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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Meno male che i (cattolici) radicali criticano Papa Francesco. Siamo ancora sulla buona strada

Bisogna essere grati della franchezza all’Associazione Luca Coscioni. Da quando Francesco è stato eletto Papa, i media laicisti hanno fatto a gara per “arruolarlo”, attribuendogli le cose più incredibili, da sostenitore della teologia della liberazione a ostile alla tradizione e favorevole ad aperture sul piano dei comportamenti personali; trasferendo su di lui aspettative ideologiche quasi mai in linea con la realtà.

LA MUSICA NON CAMBIA.
I radicali sono più seri. Nella loro newsletter invitano a disilludersi «chi si illude che con il papa argentino cambi la musica sui temi bioetici». Richiamano passaggi del libro Sobre cielo y tierra, scritto dal cardinale Bergoglio nel 2011: «Eutanasia è uccidere», «abortire vuol dire uccidere qualcuno che non può difendersi», le nozze gay sono «il segno dell’invidia del diavolo, che cerca di distruggere l’immagine di Dio»; il culmine dello scandalo è quando Bergoglio teorizza limiti perfino per «la ricerca scientifica», evocando Frankenstein. L’Associazione Coscioni aggiunge che «per fortuna il mondo va avanti», e cita a conforto l’impegno di Obama per le nozze omosessuali e il registro dei testamenti biologici istituito a Napoli.

CONFORTO RADICALE.
Una delle regole degli Esercizi spirituali di sant’Ignazio è l’agere contra: quando «il nemico della natura umana» suggerisce certi comportamenti bisogna fare esattamente il contrario, e se lo stesso “nemico” censura la rotta che seguiamo vuol dire che siamo sulla buona strada. Se dunque i radicali titolano queste considerazioni con un “Habemus papam atque diabolum”, c’è da stare tranquilli. L’importante è non confondere inferno e paradiso e ridare alle cose il loro vero nome; quando Francesco, discepolo di Ignazio, stringe fra le braccia il giorno di Pasqua un bambino gravemente malformato e lo fa sentire la persona più importante al mondo, può restare confuso solo chi sceglie di esserlo.

Di Alfredo Mantovano
Da www.tempi.it del 7 aprile 2013
Nella newsletter i radicali invitano a disilludersi «chi si illude che con il papa argentino cambi la musica sui temi bioetici».

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