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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Vangelo della domenica con meditazione - 14 luglio 2013: Luca 10,25-37

XV Domenica del tempo ordinario - Anno C
"Va' e anche tu fa' lo stesso"
Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?».
Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso».
E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?».
Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione.
Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?».
Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui».
Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».


MEDITA

Al dottore della legge che vuole fare sfoggio della sua preparazione teologica con una domanda da catechismo ("quale il primo dei comandamenti?") e avendo ricevuto una risposta altrettanto teorica, Gesù spiega con una parola a tinte forti, provocatoria, su quale livello occorre mettesi per capire il Vangelo.
"Chi è il prossimo?" - chiede il dottore della legge - domanda assurda? No, allora come oggi, gli uomini sono ben disposti ad amare chi ti ama, ad aiutare gli amici, ignorando gli antipatici o i rompiscatole.
La terribile descrizione che la parabola fa del sacerdote e del levita che vedono il ferito e tirano dritti sono una chiara e inequivocabile accusa a noi, quando, pur frequentando il tempio e servendo l'altare di Dio, vediamo e tiriamo dritto. Invece il gesto semplice, tenero, pieno di compassione del Samaritano, nemico storico degli ebrei, definito "cane" dal perbenismo giudaico, è la rivelazione del gesto d'amore.

Siano benedetti, veramente, tutti quei gesti che, compiuti nella compassione e nella solidarietà, lontani da sdolcinate commiserazioni, diventano concreta condivisione, olio e vino versato sulle mille ferite prodotte da questo nostro mondo folle. Nonostante gli errori, le lentezze, le fatiche della Chiesa, è straordinario vedere che là dove c'è sofferenza, spesse volte c'è un cristiano disposto a farsi prossimo.
Ma niente mani al portafogli, per carità! Qui occorre mettere mano al cuore. Un cuore cambiato dal Cristo, Lui per primo samaritano che fascia le nostre ferite e ci riempie di consolazione.
E cito, a tal proposito, la bellissima frase che un pellegrino del medioevo ha inciso su di una pietra al caravanserraglio tra Gerusalemme e Gerico: "Se persino sacerdoti e leviti passano oltre la tua angoscia, sappi che il Cristo è il buon Samaritano, che avrà sempre compassione di te e nell'ora della tua morte ti porterà nella locanda eterna".

Allora, la lunga parabola di Gesù, porta il nostro bravo maestro della legge (e anche noi?) ad una sconcertante provocazione: "Non chiederti dalla tua comoda poltrona: Chi è il mio prossimo? Chiediti, anche se ti spaventa e ti fa più male: Di chi mi sono fatto prossimo?, a chi sono stato vicino?".

Tu ti sei fatto prossimo ad ogni uomo e come un buon Samaritano versi sulle piaghe ferite dell'umanità l'olio della consolazione e il vino della speranza, Dio benedetto nei secoli!.

Paolo Curtaz
Si ringrazia per la meditazione: www.qumran2.net
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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