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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 27 gennaio 2013: dal Vangelo secondo Luca (1,1-4; 4,14-21)

III domenica del Tempo Ordinario - Anno C
"Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”
Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teofilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.
Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.


COMMENTO
La Liturgia odierna offre alla nostra considerazione un brano del Vangelo di Luca che, omettendo circa quattro capitoli, congiunge il prologo e l’episodio di Gesù nella sinagoga di Nazaret che legge un testo del profeta Isaia ed afferma che esso si è realizzato in lui.
Nel prologo Luca precisa la finalità per la quale ha scritto il suo Vangelo “ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato”. Non essendo stato discepolo di Gesù e quindi testimone oculare, egli attinge a fonti scritte ed a fonti orali. Tra le fonti scritte vi è anche il Vangelo di Marco. Luca si presenta quindi come l’attento storico, preoccupato di assicurarsi della solidità delle fonti e di esserne un fedele trasmettitore. Dedica il Vangelo ad un certo illustre Teofilo, che, come avviene in altre opere profane, deve essere considerato un personaggio storico di grande rilievo. Questa dedica, però, ad un solo personaggio non significa, secondo il costume dell’epoca, che il Vangelo sia destinato a lui soltanto. Luca intende far conoscere ai cristiani provenienti dal paganesimo “la solidità degli insegnamenti” nei quali erano stati istruiti.
Al prologo la Liturgia fa seguire la predica di Gesù nella sinagoga di Nazaret. Egli è ritornato in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffonde in tutta la regione. Insegna nelle sinagoghe e tutti ne fanno grandi lodi. Si reca a Nazaret, dove era stato allevato; entra di sabato nella sinagoga e si alza a leggere. Si avvale di un diritto riconosciuto ad ogni ebreo maschio adulto, quello di fare la lettura di un brano della Scrittura.
Il testo che Gesù legge è ripreso dal profeta Isaia. Esso si riferisce alla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù babilonese. Ma Gesù, con la meraviglia degli ascoltatori, lo applica a se stesso. Infatti, terminata la lettura e riconsegnato il rotolo all’inserviente, messosi a sedere afferma: “ Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. Ponendo l’accento sull’ “Oggi” su qualcosa che comincia subito, Gesù dichiara che in lui è arrivata l’era di remissione, di liberazione: il tempo della benevolenza divina. Egli porta nel tempo degli uomini la misericordia, la bontà di Dio. Egli stesso è la benevolenza, la grazia di Dio. L’era messianica è iniziata. Gesù è il messaggero unto di Spirito per annunziare il tempo della salvezza. Non si deve attendere più nulla. L’evangelista Luca tratteggerà la figura di Gesù dal profilo dell’amore che perdona, della bontà che accoglie il peccatore.
Nel disegno di Dio quello che precede Gesù è in vista di lui, ne è la preparazione, l’attesa. In Lui le promesse si sono realizzate. La grazia del Signore, la liberazione dell’uomo in Lui diventa realtà concreta.
Ma l’ “Oggi” di Gesù è entrato nella storia, è intramontabile; è per tutti gli uomini. Il tempo presente di ogni uomo è come luogo privilegiato della venuta del Signore. La Parola di liberazione, di salvezza cammina nella storia di ogni uomo. L’ Oggi” di Gesù salvatore si realizza in modo particolare nel mistero eucaristico.
All’annunzio dell’ “Oggi” della salvezza deve corrispondere la nostra adesione nella vita. L’ “Oggi” di Gesù deve interessare e toccare effettivamente le nostre decisioni giornaliere.

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
(dal Salmo 18)

Si ringrazia la fonte: www.odigitria.it

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