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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 18 maggio 2014: Vangelo di Giovanni (14,1-12) con meditazione

V Domenica di Pasqua - Anno A

"Se conoscete me, conoscerete anche il Padre"
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre».
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MEDITA

Domenica scorsa il Vangelo ci ha parlato di Cristo pastore e porta dell'ovile; oggi ci presenta Cristo via, verità evita. E così, domenica dopo domenica, la nostra conoscenza di Cristo si approfondisce; l'augurio che faccio a me stesso e a tutti voi è che con la conoscenza cresca anche il nostro affetto per Lui e il desiderio di imitarlo.
Sembrano parole scontate, espressioni di circostanza, pie esortazioni da preti (o da suore)...
In realtà la vita terrena è l'unica opportunità che abbiamo per raggiungere la pienezza dell'umanità secondo la fede; sappiamo che questa pienezza è stata manifestata da Cristo nei giorni della sua vita terrena (cfr. Eb 5).
La storia della spiritualità annovera l'opera di insigni scrittori, i quali sottolinearono che l'Imitazione di Cristo è l'unica scelta possibile, per noi che abbiamo aderito alla fede.
È necessario contestualizzare l'insegnamento del Signore: Colui che parla di sé come via, verità e vita, è lo stesso che aveva appena compiuto il gesto scandaloso di lavare i piedi ai Dodici.
Tommaso, Filippo e anche gli altri non sono in grado di cogliere la profonda unità tra quel gesto e quelle parole. Soprattutto mostrano di non aver capito che la salvezza non è un luogo a cui si può arrivare percorrendo una strada... La salvezza è una persona che si più raggiungere nell'unico modo possibile alle persone, la relazione.
È necessario il ?salto della fede', quel cambio di mentalità che non è nell'ordine dello sviluppo graduale-continuo, ma, lo dice la parola, esige un passaggio da una situazione ad un'altra sostanzialmente diversa, appunto, un salto. La visione del non credente non può diventare quella del credente, per (piccoli) progressi successivi... C'è un'eccedenza, c'è una discontinuità.
Per dirla alla maniera di Rudolf Bultman e dei teologi tedeschi, si tratta di assumere posizioni che sono totaliter aliter! perché, rispetto all'uomo, Dio è totaliter aliter, totalmente altro; e chi vuole credere - e sottolineo,vuole -, deve necessariamente raccogliere la sfida cristiana e saltare...
Secondo la visione di Giovanni, il Signore Gesù della cena di addio è già il Cristo... le coordinate spazio-temporali sono già saltate! Parole come strada, posto, andare, tornare, vedere, conoscere... assumono un significato del tutto nuovo; e, ripeto, gli Apostoli non sono capaci a mettersi in sintonia con la persona del Maestro, entrando nella sua forma mentis.
Nella mia esperienza di ministero, incontro spesso persone che mi raccontano di aver trovato Dio, recandosi in pellegrinaggio in questo, o quel santuario mariano; a questo proposito l'evangelista Luca mette in guardia: "Disse ancora (Gesù) ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli"(17,22-37).
La vita dello spirito abita per così dire una dimensione che va oltre lo spazio e il tempo, pur rimanendo parte integrante della persona. In altre parole, l'incontro con Cristo, la relazione con Lui non è condizionata e limitata dalla geografia del mondo! Alla donna samaritana che lo interrogava su quale monte si potesse adorare Dio, se a Gerusalemme o a Garizim, il Signore rispose: Dio è spirito e i veri adoratori adoreranno Dio in spirito e verità (cfr. Gv 4,5-42).
Non intendo squalificare, tantomeno delegittimare il valore dei santuari e l'esperienza umana e umanizzante del pellegrinaggio. L'Europa del medioevo era letteralmente cucita insieme da una fitta ragnatela di itinerari spirituali, che collegavano i santuari sparsi nelle diverse località, e che ancora oggi sono meta di milioni di fedeli; lo stesso termine pellegrino, che ha assunto il significato generico di viaggiatore, mendicante... esprime la precarietà e l'abbandono fiducioso alla Provvidenza, tipico di colui che si reca in pellegrinaggio nei luoghi santi della cristianità e non solo. Ma, guai, se la nostra fede dipendesse dalla presenza fisica in questa, o quella chiesa, in questo o quel luogo di apparizioni miracolose!...
Caterina Da Siena, straordinario esempio di spiritualità domenicana, aveva costruito la sua cella interiore, il luogo sacro dell'incontro con Dio e con se stessa. Qui - scrive Caterina - l'uomo fa l'esperienza del proprio niente e di come tutto riceva, dall'amore infinito del suo Creatore.
"Credete in me - dice il Signore -; io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste...".
La fede in Cristo non conosce sud o nord, oriente o occidente... Cambieranno forse gli aspetti esterni, la sensibilità, il modo di celebrare la fede. Ma la fede in Cristo no! Perché Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre (cfr. Eb 13). Il Cristo di Lourdes, il Cristo di Medjugorje, il Cristo di Roma... non è diverso dal Cristo che ascoltiamo nel Vangelo della domenica, e che riceviamo nell'Eucaristia! Possiamo vivere, dobbiamo vivere la fede nei luoghi ordinari e con le persone che vivono quotidianamente al nostro fianco.
Se non viviamo la fede qui e ora, se la nostra fede non ci pervade e non ci accompagna dovunque, noi potremo fare tutti i viaggi possibili e immaginabili, ma la fede sarà sempre esposta al fascino pericoloso della suggestione e deldevozionismo.
Durante l'ultima cena, Gesù dichiara: "E' bene per voi che io me ne vada." (cfr. Gv 16); slegare il nostro rapporto con Cristo da una presenza fisica, o da un luogo particolare, è condizione necessaria, affinché possiamo cercarlo e trovarlo in un amore più libero e maturo.
La maturità della fede è saldamente ancorata alla promessa del Signore: "Non vi lascerò orfani". Ma non voglio anticipare il Vangelo di domenica prossima... Appuntamento fra sette giorni.

fr. Massimo Rossi

Meditazione tratta da: lachiesa.it
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

8 commenti:

  1. Caro fratello in Cristo , lo Spirito Santo che il Padre mi dona nel Nome di Gesù Cristo, mi porta a vedere e capire che ogni essere umano ha bisogno di dolcezza ,gentilezza di preghiera , di speranza , di un sorriso .Sono doni che riempiono il mio cuore di serenità e gioia ,per poi donarli ad altri. Gloria al Padre , al Figlio e allo Spirito Santo. Franco penso alla Parola di Cristo ,ogni volta che condivido con te nel nome di Cristo Gesù ciò Lui viene nel nostro cuore. Gentilmente chiedo un tuo pensiero . LODE A CRISTO REDENTORE

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    1. Cara Sabrina, adesso esco per il S. Rosario. Ti dò appuntamento a più tardi...

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    2. Cara Sabrina, innamorata di Dio.
      Tutto il brano del Vangelo di questa domenica è estremamente pregno di CREDO.
      "Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto".
      La "Casa del Padre" allora non è a numero chiuso, perché vi sono molti posti... Il Padre quindi ha disposto una moltitudine di posti per quanti desiderano andare a Lui...
      Possiamo stare sereni e conservare gelosamente il nostro desiderio di andare al Padre, giacché "il transito terreno è esercizio di vita eterna".
      E anche: "Se no, ve l'avrei detto". Gesù ci dimostra una straordinaria attenzione... come a dire, in altre parole: "State certi che ci sarà posto anche per voi che lo desiderate".
      Cosa possiamo desiderare di più? (La santità!)
      C'è una immensa rivelazione, mi pare: Gesù ci fa comprendere che "E' il Padre stesso che promette e ci rassicura!.
      Giacché il Figlio, che è espressione del Padre, riferisce le parole di colui che lo ha mandato.
      Gesù quindi ci colma di aspettative, ma tutto, come Lui dice, tutto dipende ed è conseguente al credere in LUI.
      Sia benedetto Dio onnipotente che tutto ha disposto in bene per le sue creature!

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  2. Grazie ,fratello Franco i tuoi commenti sono un grande dono di Dio , nulla avviene a caso. Gesù è Amore

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    1. Io sono un povero ignorante. Posso affermare che tutti coloro che amano Dio sono di nutrimento e sostegno gli uni per gli altri e gli altri per gli uni.
      Proprio come frutti di stagione, arriva sempre il giorno in cui Egli ci fa incontrare nuove persone dalle quali ricevere nuovo nutrimento, se ci abbandoniamo a Lui, che sa di cosa abbiamo bisogno.
      Ecco che talvolta Dio ci nutre di Lui anche gli uni dagli altri...
      Io che mi conosco, so io di essere ben poca cosa.
      Entrambi apparteniamo a Dio Sabrina, posso essere orgoglioso soltanto della filiazione che ci unisce all'ineffabile nostro Dio.

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  3. Fratello Franco forse sono pazza ma non mi stanco mai di cercare Gesù e Maria, in ogni situazione della vita.

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    1. Grazie a Dio. Ma non sei, anzi, non siamo soli.
      Molti però sono quelli che per timore di fare scandalo amano segretamente Gesù e Maria.
      Il demonio, tra le altre cose, è maestro nell'insinuare insicurezza proprio in chi si trova in Grazia. Questi "paletti" sono gli impedimenti che impediscono di saltare definitivamente, di abbandonarsi totalmente a Dio.
      Ma infinite altre cause ci sono d'impedimento, in prima fila i nostri egoismi, che il maligno non perde occasione di incentivare.
      Però... Gesù ci viene in soccorso:
      Dal Vangelo secondo Giovanni:
      «...Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

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  4. Fratello in Cristo elevo con te un canto di amore a Gesù e Maria, con il canto di San Damiano. Ogni uomo semplice , porta in cuore un sogno ,con amore ed umiltà con Gesù nel cuore potremo realizzare. Più felici noi saremo anche senza niente e le gioie semplici sono le più belle. Lode a Cristo Gesù confido solo in Lui ,Lui sia Benedetto ora e sempre

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