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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 16 marzo 2014: Vangelo di Matteo (17,1-9) con meditazione

II Domenica di Quaresima - Anno A
"Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo"
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.
E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.
Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.
Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete».
Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.
E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
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MEDITA

Questo Vangelo è per dirci che la Quaresima più che un tempo di lutto e penitenza, è un girarsi-convertirsi verso la bellezza e la luce. Quando Dio ci ha creato l'ha fatto per l'eternità, grazia donata che ci chiama ad una vocazione santa, cui con il frutto delle nostre opere possiamo scegliere di aderire. Aver fede significa acquisire bellezza del vivere, acquisire che è bello amare, abbracciare, dare alla luce, esplorare, lavorare, seminare, ripartire perché la vita ha senso, va verso un esito buono, qui e nell'eternità. 
San Paolo scrive a Timoteo una frase bellissima: Cristo è venuto ed ha fatto risplendere la vita. Non solo il suo volto, non solo le sue vesti sul Tabor, non solo i nostri sogni, ma la vita, qui, adesso, di tutti. Ha riacceso la fiamma delle cose. Ha dato splendore e bellezza all'esistenza. Basterebbe ripetere senza stancarci: ha fatto risplendere la vita, per ritrovare la verità e la gioia di credere in questo Dio. 
Allora tutto il creato si fa trasparente e il divino traspare nel fondo di ogni essere (Teilhard de Chardin) e gronda di luce ogni volto di uomo (Turoldo). 
Ci sono poche cose più commoventi del bisogno di bellezza che prova il cuore di ogni essere umano. 
Essendo umana, talvolta, la bellezza è tragica, sorprendente, commovente. 
In certi momenti ci costringe a pensare anche a quello che non vogliamo e ci mostra quanto siano sbagliate le nostre vie.
(Papa Francesco)
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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