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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Indulgenza Plenaria nella Festa della Divina Misericordia

La Festa della Divina Misericordia: inestimabile dono di Cristo.
E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia.
Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a Suor Faustina a Płock nel 1931, quando le comunicò la sua volontà per l'esecuzione del quadro: «Io desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la Festa della Misericordia» (D.49).

Si concede l'Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio... (segue a fine post)

Negli anni successivi, Gesù tornò a fare questa richiesta in altre apparizioni, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie a essa legate.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la Festa della Misericordia, cosa che notò anche Suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (D. 89). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.

Gesù spiegò così a Suor Faustina perché gli chiedesse l'istituzione della festa: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre» (D. 965) e perfino come desiderava che fosse celebrata:
1. che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
2. che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina (D. 570) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
Infatti, fu ancora Gesù: «Sì, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta» (D. 742).

La grandezza di questa festa è dimostrata dalla promessa di Gesù:
«In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (D.300).
Quindi, una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia, è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi.
E' essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece, nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo. E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia.
La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.
Ma Gesù non volle limitare la sua generosità solo a questa grazia, poiché disse anche: «riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia», poiché‚ «in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (D. 699).

L'incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:
a) tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa della Divina Misericordia;
b) in quel giorno Gesù vuole regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia a intere comunità;
c) le grazie e i benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, purché siano chieste con grande fiducia.

Questa ricchezza di grazie non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.


Perciò con provvida sensibilità pastorale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, per imprimere profondamente nell'animo dei fedeli questi precetti ed insegnamenti della fede cristiana, mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione di "Domenica della Divina Misericordia" (Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decr. Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Per far sì che i fedeli vivano con intensa pietà questa celebrazione, lo stesso Sommo Pontefice ha stabilito che la predetta Domenica sia arricchita dell'Indulgenza Plenaria, affinché i fedeli possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo e, ottenuto il perdono di Dio, siano a loro volta indotti a perdonare prontamente i fratelli.
Così i fedeli osserveranno più perfettamente lo spirito del Vangelo, accogliendo in sé il rinnovamento illustrato e introdotto dal Concilio Ecumenico Vaticano II: «I cristiani, ricordando le parole del Signore: 'da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri' (Gv 13, 35), niente possono desiderare più ardentemente che servire con sempre maggiore generosità ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo... Il Padre vuole che noi riconosciamo ed efficacemente amiamo in tutti gli uomini Cristo fratello, tanto con la parola che con l'azione» (Cost. past. Gaudium et spes, 93).

Il Sommo Pontefice pertanto, animato da ardente desiderio di favorire al massimo nel popolo cristiano questi sensi di pietà verso la Divina Misericordia, a motivo dei ricchissimi frutti spirituali che da ciò si possono sperare, nell'Udienza concessa il giorno 13 giugno 2002 ai sottoscritti Responsabili della Penitenzieria Apostolica, si è degnato di largire Indulgenze nei termini che seguono:
Si concede l'Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»).

Inoltre i naviganti, che compiono il loro dovere nell'immensa distesa del mare; gli innumerevoli fratelli, che i disastri della guerra, le vicende politiche, l'inclemenza dei luoghi ed altre cause del genere, hanno allontanato dal suolo patrio; gli infermi e coloro che li assistono e tutti coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa o svolgono un'attività non differibile a vantaggio della comunità, potranno conseguire l'Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, se con totale detestazione di qualunque peccato, come è stato detto sopra, e con l'intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni, reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso, il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»). Se neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere l'Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l'intenzione dell'animo a coloro che praticano nel modo ordinario l'opera prescritta per l'Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità e gli incomodi della propria vita, avendo anch'essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre condizioni prescritte per l'acquisto dell'Indulgenza plenaria.
Si concede l'Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate.


Importanza dell'Indulgenza Plenaria.

“E’ dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene inflitte dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in terra, con i dolori, le miserie, e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà, [in Purgatorio], anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. …” [PARTE Ia N. 2]

“E’ da considerare che tutti gli uomini peregrinanti sulla terra ogni giorno commettono peccati almeno leggeri; di modo che tutti hanno bisogno della misericordia di Dio per essere liberati dalle conseguenze penali dei peccati. …” [PARTE Ia N. 3]

“L’Unigenito Figlio di Dio, infatti, ha procurato un tesoro alla Chiesa militante.
Si sa che di questo tesoro costituiscono un accrescimento ulteriore anche i meriti della Beata Madre di Dio e di tutti gli eletti e lo ha affidato al beato Pietro, clavigero del cielo e ai successori di lui, suoi vicari in terra, perché lo dispensassero salutarmente ai fedeli e, per ragionevoli cause, lo applicassero misericordiosamente a quanti si erano pentiti e avevano confessato i loro peccati, talvolta rimettendo in maniera totale [indulgenza plenaria], e tal altra in maniera parziale [indulgenza parziale], la pena temporale dovuta per i peccati”. [Parte Ia N. 7]

“Detta remissione di pena temporale dovuta per i peccati, già rimessi per quanto riguarda la colpa [con la Confessione], con termine proprio è stata chiamata “indulgenza”.
La Chiesa.. con intervento autoritativo dispensa al fedele, debitamente disposto, il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi in ordine alla remissione della pena temporale.
Il fine… è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle giovano all'incremento della fede e al bene comune”. [Parte Ia N. 8]

§ 1. E’ capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine delle opere prescritte.
§ 2. Per lucrare di fatto le indulgenze, il soggetto capace [il fedele], deve avere almeno l’intenzione di acquistarle e adempiere le opere ingiunte nel tempo stabilito e nel modo dovuto, a tenore della concessione. [C.D.C. CAN. 996]

“L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto la pena temporale dovuta per i peccati”. [C.D.C. CAN. 993]

“Ogni fedele può lucrare per se stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie”. [C.D.C. CAN. 994]


Indulgenza Plenaria: quando e come.

PENTECOSTE:
Con la recita pubblica del Veni Creator Spiritus
CORPUS DOMINI:
Con la preghiera del Tantum ergo [Adoriamo il Sacramento], recitata piamente e pubblicamente nella azione liturgica di questa solennità.
SACRO CUORE DI GESU’:
Con L’Atto di riparazione al Sacro cuore di Gesù: Gesù dolcissimo, il cui immenso amore…recitato pubblicamente in questa solennità. (26)
2 AGOSTO: IL PERDONO D’ASSISI:
Dal mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente (1), si può lucrare una volta sola (nel giorno) l’indulgenza plenaria.
(1) = Oppure, con il consenso dell’Ordinario, nella Domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della Domenica), si può lucrare una volta sola [nel giorno], l’indulgenza Plenaria.
Opera prescritta: Visita alla chiesa parrocchiale, recitando Il Padre Nostro e il Credo.
Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa - Distacco dal peccato anche veniale.
2 NOVEMBRE:
[Indulgenza applicabile solo per i defunti] Dal mezzogiorno del giorno 1 (Festa di tutti i Santi), fino alla mezzanotte del giorno due.
Opera prescritta: Visita alla chiesa parrocchiale, recitando Il Padre Nostro e il Credo; oppure si può lucrare
come scritto qui sotto, dall’ 1-8 Novembre facendo visita in cimitero.
Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa – Distacco dal peccato anche veniale.
Nelle chiese parrocchiali,  si può lucrare inoltre [oltre a quella del 2 Novembre], l’indulgenza plenaria altre due volte nell’anno, cioè: - nella festa del Santo titolare - e il 2 Agosto in cui ricorre la Porziuncola [Perdono d’Assisi].
1 – 8 NOVEMBRE FACENDO VISITA AL CIMITERO:

Applicate le condizioni richieste: Confessione – Comunione – Preghiera per il Papa – Distacco dal peccato anche veniale.
“I fedeli che fanno visitano il cimitero e pregano, anche solo mentalmente per i defunti, possono lucrare, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria”.
SOLENNITA’ DI CRISTO RE:
Con l’atto di Consacrazione del Genere umano a Cristo Re: "O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano..." fatto pubblicamente. (27) [Indulgenza applicabile solo ai defunti!].
31 DICEMBRE:
Con l’inno Te Deum recitato o cantato pubblicamente.
1° GENNAIO:
Con l’invocazione pubblica dello Spirito Santo con il Veni Creator Spiritus.
OGNI VENERDI’ DI QUARESIMA:
Con la recita della preghiera: "Eccomi, o mio amato e buon Gesù..." (22)
GIOVEDI’ SANTO:
Con la recita pubblica, fatta con fede, del Tantum ergo [Adoriamo il Sacramento]
VENERDI’ SANTO:
Nella solenne azione liturgica: quando il fedele partecipa devotamente all’adorazione della Croce e la bacia. (17)
VEGLIA PASQUALE:
Con la rinnovazione delle Promesse Battesimali, fatta con qualsiasi formula.
FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA:
Gesù a suor Faustina Kowalska promette la piena remissione delle colpe e delle pene per chi in quel giorno si confessa e si comunica.


Indulgenza Plenaria: quando e come (occasioni particolari).

PRIMA COMUNIONE:
Si concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che si accostano per la prima volta alla S. Comunione o che assistono alla pia cerimonia della prima Comunione.(42)
NELL’ANNIVERSARIO DEL PROPRIO BATTESIMO:
Rinnovando le promesse battesimali con qualsiasi formula. (70)
NELLA FESTA DEL SANTO TITOLARE:
Facendo visita alla chiesa parrocchiale e recitando le preghiere prescritte…
PRIMA MESSA DEI SACERDOTI:
Per il Sacerdote Celebrante e per i fedeli che devotamente assistono alla medesima Messa. (43)
NELLE CELEBRAZIONI GIUBILARI DELL’ORDINAZIONE SACERDOTALE 25°, 50°, 60°:
Per il Sacerdote e se viene celebrato solennemente i fedeli che assistono a questa S. Messa, possono acquistare anche loro l’indulgenza plenaria. (49)
USO DEGLI OGGETTI DI PIETA’ (35):
Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (Crocifisso o Croce, corona, scapolare, medaglia) benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, possono acquistare anche l’indulgenza plenaria nella festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo però la Professione di Fede con qualsiasi legittima formula.
ESERCIZI SPIRITUALI:
Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che partecipa agli Esercizi Spirituali almeno per tre giorni interi. (25)
ALLA BENEDIZIONE PAPALE:
Si concede l’indulgenza plenaria al fedele che piamente e devotamente riceve sia pure via radio e televisione la Benedizione impartita dal Sommo Pontefice “urbi et orbi” [alla città e al mondo]. (12)
IN PUNTO DI MORTE [IND.D. N.18]:
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un Sacerdote che gli amministri i Sacramenti e gli impartisca la Benedizione Apostolica con l’annessa indulgenza plenaria, la Santa Madre Chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto, e abbia recitato durante la vita qualche preghiera.
Per l’acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del Crocifisso o della Croce.
Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria. (28)


Indulgenza Plenaria: quando e come (quelle di ogni giorno).

ADORAZIONE DEL SS. SACRAMENTO PER ALMENO MEZZORA (N.3)
LA RECITA DEL S. ROSARIO (N.48):
Si concede l’indulgenza plenaria se la recita del Rosario si fa in chiesa pubblico oratorio, oppure in famiglia, in una Comunità religiosa, in una pia associazione .
Per l’indulgenza plenaria si stabiliscono queste norme:
1. E’ sufficiente la recita della sola quarta parte del Rosario; ma le cinque decadi devono recitarsi senza interruzione.
2. Alla preghiera vocale si deve aggiungere la pia meditazione dei misteri (enunziandoli secondo l’approvata consuetudine vigente).
LETTURA DELLA SACRA BIBBIA ALMENO PER MEZZORA (N. 50)
ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS  (N.73)
Per l’acquisto della indulgenza plenaria, valgono le seguenti norme:
1.  Il pio esercizio deve essere compiuto dinanzi alle stazioni della Via Crucis legittimamente erette.
2 . Per il compimento del pio esercizio si richiede soltanto una meditazione della Passione e Morte del Signore, senza che occorra fare una particolare considerazione sui singoli misteri delle stazioni.
3 . Occorre spostarsi da una stazione all’altra. Se il pio esercizio si compie pubblicamente e il movimento di tutti i presenti non può farsi con ordine, basta che si rechi alle singole stazioni almeno chi dirige…
4 . I fedeli… legittimamente impediti, potranno acquistare la medesima indulgenza dedicando alla pia lettura e meditazione della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo un certo spazio di tempo, ad esempio un quarto d’ora.
OFFERTA QUOTIDIANA DEL LAVORO DELLA GIORNATA
Il cuore generoso del Santo Padre Giovanni XXIII trovò il farmaco per evitare le sofferenze del purgatorio concedendo l’Indulgenza plenaria quotidiana a quanti vivono i propri doveri e sopportano croci di ogni giorno per amore di Gesù.
Occorre inoltre recitare il Credo, il Padre nostro e una preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice. Ricordiamo la S. Comunione e la Confessione, quest'ultima è sufficiente farla negli otto giorni.


Condizioni necessarie (sempre).

Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere sempre queste condizioni:
- Confessione Sacramentale.
- Comunione Eucaristica.
- Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
- Esclusione da qualsiasi affetto al peccato anche veniale.
Se manca la piena disposizione o non sono poste le predette queste condizioni,  l’indulgenza è parziale…” [Parte IIa n.7]

L'opera indulgenziata.
E’ stabilita dalla Chiesa e va compiuta nel tempo e nel modo richiesto; può essere una Visita ad una chiesa con relativa preghiera da fare (Pater e Credo) (Es. Perdono d’Assisi ), o è legata ad una determinata Preghiera (Es. Veni Creator, Eccomi o mio amato e buon Gesù..), o ad un’ “opera” (Es. Esercizi Spirituali, Prima Comunione, uso di un oggetto benedetto…)

La Confessione.
“Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta”. [Parte IIa N. 8]
“Con una sola Confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie…”
[Parte IIa N.9]

La Comunione Sacramentale.
“E’ conveniente che la Comunione sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l’opera”. [Parte IIa N.8]
“Con una sola Comunione Eucaristica si può lucrare una sola indulgenza plenaria”.
[Parte IIa N. 9]

Preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
“E’ conveniente che la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l’opera”. [Parte IIa N. 8]
“Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice si può lucrare una sola indulgenza plenaria”. [Parte IIa N.9]
“Si adempie pienamente la condizione della preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Pater ed un’Ave; è lasciata tuttavia libertà ai singoli fedeli di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il Romano Pontefice”. [Parte IIa N.10]

DOCUMENTO: “INDULGENTIARUM DOCTRINA”
Costituzione Apostolica di S.S. Paolo VI 1 Gennaio 1967 [IND. D.]
DOCUMENTO: “ENCHIRIDION INDULGENTIARUM” [ENCH.IND.]
[Manuale delle Indulgenze Norme e concessioni] Sacra Penitenzieria Apostolica 29.06.1968 Tipografia poliglotta Vaticana.
NB. Il numero alla fine delle indulgenze citate, corrisponde al numero della indulgenza.
Concessa, come è nel MANUALE DELLE INDULGENZE CODICE DI DIRITTO CANONICO Can. 992 - 997.

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