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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

S. Benedetto, la vita in breve

S. Benedetto: Norcia, 480 circa – Montecassino, 21 marzo 547, (Memoria, 11 luglio). Padre del monachesimo d'occidente, è Patrono d'Europa e degli esorcisti. A lui si deve la costruzione di un nuovo modello di civiltà europea fondata sulla verità Cristiana, non più influenzata dal mito classico. Benedetto è considerato il patriarca del monachesimo occidentale perché ne fu il principale legislatore, riformatore e unificatore.
Fu mandato dai genitori a Roma dove, temendo di pervertirsi a contatto dei cattivi esempi dei suoi condiscepoli, si ritirò in solitudine prima a Enfìde, paese della Sabina, e poi nella vicina Subiaco dove il monaco Romano lo rivestì dell'abito religioso.
I monaci di Vicovaro, alla morte del loro abate, lo invitarono ad assumere la direzione della loro comunità. Non riuscendo però a ricondurre questa comunità a una vita più regolare, se ne ritornò nella solitudine della vita eremitica. Eresse dodici piccoli monasteri che, con il passare del tempo, andarono tutti distrutti, eccetto l'attuale monastero di Santa Scolastica.
A Subiaco incominciò a stendere la sua Regola in latino volgare, conforme alle esigenze spirituali e materiali dei laici che volevano darsi all'ascesi sotto la sua guida. 
Benedetto si stabilì definitivamente sul monte sovrastante la pianura della vallata del Liri (oggi Montecassino); abbatté gli altari delle false divinità, tagliò i boschetti sacri e con assidua predicazione si diede alla conversione dei contadini rimasti ancora pagani.
La fama di santità di S. Benedetto e di virtù dei suoi seguaci rese ben presto celebre il cenobio, che ricevette cospicue donazioni dal patrizio Tertullo e da Gesulfo. Sul monte fu un continuo accorrere di povera gente per chiedere al taumaturgo aiuto e protezione; di ecclesiastici per chiedere consiglio al santo; di potenti del secolo, per chiedere al veggente saggi ammaestramenti.

La Regola che disciplina la vita interna ed esterna della comunità monastica, fino al sec. XII tenne il campo senza contrasto. Essa propone al religioso un programma di vita basato sulla preghiera e il lavoro, la stabilità del luogo, la conversione dei costumi e l'ubbidienza sotto il governo patriarcale dell'abate.
Fu in vari modi tentato dal diavolo e sempre ne uscì vittorioso. Esortava a segnarsi con la croce il cuore per essere liberati dalle suggestioni diaboliche. Con questo segno di salvezza, San Benedetto si liberò dal veleno che alcuni cattivi monaci gli offrirono in un recipiente di vetro che conteneva la mortale bevanda: Benedetto alzò la mano e tracciò il segno della croce, che ridusse in frantumi quel vaso di morte, come se al posto di una benedizione vi fosse stata scagliata una pietra. L'episodio, secondo il racconto di San Gregorio Magno, dovette ispirare le parole dell'esorcismo riferite alla bevanda che è offerta dal maligno, così come la protezione attribuita al segno della croce.
A 67 anni, quaranta giorni dopo che S. Benedetto aveva visto l'anima della sorella volare al cielo sotto forma di colomba, comunicò ad alcuni discepoli il giorno della sua morte. Sei giorni prima fece scoperchiare la tomba poi, colto da violenta febbre, il 21 marzo volle essere condotto nell'oratorio. Dopo aver ricevuto l'Eucaristia, mentre pregava in piedi, rese lo spirito a Dio tra le braccia dei suoi discepoli: era il Giovedì Santo del 547. Il suo corpo fu deposto accanto a quello della sorella, nel sepolcro che si era fatto preparare sotto l'altare di S. Giovanni Battista.

La Croce Medaglia di S. Benedetto trae origine dagli episodi della sua vita in cui lottò contro il demonio e gli influssi malvagi che lui, primo esorcista della storia, scacciava nel nome della Croce, per questo su ogni Croce Medaglia di S. Benedetto vi è il motto PAX. L'origine della Croce Medaglia di S. Benedetto è antichissima. Famoso l'episodio toccato a Papa San Leone IX, quand'era ancora fanciullo e si chiamava Brunone: mentre dormiva venne attaccato e morso da un rospo velenoso, riducendolo in fin di vita; alcuni mesi dopo, il giovane moribondo ebbe una visione: una scala luminosa dalla quale scendeva un vecchio venerando appoggiato a un bastone su cui era impressa la Croce di Cristo. Con quel bastone l'uomo toccò il ragazzo guarendolo miracolosamente all'istante e nell'avvicinarsi, Brunone riconobbe nel vecchio venerando S. Benedetto. La Croce di S. Benedetto si diffuse nel 1600 in Baviera e da qui in tutta la Cristianità. Papa Benedetto XIV approvò la devozione alla Croce Medaglia di S. Benedetto nel 1742.

Teófilo

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