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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 9 giugno 2013: dal Vangelo secondo Luca (7,11-17)

X Domenica del tempo ordinario - Anno C
"Ragazzo, dico a te, àlzati!"
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!».
Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante. 


MEDITA
Questo brano evangelico è proprio, esclusivo di Luca. Nain giace al limite meridionale della Galilea; è un semplice villaggio, anche se Luca lo chiama città. La descrizione del miracolo ha una nota commovente: il morto è figlio unico della madre che è per di più vedova. Il suo dolore quindi è particolarmente grave e degno di pietà. E’ comprensibile la partecipazione di grande folla al dolore della donna perché questo era uno dei doveri dell'amore tenuto in grande conto dal giudaismo.
Gesù senza alcun riguardo all'impurità levitica tocca la bara ossia la barella in cui giaceva il morto. Il ritorno alla vita fu istantaneo. Gesù consegnò il giovane alla madre sua , come Elia restituì vivo alla vedova di Sarepta il figlio da lui risuscitato.
L'effetto del miracolo sulla folla fu anzitutto di spavento dinnanzi alla potenza divina e poi di lode per tale potere così manifestatosi. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo” Un grande profeta è sorto tra noi”.
Il miracolo descrittoci da Vangelo odierno ci porta a due riflessioni:
1. Significativo è l'atteggiamento di Gesù: "Vedendola il Signore f u preso da grande compassione per la donna e le disse “non piangere". Luca pone l'accento, non tanto sul miracolo, ma sulla disposizione del cuore di Gesù che preso da compassione si fa avanti e si avvicina al giovane, lo risuscita e lo consegna vivo alla madre.
2. Gesù è il Dio della compassione che cammina per tutte le Nain del mondo, che si avvicina a chi piange e ne ascolta il gemito. Egli è il nostro consolatore nei momenti più difficili della nostra vita. Il cammino della nostra esistenza è sorretto, guidato e illuminato dallo sguardo di compassione, di misericordia di Dio.

Si ringrazia: www.odigitria.it

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"Si deve partire per un'avventura in cui chi calcola le cose non sei tu"
Don Giussani

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