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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 9 febbraio 2014: Vangelo di Matteo (5,13-16) con meditazione

V Domenica del Tempo Ordinario - Anno A
"Voi siete il sale della terra"
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

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MEDITA

Riempire il mondo di luce, essere sale e luce: così il Signore ha descritto la missione dei suoi discepoli. Portare fino agli ultimi confini della terra la buona novella dell’amore di Dio. A questo scopo tutti i cristiani devono dedicare la loro vita, in un modo o in un altro. Dirò di più. Dobbiamo essere consumati dal desiderio di non restare soli, dobbiamo incoraggiare gli altri a contribuire alla missione di dare gioia e pace al cuore degli uomini. “Nella misura con cui migliorerete voi stessi, scrive S. Gregorio Magno, attirate gli altri; desiderate compagni accanto a voi sulla strada verso il Signore”.

Ma ricordatevi che “mentre gli uomini dormivano”, assopiti, venne il seminatore di zizzania, come dice il Signore in una sua parabola (Mt 13,25). Noi uomini siamo tentati di lasciarci prendere dal sonno dell’egoismo e della superficialità, di lasciare che il cuore si perda in mille esperienze effimere, di evitare di cercare in profondità il senso delle realtà terrestri. Brutta cosa questo sonno che soffoca la dignità dell’uomo e lo rende schiavo della tristezza!...

Occorre dunque svegliare coloro che sono sprofondati in tale brutto sonno; bisogna ricordare loro che la vita non è un gioco, ma un tesoro divino da far fruttare. Bisogna pure mostrare il cammino a coloro che, pur pieni di buona volontà e di lodevoli desideri, non sanno come metterli in pratica. Cristo ci spinge (2Cor 5,14): ognuno di voi deve essere non solo apostolo, ma apostolo di apostoli, che trascina altri, e li incita a far conoscere Gesù Cristo.

S. Josémaria Escriva de Balaguer (1902-1975), sacerdote e fondatore
Omelia del 04.05.1957 in “E’ Gesù che passa”, § 147
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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