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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Quel piatto di pasta... (storia vera)

Trovai questo foglietto davanti al mio negozio verso la fine dell'inverno 2009-2010, al termine di due intere giornate di pioggia battente. L'avevo notato di passaggio, bagnato, ormai sporco, calpestato dai passanti, come uno dei tanti foglietti che il vento trasporta. Immaginai che si sarebbe disfatto per via dell'acqua, ma non fu così. Lo avevo allontanato più volte con i piedi, ma ogni volta, inspiegabilmente, "riappariva" davanti all'ingresso del negozio. Pensavo: "Che strano, è ancora qui davanti."
Non avevo ancora letto quel che vi era scritto, finché non lo trovai girato: il vento forte che seguì alla pioggia lo aveva asciugato, rendendolo più leggero. Infine mi soffermai, ormai incuriosito, a leggervi quelle parole che mi turbarono profondamente...
Abbandonai ancora lì per terra quel messaggio. Stranamente, nei due o tre giorni successivi il vento, eppure impetuoso, non lo trascinò via, e io non riuscivo più a ignorarlo. Era sempre lì, ora un pò in disparte, come una presenza discreta, umile, che mi attraeva. Pareva dicesse al mio io: "Sono ancora qui, non ignorarmi..." Non potei non sollevarlo ancora, e rileggerlo.
Cominciai a immaginarmi quello che l'aveva scritto: una figura magra, con la barba lunga e gli occhi spenti, come tanti diseredati, quasi certamente alcoolizzato, sporco. Dissi dentro di me: "Le suore... come ai vecchi tempi. Che bello". Pensavo alle suore "Figlie della Carità" di Pontassieve, le suore di San Vincenzo de' Paoli. Mi chiesi anche se quella povera figura fosse andato dal medico, mentre riflettevo: "Lui ha un problema che io non ho, forse ha decine di problemi che io non ho. Chissà quante situazioni come questa ci sono al mondo." Sentivo di amarlo, mentre provavo compassione per lui. Conservo ancora quel foglietto.
Caro lettore, forse questo foglietto può suggerirti qualcosa di più profondo, che io non dico. Forse sei tornato a rileggerlo, a cercare in profondità quel che hai già in te, nella tua coscienza.
La storia che ho raccontato è proprio vera. L'ho pubblicata perché ognuno possa leggere nel proprio cuore questo messaggio che non è soltanto per me, appartiene a tutti.
Siamo tutti figli suoi, siamo tutti fratelli. Non dubitare assolutamente di questo, abbi solo FEDE e AMORE, chiedi a Lei, alla Madonnina.
Aiutiamo almeno con la preghiera i fratelli diseredati, e se possibile, anche con le opere, ma soprattutto, con il conforto dell'amore.
Facciamo la carità dell'amore, ci vuole così poco. La preghiera d'amore ottiene tutto ciò che può far loro molto, molto bene, e la Madonnina si compiace dei figli che le aprono il cuore... Viva Gesù e Maria.

Teófilo

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