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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Vangelo della domenica con meditazione - 17 agosto 2013: Luca 12,49-53

XX Domenica del tempo ordinario - Anno C
"Non sono venuto a portare la pace sulla terra"
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! 
C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione.
D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».



MEDITA

Vangelo scomodo, al solito, per insegnarci a non riposare, a non stravolgere il Vangelo come troppe volte abbiamo fatto, a non infiorarlo e zuccherarlo fino a renderlo immangiabile.
Il cristiano come un pio devoto con lo sguardo rivolto al cielo? Ma dove!
La fede come anestetico? Ma quando! Il cristiano animale da sacrestia complessato e timido? Macché!
Gesù porta il fuoco e la divisione, la sua parola è tagliente come spada a doppio taglio, che obbliga a verità.
Verità non fanatica e guerriera, no, per carità, ma adulta e virile, posata e meditata.
Essere cristiani, almeno un poco, costa, e il Signore lo sa e ci invita a prenderne coscienza.
Se non ho mai subito una presa in giro o uno sguardo di commiserazione per la mia fede significa solo due cose: o vivo in un monastero o proprio non si vede che sono cristiano.

La comunità a cui si rivolge Luca già sperimenta questa violenza: le prime comunità cristiane vengono estromesse dalle comunità ebraiche, scomunicate e questo crea scissione e ferite profonde.
Oggi, sempre di più assistiamo a situazioni simili: figli credenti che subiscono la pressione di genitori disillusi e acidi, giovani che scelgono di consacrare la loro vita presi per pazzi, genitori preoccupati per figli che - invece di rincretinire davanti alla play station - dedicano il pomeriggio ai ragazzi dell'oratorio. Cose viste, amici, non ineventate. Coraggio: questo, sempre di più, richiede determinazione e passione, sempre nella mite logica del vangelo.

Essere discepoli, Signore, costa, alle volte. Donaci di fare un'esperienza così travolgente del tuo amore da non lasciarci mai allontanare da te che sei l'unica fonte di bene.
Paolo Curtaz

Si ringrazia per la meditazione: www.qumran2.net
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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