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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Lunedì 24 dicembre 2012: dal Vangelo secondo Luca (2,1-14)

Solennità del Natale del Signore: Messa di Mezzanotte

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».


COMMENTO
Fin dall’inizio della vita del Salvatore l’esperienza che Gesù vive è quella di colui che viene nel mondo per salvarci, ma il mondo non lo accoglie (Gv 1,11). Non c’è posto per Lui, né attenzione da parte del mondo dei forti e dei potenti. Ma se il mondo materiale rifiuta di rendere gloria al Re ed al Signore dell’universo, ecco che il mondo spirituale si mobilita: il cielo si apre e gli angeli scendono a lodare!
Anche nel momento più tragico della sua vita, quando si sentirà abbandonato anche dai più fidati, nell’orto degli ulivi, Gesù verrà confortato da un angelo (Lc 22,42).
Strana similitudine, che ci aiuta a guardare al Natale con maggiore verità. Oggi Gesù nasce e si riconosce nei tuguri delle favelas delle enormi periferie disperate dell’America latina.
Il presepe più autentico è quello delle case dove si ha freddo, dove c’è poco da mangiare, dove si cerca di volersi bene condividendo il poco che c’è.
Il Natale è una festa di gioia: l’angelo dice ai pastori: “vi annuncio una grande gioia”, è una gioia nutrita di speranza. È la gioia serena e seria di chi non finge di non vedere la sofferenza presente, ma sa che con la venuta di Cristo nel mondo l’umanità ha l’aiuto e la forza per costruire un futuro di bene.

Oggi è nato per noi il Salvatore!
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
(dal Salmo 95)

Si ringrazia la fonte: www.cattedraleweb.it