Image Cross Fader Redux /* BOX POP UP PAPA FRANCESCO INIZIO */ /* BOX POP UP PAPA FRANCESCO FINE */
Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 27 ottobre 2013: Vangelo di Luca (18,9-14) con meditazione

Vangelo della XXX Domenica T.O. - Anno C
"Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato"
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».


"O Dio, abbi pietà di me peccatore"
“Signore, tendi l'orecchio, rispondimi, perché io sono povero e infelice” (Sal 86,1). Egli non tende l’orecchio al ricco, lo tende piuttosto al misero e al povero, cioè all'umile e a colui che si confessa; a chi ha bisogno di misericordia e non a chi è sazio e si vanta orgoglioso come se non gli mancasse nulla e dice: “Ti ringrazio perché non sono come questo pubblicano”. Quel ricco fariseo vantava infatti i suoi meriti; il misero pubblicano confessava i suoi peccati.… 
I possidenti che non insuperbiscono, in Dio sono poveri; e ai poveri, ai miseri, ai bisognosi Dio tende il suo orecchio. Sanno infatti che la loro speranza non è nell'oro e nell'argento e neppure nelle altre cose di cui sembrano abbondare nel tempo. … Comunque, se uno con tali sentimenti disprezza in se stesso tutto quello di cui la superbia suole gonfiarsi, è un povero di Dio, e a lui Dio tende l'orecchio, perché sa che il suo cuore è umile.…
Imparate dunque ad essere poveri ed indigenti: sia che possediate qualcosa in questo mondo sia che non ne possediate. Puoi trovare, infatti, anche dei mendicanti superbi, come puoi trovare umile un uomo pieno di ricchezze. Dio si oppone ai superbi, tanto se vestiti di seta quanto se coperti di stracci; agli umili invece fa grazia (Gc 4,6; Pr 3,34), sia che posseggano ricchezze in questo secolo sia che non ne posseggano. Dio guarda nell'intimo; ivi pesa, ivi scruta. Tu non vedi la bilancia di Dio ma con essa è pesato il tuo pensiero. … Getta lontano da te tutto quanto ti sta intorno e in cui potresti riporre la tua speranza. Tutta la tua speranza sia Dio: sentiti bisognoso di lui, per essere da lui ricolmato.
Sant'Agostino (354-430), Vescovo d'Ippona e Dottore della Chiesa 
-----------------------------------------------------------

"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

Nessun commento:

Posta un commento