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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Vangelo di domenica 18 gennaio 2015 (Giovanni 1, 35-42) con meditazione del Card. Piovanelli

II Domenica del Tempo Ordinario - Anno B
"Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa
In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”.
Gli risposero: “Rabbì – che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?”.
Disse loro: “Venite e vedrete”.
Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù.
Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa” - che significa Pietro.
Parola del Signore
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La scena del Vangelo di Giovanni si riallaccia al racconto del battesimo di Gesù. Egli inizia la sua vita apostolica. Ma non inizia chiamando lui stesso a seguirlo. E’ Giovanni Battista, che si sa precursore e preparatore, che gli manda i primi discepoli. Andrea è il primo; l’altro, non nominato, è senza dubbio Giovanni, l’evangelista stesso.
La vocazione è incorniciata nella semplicità delle opere, dei giorni, dei luoghi che ci vedono attori delle nostre piccole vicende umane: “videro dove egli dimorava”, “erano circa le quattro del pomeriggio”, Andrea “incontrò per primo suo fratello Simone”, “lo condusse da Gesù”.
Giovanni Battista, appena vide Gesù che passava, fissando lo sguardo su di lui, disse: “Ecco l’Agnello di Dio!”. Così sintetizzò tutto l’Antico Testamento con un titolo: Agnello di Dio. C’è dentro il profeta Isaia: “Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” (Is.53, 7). C’è dentro l’Esodo: “Il dieci di questo mese – il mese di Nisan – ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa … il vostro agnello sia senza difetto … lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto... E’ la Pasqua del Signore! ... Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre” (Es.12, 1-14).
I due - Andrea e l’altro discepolo - rimasero sicuramente impressionati dall’emozione del Battista e seguirono Gesù.
Ma l’iniziativa parte decisamente dal Signore . E’ Cristo che si volta e guarda quei due discepoli del Battista: “Che cosa cercate?”. Fai attenzione al gioco degli occhi: si voltò e, osservando che essi lo seguivano. Anche il Battista, “fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: Ecco l’Agnello di Dio”. Ad Andrea e all’altro anonimo compagno Gesù disse: “Venite e vedrete”. Quando Gesù ebbe dinanzi Simone condotto dal fratello Andrea, fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa”.
Gesù fissa il suo sguardo su di te. Perché non ti rendi conto che Lui ti guarda?  Fissa anche tu il tuo sguardo su di Lui … Allora il “cercare” diventa un “trovare” (abbiamo trovato il Messia); il “seguire” ha il suo seguito nel “rimanere”.
Un dato presente in questa pagina di Giovanni e nella vocazione di Samuele: per giungere a scoprire la propria vocazione è prezioso l’aiuto di una presenza fraterna, un amico, un accompagnatore spirituale. Il sacerdote Eli lo è per Samuele; il Battista lo è per Andrea e l’altro discepolo; Andrea lo è per il fratello Simone. È anche la tua esperienza?

Card. Piovanelli
Meditazione tratta da: diocesitrivento.it
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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