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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco,
pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione,
pro nationum concordia,
pro principibus christianis,
pro tranquilitate populorum,
ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 10 febbraio 2013: dal Vangelo secondo Luca (5,1-11)

V domenica del Tempo Ordinario - Anno C
"Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”
In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo e calate le reti per la pesca”. Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.
Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore”. Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone.
Gesù disse a Simone: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.
Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.


COMMENTO
Per quanto riguarda la chiamata dei primi apostoli si dà una diversità nel Vangelo di Luca (Lc 5,1-11) rispetto a quella descritta da Matteo e da Marco ( cf. Mt 4,18-22: Mc 1,16-20). Non è il caso di attardarci in questa breve riflessione sulla delucidazione delle motivazioni di ordine strettamente esegetico. Vogliamo semplicemente cogliere alcuni elementi utili per la nostra vita di cristiani.
La chiamata dei discepoli in Luca è connessa con la predicazione di Gesù. Il tema della parola vi è rilevante. La folla attorno a Gesù ascolta la “parola di Dio”. Luca concentra anzitutto l’attenzione sulla parola.
In questo contesto dell’annuncio della parola di Dio diventano significativi la narrazione della pesca a cui Gesù invita Simone e il miracolo. L’invito sorprende Simone; a lui esperto di mare l’impresa si presenta difficile. Il mestiere di pescatore gli insegnava che non era l’ora di gettare le reti. Lo fa notare a Gesù. "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". Per lui la “parola” di Gesù conta più di tutto. Si affida ad essa e fa l’esperienza della sua forza.
L’eccezionalità della pesca manifesta la potenza di Gesù, ma scuote il cuore di Simone: egli si sente indegno di stare accanto a Gesù. Gesù lo rincuora; gli dice di non temere e gli annunzia la sua missione: quella di diventare pescatore di uomini per la vita.
La sequela degli apostoli avviene dopo il miracolo della pesca; essa rende palese che gli apostoli sono entrati nel mistero di Gesù: hanno compreso che vale la pena affidarsi completamente a Lui.
Per Luca il discepolo di Gesù è colui che intraprende l’attività evangelizzatrice, confidando nella forza della parola di Dio. Ciò vale anche per ogni comunità cristiana; anche essa nella sua attività missionaria deve essere ricca della fede nella parola di Dio. Sono destinati a fallire quel discepolo e quella comunità che confidano in sé, nelle proprie abilità.

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
(dal Salmo 137)

Si ringrazia la fonte: www.odigitria.it

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