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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 30 marzo 2014: Vangelo di Giovanni (9,1-41) con meditazione

IV Domenica di Quaresima - Anno A
"E' così perché si manifestassero in lui le opere di Dio"
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?».
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.
Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare.
Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?».
Alcuni dicevano: «E' lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Allora gli chiesero: «Come dunque ti furono aperti gli occhi?».
Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista».
Gli dissero: «Dov'è questo tale?». Rispose: «Non lo so».
Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi.
Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo».
Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c'era dissenso tra di loro.
Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «E' un profeta!».
Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista.
E li interrogarono: «E' questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?».
I genitori risposero: «Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso».
Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano gia stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.
Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età, chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».
Quegli rispose: «Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e ora ci vedo».
Allora gli dissero di nuovo: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?».
Rispose loro: «Ve l'ho gia detto e non mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?».
Allora lo insultarono e gli dissero: «Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè!
Noi sappiamo infatti che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia».
Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla».
Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?».
Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?».
Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui».
Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.
Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi».
Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?».
Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».
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MEDITA

Al centro del vivo racconto offertoci dal Vangelo di Giovanni sta Gesù. E’ lui che crea problema. Dietro le quattro interrogazioni - domanda dei vicini circa l’identità del cieco, prima interrogazione dei farisei al cieco, interrogazione dei suoi genitori, seconda interrogazione del cieco – c’è l’interrogativo fondamentale: Chi è questo Gesù che guarisce in giorno di sabato, cioè nel giorno in cui è proibito spalmare con della saliva e impastare del fango? Da dove viene? In realtà su questo interrogativo si sviluppa la contrapposizione tra il cieco nato guarito ed i farisei. L’uomo, sottoposto alle domande,dà in ciascuna di esse delle affermazioni sempre più profonde nei riguardi di Gesù. I suoi occhi si aprono progressivamente alla conoscenza di Gesù. Infatti il recupero della sua vista procede di pari passo con la sua scoperta di chi è Gesù. All'inizio, per lui Gesú non è che un uomo: "Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango...". Dopo all’interrogativo "Che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?", egli risponde: "È un profeta!". Ha fatto un passo avanti; ha capito che Gesù è un inviato da Dio, che parla e opera in nome di lui. Infine, incontrando di nuovo Gesú, gli grida: "Io credo, Signore!" e si prostra dinanzi a lui per adorarlo, riconoscendolo così apertamente come suo Signore e suo Dio. In effetti non solo i suoi occhi fisici acquistano la vista, ma l’intera sua vita si apre a Gesù Figlio dell’uomo, luce del mondo. Al contrario gli occhi dei farisei progrediscono verso l’accecamento; essi vogliono addirittura negare l’evidenza della guarigione. Allorché il cieco guarito asserisce che Gesù non può non venire da Dio avendo compiuto il miracolo, essi lo condannano come un peccatore. 
L’affermazione finale di Gesù è drammatica: Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché quelli che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi. Egli dichiara che davanti a lui si possono dare due atteggiamenti: quello del cieco nato che si apre alla conoscenza di Lui e lo sceglie, e quello dei farisei che, pur avendo occhi fisici, non si sottopongono al giudizio di Dio, il quale si rileva come a lui piace. I farisei non accettano Gesù, facendo leva sull’osservanza del sabato e sul fatto che Dio ha parlato a Mosè. Ad essi Gesù risponde che Egli è padrone del sabato e che il miracolo da lui compiuto è esso stesso una parola più grande di quelle dette a Mosè sul Sinai. Gesù, nel rivendicare il diritto di operare di sabato, rivendica una prerogativa divina. Per i giudei il privilegio del sabato era proprio di Dio e nessuno era eguale a Dio (cf Es 15,11;Is 46,5;Sal 89,8). Gesù è padrone del sabato perché opera come suo Padre. 
Il cieco nato ha compiuto un itinerario di fede: dopo aver sperimentato la guarigione fisica, ha saputo riconoscere in Colui che gli aveva donato la luce degli occhi il Figlio dell’uomo, Salvatore di tutta la sua vita. Egli, con la sua professione di fede, dà la risposta agli interrogativi che soggiacciono alle domande poste dai farisei: Chi è questo Gesù che guarisce in giorno di sabato? Da dove viene?
L’incontro del cieco nato con Gesù, la sua guarigione, la sua fede ci interpellano e ci invitano a porci l’interrogativo: Chi è Gesù per me? La fede cristiana è anzitutto credere in Gesù Cristo, esprimere con tutta la nostra vita l’incontro con Lui, la nostra intima unione con Lui. Gesù vuole un’adesione piena e incondizionata alla sua persona; ci domanda: "Vuoi incontrarti con me, vuoi deciderti per me?" Forse i nostri occhi rassomigliano a quelli dei farisei, i quali non riescono a vedere in Gesù, l’inviato dal Padre, il Salvatore dell’uomo, la luce del mondo. A ciascuno di noi Gesù oggi ripete:Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita ( Gv 8,12). Ripete: "Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me" (Gv 14,1).
La radice della nostra cecità sta nel peccato, il quale ci impedisce di vedere Gesù e di credere autenticamente in Lui. Il tempo quaresimale è il tempo nel quale dobbiamo chiederci in modo del tutto particolare: quali sono le nostre resistenze e chiusure nei riguardi di Gesù? La luce della fede in Lui illumina le nostre scelte di ogni giorno? La salvezza o la rovina dell’uomo si gioca di fronte a Cristo. La decisione di accettarlo o di rifiutarlo è nel segreto del nostro cuore.
Meditazione tratta da: confraternita-sgbg.it
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

7 commenti:

  1. Fratello in Cristo , il mio desiderio è di amare Gesù Cristo sempre , e pregare insieme affinché i nostri occhi e le nostre anime siano lavate e purificate dal Prezioso Sangue di Gesù Cristo . Affidiamo a LUI tutte le persone che si sono allontanati dal Suo Amore . Sia sempre Lodato Gesù Cristo

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    1. Cara Sabrina, è una gioia condividere il tuo amore per Cristo!
      Se Dio vorrà, presto potremo dar vita a un gruppo di preghiera la cui missione sarà proprio quella di pregare per la salvezza delle anime dei vivi e dei defunti.
      Come il cieco nato di questo Vangelo di Giovanni, anche noi siamo coloro che scandalizzano per il Cristo, senza alcun timore, mettendo in gioco la nostra natura di figli che hanno accolto Dio. Non c'è un minuto da perdere, la pazzia (d'amore) è contagiosa...

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  2. Stare con Gesù ,per me significa vivere con semplicità la mia giornata .cercando di svolgere ogni azione con il cuore rivolto a Gesù cosi il Suo grande Amore è sempre presente , ringraziare DIO Padre per i Suoi Doni ,ringraziare per i fratelli e sorelle in Cristo che con gioia condivido L'amore di Gesù .pregare , amare ,lavorare, benedire ,ascoltare, soffrire con chi soffre, AMARE e solo AMARE con Gesù e Maria .

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    1. Questo mondo, più ricco di quanto crediamo, si regge grazie al FIAT! di tante anime come la tua.

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  3. Fratello in Cristo , sono convinta che ogni gesto d' amore è lo Spirito Santo che opera in me tutte le volte che apro il cuore a LUI , poiché io conosco Sabrina e se dovesse solo confidare in se stessa tutto ciò non sarebbe possibile. HO nel cuore la parola di Gesù ,di pregare sempre ,chiedere a Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo il dono dello Spirito Santo . Caro fratello in Cristo preghiamo Gesù e Maria sempre per la salvezza delle anime ,e un giorno avere la grazia di contemplare in eterno i LORO VOLTI .DIO ci benedica .

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    1. Dal trattato "L'orazione" di Tertulliano, sacerdote
      [...] Quello che richiede il Signore, l'insegna il vangelo: « È giunto il momento, ed è questo in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità » (Gv 4, 23-24 )
      Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita, ostia che egli richiese e si provvide.
      Questa vittima (si riferisce alla preghiera), dedicata con tutto il cuore, nutrita dalla fede, custodita dalla verità, integra per innocenza, monda per castità, coronata dalla carità, dobbiamo accompagnare all'altare di Dio con il decoro delle opere buone tra salmi e inni, ed essa ci impetrerà tutto da Dio.
      Che cosa infatti negherà Dio alla preghiera che procede dallo spirito e dalla verità, egli che così l'ha voluta? Quante prove della sua efficacia leggiamo, sentiamo e crediamo!
      [...] Solo la preghiera vince Dio (intesa: la preghiera d'amore). Ma Cristo non volle che fosse causa di male e le conferì ogni potere di bene.
      [...] Ma c'è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell'orazione. Ecco, questo: che il Signore stesso ha pregato.
      A lui sia onore `e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

      Testo integrale qui:
      http://www.vatican.va/spirit/documents/spirit_20010322_tertulliano_it.html

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  4. Fratello in Cristo, io piccola creatura di Dio, amo Gesù tanto voglio lodarlo, benedirlo e ringraziarlo. Solo LUI può donarci gioia e amore , Lui ci libera da ogni tipo di lebbra LUI solo ci dona una gioia immensa nel profondo dell' anima. Voglio ringraziare Maria per averci donato Suo Figlio ,umilmente affido a Lei mio marito, le mie figlie tutte le persone che incontro lungo il mio cammino. Benedici anima mia il Signore solo TU sei Santo, Sei meraviglioso degno di ogni lode. Grazie anche a te fratello in Cristo.

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