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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Significato della consacrazione a Maria

Don Gabriele Amorth ci propone alcune riflessioni per comprendere il significato della CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA.
È un atto denso e impegnativo, che sempre più ha avuto risalto nella vita dei fedeli e nella vita stessa della Chiesa. Ma attenzione ad un fatto molto importante: di sua natura la consacrazione non è un atto fine a sé stesso, ma è un impegno che va vissuto giorno per giorno. Diceva Pio XII° nel 1946, pochi anni dopo aver fatto la prima consacrazione del mondo nel 1942: “Per raccogliere frutti abbondanti e duraturi dalla consacrazione a Maria, occorre intenderne il senso vero, comprenderne tutta la portata, assumerne lealmente tutti gli impegni". A tale scopo vi propongo sei punti di riflessione.

I° - II primo motivo che ci fa comprendere l’importanza della consacrazione a Maria è l’esempio di Dio Padre, che ci ha dato Gesù per mezzo di Maria, affidandolo a lei. Ne consegue che la consacrazione è riconoscere la divina maternità di Maria e affidarci a lei, come a lei si è affidato Gesù: da lei nato e cresciuto sotto la sua guida. Consacrarsi a Maria è allora imitare l’esempio di Gesù che si è affidato a lei. Possiamo dire con verità che Gesù è il primo consacrato a Maria.

II° - La consacrazione a Maria è un mezzo per farci vivere in pienezza la nostra prima consacrazione a Dio, che è quella battesimale. È perciò un impegno a vivere con fedeltà i voti battesimali. E poiché Maria vive tutta per Gesù e porta tutti a Gesù, la consacrazione a Maria tende a unirci più intimamente al Redentore, fino a poter dire con S. Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me".

III° - La consacrazione è un impegno a imitare Maria che non è solo la Madre del Signore, ma ne è anche la più fedele discepola, colei che ha detto sempre di sì a Dio, senza condizioni. È perciò un impegno a imitare, col suo aiuto, le sue virtù. In particolare lei è l’Immacolata, e questo ci impegna nella lotta contro il peccato. Lei è l’umilissima serva del Signore, e quindi ci impegna a combattere contro il nostro orgoglio. Lei è ubbidientissima a Dio e così ci incoraggia a ricercare e fare in tutto la volontà di Dio. Alla sua scuola, ossia ubbidendo a lei, siamo certi di ubbidire a Dio.

IV° - Consacrarsi è accogliere Maria nella nostra vita, dietro l’esempio di Giovanni a cui Gesù disse dalla Croce: Ecco tua madre. E Giovanni ha compiuto un gesto di accoglienza che è molto esemplare per noi. Il testo greco, eis ta idia, viene tradotto in vari modi: l’accolse tra i suoi beni spirituali, l’accolse nella sua casa. Mi piace la traduzione scelta dall’attuale Pontefice, Benedetto XVI, quando pronunciò l’omelia durante il funerale di Giovanni Paolo II. Ha preferito la traduzione: l’accolse nell’intimo del suo essere. Fare tutto con Maria , per mezzo di Maria, in Maria, per Maria. Da parte sua Maria ha preso molto sul serio la sua maternità su di noi: ci tratta come figli, ci ama come figli, ci educa come figli, provvede a tutto come a figli. A noi spetta – ed è uno dei fini della consacrazione ; riconoscere questa maternità spirituale, accogliere Maria nella nostra vita, essere docili a lei per rendere operante la sua presenza e la sua azione materna su di noi, mentre non si stanca di ripeterci, come ai servi delle nozze di Cana, “Fate quello che Egli vi dirà “.

V° - Non si può accogliere Maria se non si accolgono anche i fratelli, che sono tutti figli di Maria. È attuale il comandamento nuovo di Gesù: amatevi come io vi ho amati;. È essenziale e non ammette esclusioni. Aggiungo che certe frasi diffuse, come: credo in Dio, ma non credo nei preti, ossia non credo nella Chiesa” non hanno senso soprattutto se si è consacrati a Maria, che è Madre della Chiesa.

VI° - E non può mancare un pensiero conclusivo: ci consacriamo a Maria anche perché confidiamo nella sua potente intercessione. Abbiamo bisogno di tutto, e Maria è la mediatrice di tutte le grazie. Dio l’hà resa così grande, così potente, a nostro vantaggio. Ci dice il Concilio Vaticano II° che Maria, assunta in cielo, continua la sua opera materna su di noi, fino a vederci sicuri in cielo. Noi ci raccomandiamo a Maria in tutte le nostre necessità, ma soprattutto perché preghi per noi “adesso e nell’ora della nostra morte”: sono i due momenti principali della vita.

Termino con un pensiero che Giovanni XXIII° espresse in occasione della consacrazione dell’Italia, nel 1959: “La Vergine santa non viene ed opera che per il Figlio suo. Per cui una consacrazione a lei significa consacrazione fervente, irrevocabile, generosa al Divin Salvatore, alla sua legge, alla sua Chiesa”.

Fonte: blog.studenti.it

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