - Anno A
"Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?"
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, il tuo amico è malato”.
All'udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato”.
Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: “Andiamo di nuovo in Giudea!”.
Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro.
Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà”.
Gesù le disse: “Tuo fratello risusciterà”.
Gli rispose Marta: “So che risusciterà nell'ultimo giorno”.
Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo? ”.
Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”.
Gesù si commosse profondamente, si turbò e disse: “Dove l’avete posto? ”.
Gli dissero: “Signore, vieni a vedere! ”.
Gesù scoppiò in pianto.
Dissero allora i Giudei: “Vedi come lo amava! ”. Ma alcuni di loro dissero: “Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse? ”.
Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra.
Disse Gesù: “Togliete la pietra! ”.
Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni”.
Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio? ”.
Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. E, detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori! ”.
Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: “Scioglietelo e lasciatelo andare”.
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.
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MEDITA

La Quaresima è il tempo forte dell’anno liturgico che ci prepara alla celebrazione della Solennità della S. Pasqua; tempo nel quale siamo sollecitati a rivedere in un modo del tutto particolare la nostra vita e a vivificare più intensamente la nostra relazione con Gesù. Egli ci viene incontro, si svela a noi perché possiamo conoscerlo sempre meglio ed accoglierlo sinceramente.
In queste ultime domeniche di Quaresima Egli si è rivelato a noi come colui che disseta i nostri bisogni di felicita e di infinito (l’incontro con la samaritana). E’ luce che vuole rischiarare le tenebre del peccato (la guarigione del cieco nato).
Oggi si presenta a noi come colui che possiede la vita e dà la vita (il miracolo della risurrezione di Lazzaro, che da quattro giorni è nel sepolcro). La scena del miracolo è ricca di umanità. Gesù si commuove, piange per l’amico, ma è anche illuminante e sorprendente per il progressivo svelarsi di Gesù. Egli compie il miracolo perché si sveli la sua gloria di Figlio di Dio.
Sono eloquenti le sue parole: “Questa malattia non è per la morte ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato”.
Questa sua gloria appare per la prima volta a Cana (Gv 2,11), è evidenziata adesso nella risurrezione di Lazzaro, troverà la sua rivelazione totale nell'Ora di Gesù: cioè nella sua morte in croce. La risurrezione di Lazzaro anticipa, prefigura l’imminente passione, morte e risurrezione di Gesù (cf. Gv 12,23.28; 13,31).Nella risurrezione di Lazzaro Gesù si svela come risurrezione, come vita.
Marta va verso di Lui con il cuore deluso. Egli è arrivato tardi. Lo si legge nelle sue parole: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!
Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà”. Marta considera Gesù come un intermediario ascoltato da Dio, come colui che parlerà a Lui in favore di lei e della sorella Maria; non si apre alla eventualità che Gesù possa risuscitare il fratello. Infatti all'affermazione di Gesù: “ tuo fratello risusciterà”, essa risponde: “So che risusciterà nell'ultimo giorno”.
Allora Gesù le si manifesta apertamente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?”
L’affermazione di Gesù è chiara. Egli è risurrezione e vita; si tratta di due predicati che descrivono quello che Egli è; quello che offre agli uomini. Gesù è risurrezione in quanto coloro che credono in Lui, anche se muoiono, perverranno alla vita eterna. E’ vita perché quelli che ricevono la sua vita non morranno di morte spirituale.
La professione di fede di Marta arriva subito: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo”.
Gesù si svela nella preghiera che rivolge al Padre prima del compimento del miracolo.
Egli non ha nulla da domandare al Padre, perché è uno con Lui nella natura e nell'operare.
Questa preghiera rivela la conformità della volontà del Figlio con quella del Padre, proclama l’unità tra il Padre e il Figlio; in quanto ascoltata dal Padre è volta a condurre la gente che sta accanto a Gesù a riconoscere, tramite il miracolo, che Egli è l’inviato dal Padre.
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Tre idee vogliamo sottolineare nella riflessione odierna. Primariamente va evidenziata la richiesta della fede. Gesù chiede a Marta: Credi tu? In risposta alla presentazione che Egli fa di se stesso come risurrezione e vita, Marta lo confessa con i titoli: Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che deve venire nel mondo. Anche a ciascuno di noi Gesù pone l’interrogativo Credi tu? Non possiamo sfuggire tale invito. Crediamo veramente in Lui? La nostra fede in Lui è sincera? Ci coinvolge veramente in tutte le nostre scelte, nel nostro comportamento quotidiano?
In secondo luogo Gesù ci chiede la risurrezione del cuore. Egli è sorgente di vita perché ci dà la risurrezione dalla morte spirituale, dal peccato. E’ venuto per comunicarci la sua vita divina. La morte è nel cuore allorché in esso regna il peccato. Domandiamoci sinceramente: Cosa c’è nel segreto del nostro cuore? La voce di Gesù ci chiama singolarmente per nome, perché passiamo dal peccato all'unione con Lui. In merito è da prendere sul serio il pressante richiamo della Chiesa ad accostarci al sacramento della confessione o della riconciliazione.
In terzo luogo siamo invitati a professare la nostra fede nella risurrezione del nostro corpo. Gesù ci assicura che anche il nostro corpo risorgerà nell’ “ultimo giorno”.

Meditazione tratta da: confraternita-sgbg.it
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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