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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Vangelo della domenica con meditazione - 21 luglio 2013: Luca 10,38-42

XVI Domenica del tempo ordinario - Anno C
"Una sola è la cosa di cui c’è bisogno"
In quel tempo Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.
Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi.
Pertanto, fattasi avanti, disse: “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
Ma Gesù le rispose: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.
Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”.


MEDITA

1. L’episodio si svolge nella cornice del viaggio di Gesù verso Gerusalemme; ciò fa comprendere il bisogno di trovare ospitalità per rifocillarsi dalla stanchezza.
Il luogo dove Gesù sosta è ritenuto Betania. L’ospitalità delle due sorelle Marta e Maria è caratterizzata dalla generosità. Ambedue vogliono offrire a Gesù il servizio della loro accoglienza, un segno del loro amore. Solo che differiscono nei modi. Marta è descritta come l’attenta padrona di casa: accoglie Gesù, gli dà gli onori di casa e prepara con amore la mensa: è tutta affaccendata per offrire un buon pranzo all’ospite.
Per Marta quello che importa è darsi da fare per preparare un buon pranzo a Gesù. E quindi le dà fastidio che la sorella non le dia una mano e sollecita addirittura l’intervento di Gesù : “Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
Per Maria invece l’importante è godere della presenza del Signore, della sua parola. Essa è convinta che non è tanto Gesù che ha bisogno della sua ospitalità, quanto lei della sua presenza. Se Egli viene è per dare più che per ricevere, e pertanto “sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola”.
Mettersi ai piedi di qualcuno significa farsi suo discepolo; è l’atteggiamento caratterizzante il discepolo.
Anche S. Paolo fu istruito ai piedi di Gamaliele ( cf At 22,3). Ma questo ruolo secondo la mentalità del tempo era riservato soltanto agli uomini. Così i rabbini non accettavano donne come discepole.
Per Gesù non è cosi; per lui anche le donne sono chiamate all’ascolto e a divenire discepole.

2. Gesù prende le difese di Maria di fronte a Marta “tutta presa dai molti servizi”. Maria non sta perdendo tempo, non sta mancando di carità .
L’ascolto della parola di Gesù “è la parte migliore che non le sarà tolta” che cioè non deperirà come avviene per il cibo materiale che è fatto per saziare la fame di un momento. Maria ha scelto la parte migliore, cioè ha saputo utilizzare la venuta di Gesù mettendosi all’ascolto della sua parola salvifica.
Marta, preoccupandosi di tante cose, finisce per perdere di vista la novità del visitatore, la sua presenza e quindi il desiderio di ascoltarlo.
Ma L’amorevole rimprovero che Gesù le rivolge : «Marta, Marta, ti preoccupi, ti agiti per troppe cose» deve essere ben inteso. Esso non va compreso come l’esaltazione del primato della vita contemplativa (rappresentato da Maria) su quello della vita attiva (rappresentato da Marta). Occorre essere Marta e Maria allo stesso tempo. L’ascolto e il servizio infatti sono due atteggiamenti che caratterizzano la vita di ogni discepolo; bisogna però che l’ascolto preceda e indirizzi il servizio.
La tensione non è tra servizio ed ascolto, ma tra ascolto e servizio affannoso, agitato che fa perdere di vista il primato dell’ascolto.
Marta deve diventare più contemplativa per servire il Signore. Maria ha bisogno di ricordarsi che anche Gesù ha fame e sete, che bisogna saziarsi di lui, ma anche saziare tutti coloro che ne portano impresso il volto.

3. Il rischio dell’attivismo, la frenesia della prassi è quanto mai attuale nelle nostre comunità.
Un servire come quello di Marta, senza prima aver ascoltato Gesù, senza un intimo contatto con lui, senza lasciarsi trasformare interiormente da Lui diventa un agitarsi senza frutti.
Marta ha bisogno di essere integrata da Maria, cioè dal tipo di discepolo che prima nella quiete e nel silenzio ascolta il messaggio del Maestro, e poi diventa capace di proclamarlo agli altri e di saperlo riconoscere nei bisognosi.

Si ringrazia per la meditazione: www.odigitria.it
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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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