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Maria è pozzo d'amore ove l'anima in Cristo s'immerge

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.
Orate fratres Deum pro Pontificem Maximo Francisco, pro exaltatione Sanctae Ecclesiae ac haeresum extirpatione, pro nationum concordia, pro principibus christianis, pro tranquilitate populorum, ut omnes una aeternis gaudiis tandem perfruamur.
Custodi nos Domine ut pupilam oculi sub umbra alarum tuarum protege nos.
Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen.

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE

Domenica 4 novembre 2012: dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)

XXXI domenica del Tempo Ordinario - Anno B.
“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore”
In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”.
Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”.
Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”.
Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più coraggio di interrogarlo.


COMMENTO
Allo scriba che domanda quale sia il primo di tutti i comandamenti, Gesù risponde richiamando il testo del Deuteronomio ( Dt 6,4-5) che la Liturgia odierna ci fa leggere come prima Lettura:
“Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.
Sono parole che erano entrate nella preghiera quotidiana di ogni giudeo; preghiera detta Shemà dalla prima parola di essa: “Ascolta”. Il primato dell’unicità di Dio, il dovere di amarlo con la totalità del proprio essere erano riconosciuti dal popolo ebraico. Per esso Dio è il tutto. Il suo amore per Dio nasce proprio dalla stessa natura di essere il popolo scelto, amato da lui.
La novità dell’insegnamento di Gesù non sta nel richiamare il primo e fondamentale comandamento per gli Ebrei, ma nel fatto che a questo primo fondamentale comandamento ne unisce un altro: quello di “amare il prossimo come se stessi”. Anche questo precetto si trova nell’Antico Testamento (cf Lv 19,18); ma ivi il prossimo è inteso come il proprio connazionale. Per Gesù invece il prossimo è qualunque uomo, anche il proprio nemico.
Gesù unisce in modo inseparabile i due comandamenti. I due amori verso Dio e verso il prossimo rimangono distinti: il primo posto spetta sempre a Dio; ma essi si intrecciano in modo inscindibile: non si può amare Dio senza amare il prossimo. Ecco perché Gesù sottolinea: “Non c’è altro comandamento più importante di questi”.
La risposta dello scriba si trova soltanto nel Vangelo di Marco.
Lo scriba riconosce il valore delle parole di Gesù; dichiara che l’amore verso Dio e verso il prossimo “vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù apprezza la sua saggia risposta e gli dice: “Non sei lontano dal regno di Dio”. Lo scriba si è approssimato al regno di Dio, ma non vi è entrato perché non ha saputo scorgere in Gesù colui nel quale il regno si stava manifestando.
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RIFLESSIONE
Se si esamina la cultura moderna si nota un’attenzione particolare verso l’uomo. C’è uno sforzo da parte di tutti nel promuovere il suo benessere sotto ogni aspetto. Ciò è giusto e doveroso. Ma nella cultura moderna, nella società odierna si riscontra una certa tendenza a promuovere umanesimi prescindendo da Dio: c’è una propensione a fare a meno di Dio, o a lasciarlo nella sfera del privato.
Gesù ci dice che per amare veramente l’uomo, per promuovere il suo bene in senso autentico, disinteressato occorre amare Dio con tutto il cuore. Più si ama Dio, più si è capaci di amare l’uomo e tutti gli uomini senza alcuna distinzione. Una società che volesse fare a meno di Dio sarebbe la negazione dell’uomo stesso.
Amare Dio comporta l’impegno per l’uomo, che è al centro del suo piano d’amore creativo e redentivo.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
(dal Salmo 89)

Si ringrazia la fonte: www.odigitria.it