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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 25 maggio 2014: Vangelo di Giovanni (14,15-21) con meditazione

VI Domenica di Pasqua - Anno A
"Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama"
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
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MEDITA

“Il mondo non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi”


«Lo Spirito soffia dove vuole», dice Gesù nel famoso colloquio con Nicodemo (Io. 3, 8); non potremo perciò tracciare delle norme dottrinali e pratiche esclusive circa gli interventi dello Spirito nella vita degli uomini; Egli può manifestarsi nelle forme più libere ed impensate; Egli «gioca nel cerchio della terra» (Prov. 8, 31)… Ma una regola c’è, un’esigenza ordinaria s’impone per chi voglia captare le onde soprannaturali dello Spirito Santo; ed è questa: l’interiorità. L’appuntamento per l’incontro con l’ineffabile Ospite è fissato dentro l’anima. Dulcis hospes animae, dice il mirabile inno liturgico della Pentecoste. L’uomo è fatto «tempio» dello Spirito Santo, ci ripete San Paolo (Cfr. 1 Cor. 3, 16-17; 6, 19).
Per quanto l’uomo moderno, spesso anche il cristiano, anche il consacrato, tenda a secolarizzarsi, non potrà, non dovrà mai dimenticare questa impostazione fondamentale della vita, se questa vuol rimanere cristiana e animata dallo Spirito Santo, l’interiorità. La Pentecoste ha avuto la sua novena di raccoglimento e di preghiera. Occorre il silenzio interiore per ascoltare la Parola di Dio, per sperimentare la presenza, per sentire la vocazione di Dio.
Oggi la nostra psicologia è troppo estroflessa; … non sappiamo meditare, non sappiamo pregare; non sappiamo far tacere il frastuono interiore degli interessi esteriori, delle immagini, delle passioni. Non v’è spazio quieto e sacro nel cuore per la fiamma di Pentecoste. … La conclusione viene da sé: bisogna dare alla vita interiore il suo posto nel programma della nostra affaccendata esistenza; un posto primario, un posto silenzioso, un posto puro; dobbiamo ritrovare noi stessi per essere in condizione d’avere in noi lo Spirito vivificante e santificante.

Paolo VI, papa dal 1963 al 1978 
Udienza generale del 17/05/1972 (© Libreria Editrice Vaticana)
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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