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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Orazioni di S. Brigida sopra le Piaghe di N.S. Gesù Cristo

Le 15 Orazioni di Santa Brigida di 1 anno
A Santa Brigida, desiderosa da molto tempo di sapere il numero dei colpi che Nostro Signore Gesù Cristo aveva ricevuto durante la sua Passione, apparve Gesù che le disse:
“Figlia mia, ho ricevuto sul mio corpo 5480 colpi. Se tu vorrai onorarli, dirai ogni giorno 15 Pater e Ave con le orazioni seguenti che ti do, durante un anno. Trascorso un anno tu avrai salutato ognuna delle mie piaghe”.
Da un manoscritto di Santa Brigida: “Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita, il dolore, la malattia, la povertà, l'abbandono mi affliggevano. Con amore ogni sera ho letto queste orazioni e la mia vita si è miracolosamente trasformata e il Signore, fedele alle sue promesse, mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza, di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me miserabile peccatrice, lo farà anche per te, mio amato fratello”.
Vedi anche: Le promesse di Gesù a Santa Brigida, estese, secondo tradizione, a quanti reciteranno ogni giorno queste orazioni per un anno
La preghiera meditata della Passione è intimità d'amore con Gesù Cristo

Orazioni di S. Brigida sul Preziosissimo Sangue di N.S. Gesù Cristo

Le 7 Orazioni di Santa Brigida di 12 anni
Dopo che il Signore aveva rivelato a Santa Brigida di aver ricevuto 5480 colpi, rivelò in un'altra apparizione di aver versato più di trentamila gocce di sangue. Le insegnò quindi altre orazioni e preghiere da recitare ogni giorno per 12 anni senza interruzioni. In tal modo, si onora il Preziosissimo Sangue che il Signore Nostro Gesù Cristo ha sparso per la nostra redenzione.
Vedi anche: Le promesse di Gesù a Santa Brigida, estese, secondo tradizione, a quanti reciteranno ogni giorno queste orazioni per 12 anni
La preghiera meditata della Passione è intimità d'amore con Gesù Cristo
Pregate senza alcuna fretta, meditando le parole mentre sommessamente, leggete: Dio, per il gran mezzo della preghiera con le Orazioni sulla Passione di Gesù Cristo, vi sorprenderà.
Procuratevi in una libreria cattolica o sul web un librettino delle Orazioni di S. Brigida, il cui costo è veramente irrisorio, e tenetelo sempre con voi. Se non disponete di una stanza dove appartarvi, potete pregare anche dentro una Chiesa (o davanti, se è chiusa), oppure passeggiando lentamente per strada, anche se è notte. Sarà bellissimo pregare alla luce dei lampioni, sarà stare con Gesù come sotto una campana di vetro, intimamente.
Le Orazioni sul Preziosissimo Sangue di N.S. Gesù Cristo si recitano quotidianamente per 12 anni. Nel caso vengano interrotte per uno o più giorni per qualche motivo non volontario, si consideri l'insegnamento della Chiesa ricordato da Padre Angelo (p. 5).
La preghiera è un dialogo d'amore a doppio senso tra noi e Dio e senza preghiera, così come senza i Sacramenti della Confessione e della Comunione, non può esservi Grazia. Auguro a ognuno un'intima preghiera d'amore, così che "la bocca dica ciò che lo Spirito scalda nel cuore."

Preghiere per invocare la conversione di un peccatore

Dal "Diario di S. Faustina Kowalska".
Oggi Gesù mi ha detto: "Desidero che tu conosca più a fondo l'amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione."
 Preghiera di Gesù per la conversione di un peccatore 
O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te!

Vita di S. Gemma Galgani

Titolo originale: "Una ragazza di buona famiglia"
Le origini
Gemma è nata martedì 12 marzo 1878 (alle ore diciotto e trenta), dal dottor Enrico Galgani e da Aurelia Landi, quinta di otto figli, nella frazione di Borgo Nuovo, comune di Capànnori, parrocchia di Camiglìano, diocesi di Lucca. Questa la scheda anagrafica redatta nei suoi primi dettagli burocratici.
C’è da aggiungere che il giorno seguente la neonata viene battezzata da don Pietro Quilici, parroco di San Michele a Camigliano, e riceve i nomi di Gemma, Umberta, Pia. Della piccola, don Olivo Dinelli, parroco di Gragnano, ebbe a dire: «Le gemme sono in paradiso. Speriamo che anche questa bambina sia una Gemma di paradiso».
Ma Gemma resta pochissimo a Camigliano, che oggi porta anche il suo nome. Nell’aprile successivo, infatti, la famiglia Galgani si trasferisce a Lucca (via de’ Borghi), perché i bambini abbiano una adeguata educazione. Enrico Galgani esercitava la professione di farmacista.
All’età di due anni Gemma comincia a frequentare l’asiloscuola delle sorelle Vallini, in piazza San Francesco.

Fui costretta a rispondere di sì
Il 26 maggio 1885, nella chiesa di San Michele in Foro, monsignor Nicola Ghilardi, arcivescovo di Lucca, somministra a Gemma la cresima. Durante la messa, « a un tratto », racconterà più tardi Gemma, «una voce al cuore mi disse: “Mi vuoi dare a me la mamma? Me la dai volentieri?”. Fui costretta a rispondere di sì». Mamma Aurelia morirà nel settembre dell’anno successivo. La piccola Gemma entra precocemente nella scuola del dolore.

Dal diario di S. Gemma Galgani

S. Gemma Galgani (1878-1903 - mem. liturgica 11 aprile), la cui spiritualità fu sempre conforme a quella dei Passionisti, ebbe in dono di poter rivivere alcune afflizioni della Passione di Cristo, desiderandole e sopportandole con grande serenità d’animo per amore di Gesù, senza mai rendere evidente il suo stato agli altri.

Esperienza della Passione insieme con Gesù

Estratti: 19 luglio - 3 settembre 1900

Giovedì 19 luglio 
Stasera finalmente, dopo sei giorni di patire per la lontananza di Gesù, mi sono un po' raccolta. Mi sono messa a pregare, come sono solita ogni giovedì; sarei voluta stare in ginocchio, ma l'obbedienza voleva che stessi nel letto, e così feci; mi misi a pensare alla crocifissione di Gesù. Sul primo non sentivo nulla, dopo qualche minuto mi sentii un po' di raccoglimento: Gesù era vicino. Al raccoglimento mi successe come altre volte: mi andò via il capo e mi trovai con Gesù, che soffriva pene terribili.
Come fare, veder soffrire Gesù e non aiutarlo? Mi sentii allora tutta in un gran desiderio di patire, e chiesi a Gesù di farmi questa grazia. Mi contentò subito, e fece come aveva fatto altre volte: mi si avvicinò, si tolse dal suo capo la coro­na di spine e la posò sul mio, e poi mi lasciava stare. Vedeva poi che io lo guardavo zitta zitta, capì subito un pensiero che in quel momento mi venne; pensai: "Forse Gesù non mi ama più, perché è solito Gesù che, quando mi vuol fare co­noscere che mi vuol bene, mi pigia bene bene quella corona sulla testa oppure dalle parti alla testa".

Preghiere e giaculatorie di S. Gemma Galgani

Santa Gemma nacque il 12 marzo 1878 a Camigliano, villaggio presso Lucca. La sua infanzia felice finì all'età di sette anni con la morte della madre. In seguito soffrì molti dolori a causa di disgrazie familiari e disastri economici, nella più nera miseria subì una terribile lunga malattia da cui fu miracolosamente guarita per l'intercessione di S. Gabriele dell'Addolorata, Passionista. Desiderò ardentemente di entrare in Monastero fra le Passioniste claustrali, ma il Signore dispose diversamente a causa della tiepidezza degli uomini; tuttavia Ella a giusta ragione si deve ritenere quale Figlia spirituale della Congregazione dei Passionisti.
In occasione della pubblicazione dei decreti concernenti la santità ed i miracoli di Gemma, il Santo Padre Pio XII mise in evidenza gli insegnamenti che si traggono dalla sua vita. "Una vita condotta in simili condizioni umili - egli disse - nella povertà, nell'oscurità e nella sofferenza e che tuttavia raggiunse tali sublimi altezze di santità è una prova che nessuna età, nessuna condizione, nessuno stato di vita o di società può essere una barriera al comando divino: 'Siate santi, perché Io il Signore vostro Dio sono Santo'".
La Passione di Gesù fu il segreto della santità di Gemma, l'ispirazione della sua vita di sacrificio e di sofferenza. Nel suo corpo verginale il Signore volle imprimere le Piaghe di Gesù che portò nelle mani, nei piedi e nel costato. In questa unione con Gesù Crocifisso fu una vittima di amore e di dolore, tormentata da un ardente zelo per la conversione dei peccatori e la salvezza delle anime. La vita di S, Gemma è un insegnamento in questa età così avversa ad affrontare la dura dottrina della Croce.
Morì il Sabato Santo, 11 aprile 1903.

Orazione di San Bernardo sulla Piaga della Sacra Spalla di Gesù con audio video

Rivelazione a San Bernardo della Piaga incognita della Sacra Spalla di Nostro Signore Gesù Cristo aperta dal peso della Croce
San Bernardo, Abate di Chiaravalle, domandò nell'orazione a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto: “Io ebbi una piaga sulla spalla, profonda tre dita, e tre ossa scoperte per portare la croce. Questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore più di tutte le altre e dagli uomini non è conosciuta. Ma tu rivelala ai fedeli cristiani e sappi che qualunque grazia mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; e a tutti quelli che per amore di Essa mi onoreranno con tre Padre Nostro, Ave e Gloria al giorno, perdonerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali, non morranno di morte subitanea e in punto di morte saranno visitati dalla Beata Vergine conseguendo ancora grazia e misericordia”.
Com'è vero che la preghiera è l'espressione naturale di un desiderio di relazione con Dio, è pur vero che le grazie non sono automatiche: le grazie sono legate alla conversione del cuore e soprattutto alla libera disposizione di Dio che conosce meglio di noi se ciò che consideriamo grazia sia veramente tale per noi in vista della santità e della vita eterna.
Orazione di S. Bernardo sulla Piaga della Sacra Spalla di N. Signore Gesù Cristo
Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore adoro e venero la Santissima Vostra Piaga che riceveste sulla spalla nel portare la pesantissima Croce al calvario e nella quale restarono scoperte tre Vostre Sacratissime ossa, tollerando in essa un immenso dolore: vi supplico in virtù e per i meriti di questa piaga di avere di me misericordia col perdonarmi tutti i peccati, sia mortali che veniali, di assistermi nell'ora della morte e di condurmi al Vostro Regno beato.
Pater, Ave, Gloria (3 volte)
Preghiera allo Spirito Santo di San Bernardo

Dal Diario della Divina Misericordia di S. Faustina Kowalska - Quaderno I° (estratti)

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska
I° QUADERNO

Un giorno Gesù mi disse che avrebbe fatto scendere il castigo su di una città, che è la più bella della nostra Patria. Il castigo doveva essere uguale a quello inflitto da Dio a Sodoma e Gomorra. Vidi la grande collera di Dio e un brivido mi scosse, mi trafisse il cuore. Pregai in silenzio. Un momento dopo Gesù mi disse: «Bambina Mia, unisciti strettamente a Me durante il sacrificio ed offri al Padre Celeste il Mio Sangue e le Mie Piaghe per impetrare il perdono per i peccati di quella città. Ripeti ciò senza interruzione per tutta la S. Messa. Fallo per sette giorni ». Il settimo giorno vidi Gesù su di una nuvola chiara e mi misi a pregare perché Gesù posasse il Suo sguardo sulla città e su tutto il nostro paese. Gesù diede uno sguardo benigno. Quando notai la benevolenza di Gesù, cominciai ad implorarne la benedizione. A un tratto Gesù disse: «Per te benedico l'intero paese» e fece con la mano un gran segno di croce sulla nostra Patria. Vedendo la bontà del Signore, l'anima mia fu inondata da una grande gioia.

22 febbraio 1931. La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido.

Dal Diario della Divina Misericordia di S. Faustina Kowalska - Quaderno II° e III° (estratti)

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska
II° QUADERNO

Una volta ebbi il dubbio che una cosa che m'era capitata avesse offeso gravemente Gesù. Siccome non ero in grado di rendermene conto, decisi di non accostarmi alla Santa Comunione finché non mi fossi confessata, sebbene avessi immediatamente espresso il mio dolore per l'accaduto. Ho infatti l'abitudine di manifestare il mio dolore dopo ogni minima mancanza. Nei giorni in cui non mi accostai alla santa Comunione non avvertii la presenza di Dio, soffrii indicibilmente per questo motivo, ma lo sopportai come punizione per il peccato. Quando mi confessai, ricevetti un rimprovero, avrei potuto accostarmi alla santa Comunione, dato che quello che mi era capitato non era un impedimento a riceverla. Dopo la confessione, mi comunicai e tutto ad un tratto vidi Gesù che mi disse queste parole: «Sappi, figlia Mia, che per non esserti unita a Me nella santa Comunione, Mi hai procurato un dispiacere maggiore di quella piccola mancanza».

Il 23 marzo. La mattina, durante la meditazione, m'investì la presenza di Dio in maniera particolare, mentre riflettevo sulla grandezza incommensurabile di Dio e nello stesso tempo sul Suo abbassarsi fino ad una creatura. A un tratto vidi la Madonna che mi disse: «Oh, quanto è cara a Dio l'anima che segue fedelmente l'ispirazione della Sua grazia!

Dal Diario della Divina Misericordia di S. Faustina Kowalska - Quaderno IV°, V°, VI° (estratti)

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska
IV° QUADERNO

Sono rimasta sola con la Madonna, la quale mi ha istruita circa la volontà di Dio, come applicarla nella vita, sottomettendomi totalmente ai Suoi santissimi decreti. È impossibile piacere a Dio non facendo la Sua santa volontà. «Figlia Mia, ti raccomando Vivamente di compiere fedelmente tutti i desideri di Dio, poiché questa è la cosa cara ai Suoi occhi. Desidero ardentemente che tu ti distingua in questo, cioè in questa fedeltà, nell'adempiere la volontà di Dio. La volontà di Dio anteponila a tutti i sacrifici ed olocausti». 

Esaltazione della Santa Croce. Oggi ho conosciuto che quel sacerdote incontra gravi difficoltà per questa causa. Gli sono contrarie perfino anime devote e zelanti della gloria di Dio ed il fatto che non si scoraggia è dovuto soltanto ad una particolare grazia divina. Gesù: «Figlia Mia, credi forse di aver scritto abbastanza sulla Mia Misericordia? Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano. Io sono l'Amore e la Misericordia stessa; non c'è miseria che possa misurarsi con la Mia Misericordia. Né la miseria l'esaurisce, poiché dal momento che si dona, aumenta. L'anima che confida nella Mia Misericordia è la più felice, poiché Io stesso ho cura di lei».

S. Faustina Kowalska - Visioni

Faustina era una semplice suora della congregazione religiosa Beata Vergine Maria della Misericordia, nata il 25 agosto del 1905 nel paesino Glogow (distretto Swinica, Polonia) e morta trentatreenne il 5 ottobre del 1938 a Cracovia,che ebbe, sebbene di scarsa educazione scolastica, un grande carisma mistico. Ancora da arcivescovo di Cracovia, Papa Giovanni Paolo II, di venerata memoria, aprì il processo di beatificazione, cercando di farsene promotore. Come mai? Perché questa suora è da inserire nella linea dei grandi mistici.
Per molti anni fu lo stesso Cristo ad essere la sua guida, la nominò ambasciatrice della misericordia divina, chiedendole di far dipingere un quadro che lo raffigurasse come Re della Misericordia. Nella vita di questa mistica, anche gli angeli, in numerose occasioni, erano una realtà percettibile e visibile, come si evince da molteplici annotazioni nel diario della giovane polacca, che incominciò a scrivere su incarico del suo confessore, il teologo e pio sacerdote beato Sopocko defunto nel 1975 ad 86 anni. L’originale testo polacco venne pubblicato solo nel 1981.
Quando Helen Kowalska – il suo nome prima del suo ingresso nell'ordine religioso - ebbe ricevuto la prima comunione, iniziò a sviluppare uno zelo per la preghiera molto evidente. La madre preoccupata sorprese la bambina diverse volte mentre pregava durante la notte, inginocchiata per terra. La madre volle mettere fine a queste “eccentricità” e rimproverò Helen duramente: ”Perderai la testa con tutte queste preghiere!” La risposta della bambina fu: “Ma no, mamma! Credo che il mio angelo custode mi svegli per pregare!”

La visione della Divina Misericordia

"Il Mio sguardo da quest'immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce". (Diario, 326)
La sera del 22 Febbraio 1931, Suor Faustina Kowaska scrisse nel suo diario: (...) Stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante Gesù mi disse:
“Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: GESU' CONFIDO IN TE! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero.
Prometto che l’anima che venererà quest’immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria.”
Mentre pregavo udii interiormente queste parole:
“I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime (...). Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della mia Misericordia, quando sulla Croce il mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio”.

Divina Misericordia: la Sacra Immagine originale

L’immagine originale che si trova nel Santuario della Divina Misericordia a Vilnius.
Nella storia delle rivelazioni, è noto soltanto quest’unico evento, quando il Signore Gesù ordina di dipingere il quadro che rappresenti la Sua effigie, trasmettendone plasticamente l’aspetto. Dopo che l’immagine fu dipinta, Gesù più volte rivelava a Santa Faustina la Sua presenza viva assumendo l’aspetto rappresentato in questa immagine. In più, attraverso la promessa di elargire particolari grazie alle persone che venerano quest’immagine, le conferì un valore religioso straordinario.

“Attraverso questa immagine concederò molte grazie, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa” (Diario, 570)
“Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù confido in Te” (Diario, 327)

Una volta che andai dal pittore che stava dipingendo l’immagine e m’accorsi che non era cosi bella come è Gesù, mi rattristai molto per questo, ma lo nascosi nel profondo del cuore. (...) la Madre Superiora rimase in città a sbrigare varie faccende ed io tornai a casa da sola. Andai subito in cappella e mi sfogai piangendo a dirotto. Dissi al Signore: Chi può dipingerTi bello come sei? All'improvviso udii queste parole:
“Non nella bellezza dei colori né del pennello sta la grandezza di questa immagine, ma nella Mia grazia” (Diario, 313).

“I due raggi (sul quadro) rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (...). Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio” (Diario, 299).

Riconciliarsi nella Misericordia

Nelle rivelazioni fatte a S. Faustina Kowalska nel 1934, Gesù manifesta la sua sofferenza a causa della diffidenza degli uomini. Dal diario: «Oh! quanto Mi ferisce la diffidenza di un'anima! Tale anima riconosce che sono santo e giusto, e non crede che Io sono misericordioso, non ha fiducia nella Mia bontà. Anche i demoni ammirano la Mia giustizia, ma non credono alla Mia bontà. Il mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani sono coronate dalla Misericordia».
Tanti uomini oggi vedono Dio come Colui che nega la felicità all’uomo o come un Dio indifferente che non si preoccupa delle sue creature, un Dio Giudice, che condanna la debolezza umana. Ma Gesù ha detto ancora a S. Faustina: «Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggiore diritto hanno alla mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della mia Giustizia. La sorgente della mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le anime. Non ne ho esclusa nessuna. L'umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà con piena fiducia alla mia Misericordia. Di' all'umanità sofferente che si rifugi nel mio Cuore Misericordioso, ed io la ricolmerò di pace». (Dal diario di S. Faustina)

Indulgenza Plenaria nella Festa della Divina Misericordia

La Festa della Divina Misericordia: inestimabile dono di Cristo.
E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia.
Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a Suor Faustina a Płock nel 1931, quando le comunicò la sua volontà per l'esecuzione del quadro: «Io desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la Festa della Misericordia» (D.49).

Si concede l'Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio... (segue a fine post)

Negli anni successivi, Gesù tornò a fare questa richiesta in altre apparizioni, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie a essa legate.

Festa della Divina Misericordia

Seconda Domenica di Pasqua: Festa della Divina Misericordia, dono di Cristo.
La Festa della Divina Misericordia è una festa straordinariamente ricca di grazie voluta da Gesù stesso, come atto della sua straordinaria Misericordia verso le anime, e fu trasmessa il 22 Febbraio 1931 a Suor Faustina Kowalska per l'umanità. Suor Faustina Kowalska fu santificata da G. Paolo II il 30 aprile 2000.

E' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia.
Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa nel 1931, quando suor Faustina Kowalska si trovava a Plock, trasmettendole questa volontà: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27).
Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni successive, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate.
La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa, che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre" (Q. II, p. 345).
Si va incontro alla festa con la novena alla Divina Misericordia, che inizia il Venerdì Santo. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).

San Giovanni Gualberto Abate e fondatore dei Monaci Benedettini Vallombrosani - 12 luglio

S. Giovanni Gualberto
Pare che il nobile fiorentino Giovanni Visdomini, nato verso il 990, avesse giurato di vendicarsi della morte del fratello, ma avendone incontrato l'assassino sul Monte alle Croci sarebbe stato mosso a compassione dalle sue implorazioni di pietà, risparmiandolo. Col cuore ancora in tumulto, Giovanni sarebbe andato a San Miniato al Monte, dove il crocifisso gli avrebbe annuito in segno di approvazione.
Giovanni avrebbe scelto allora di unirsi ai monaci di San Miniato, aggiungendo al suo nome quello del proprio padre, Gualberto. Qui le notizie biografiche si fanno più attendibili, e narrano che presto il fervore religioso del fiero giovane fu messo a dura prova dalla presa di coscienza che il convento di San Miniato e perfino la Curia fiorentina erano minate dalla piaga della simonìa. Indignato, Gualberto si sarebbe rifugiato inizialmente presso gli eremiti camaldolesi, per poi fondare nel 1038 un cenobio benedettino detto Vallombrosano dal luogo sulle pendici del Pratomagno dove pose la propria sede.

La vera devozione a Maria nel Trattato del Montfort

Radio Maria venerdì 7 febbraio 2014
Cari fratelli e sorelle, buona e santa serata a tutti voi nella grazia del Signore e nell'intercessione della gloriosa e Semprevergine Maria Madre di Dio e Madre nostra.
Nella nostra ultima conversazione, il 24 gennaio, vi dicevo: la prossima volta venerdì 7 febbraio 2014, riprenderemo la presentazione del Trattato del Montfort.
Dal contenuto così ispirato e scritto con tanta passione e ardente zelo, il Trattato della vera devozione del Montfort, autentico capolavoro di spiritualità mariana, si presenta quale manuale di vera spiritualità evangelica, fondata sulla dottrina della fede insegnata dalla Chiesa, alla luce dei testi biblici, dei santi Padri e trasmessa dalla sana tradizione. Nel Trattato Montfort difende il posto di Maria nella storia della salvezza e invita il lettore a riconoscere il ruolo materno della Vergine nella santificazione delle anime, senza il falso timore di far torto a Gesù Cristo.

Il titolo di questa sera é "La vera devozione a Maria nel Trattato del Montfort".
Illustrerò i seguenti punti:
1) alcuni tratti tipici della vera devozione mariana secondo il Montfort;
2) Montfort rigetta e depreca le false devozioni;

Dagli scritti di S. Bernardo di Chiaravalle (estratti)

…“Non sembri assurdo ciò che ho detto, che anche Dio vive di una legge; non lo direi di una legge che non fosse quella della carità. Che cosa infatti in quella suprema e beata Trinità conserva quella suprema e ineffabile unità, se non la carità? E’ dunque una legge, una legge del Signore, la legge della carità, che stringe in unità la Trinità e la racchiude in un legame di pace. Ma non si creda, a questo proposito, che io concepisca la carità come una qualità, come un qualche accidente. Io la concepisco come la sostanza stessa di Dio, il che non è una dottrina nuova né insolita, dato che Giovanni dice “Dio è carità”. Perciò la carità può essere giustamente definita Dio.”

…“Dio sapeva bene che la creatura è di carne e che essa non è capace che di un amore carnale, cioè che essa avrebbe dato tutto il suo slancio soltanto verso un amore salvifico della sua carne. Egli conosceva bene il cuore dell’uomo; sapeva bene, perciò, quali mezzi fossero capaci di scuotere i sentimenti dell’uomo. Volendo dunque riconquistare la nobile creatura dell’uomo Dio disse: Se la costringo contro la sua volontà, ne otterrò solo un asino e non un uomo. Egli non tornerà me liberamente (libens) né spontaneamente (spontaneus), e non potrà dire: di tutto cuore ti offrirò un sacrificio. E io dovrei dare il mio Regno a degli asini? Che forse Dio ha cura dei buoi? Cercherò allora – Dio continuò – di farlo ritornare a me mediante il timore. Forse così riuscirà a convertirsi e a vivere. E Dio minacciò all'uomo i castighi più terribili, che si possano immaginare: tenebre eterne, vermi immortali e fuoco inestinguibile. Ma anche così l’uomo non fece ritorno a Dio.

Esorcismo di S. Benedetto patrono degli esorcisti

Origine della Medaglia o Croce di S. Benedetto
Le origini della Medaglia di S. Benedetto sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno e col Breve del 1742 approvò la medaglia concedendo delle indulgenze a coloro che la portano con fede.
Sul diritto della medaglia, S. Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull'altare è posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a S. Benedetto: il Santo, con un segno di croce avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: "EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR" - Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell'ora della nostra morte. Sul rovescio della medaglia, figura la croce di S. Benedetto e le iniziali dei testi.
Si tratta di versi antichissimi che appaiono già in un manoscritto del XIV sec., a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di S. Benedetto. La devozione della Medaglia o Croce di S. Benedetto divenne molto popolare dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Secondo alcuni, Brunone fu guarito da una grave infermità dopo che gli fu offerta la Medaglia di S. Benedetto. Dopo la guarigione divenne prima monaco benedettino e infine Papa con il nome di Leone IX, morì nel 1054 e fu canonizzato Santo nel 1087. Tra i propagatori della Medaglia o Croce di S. Benedetto si annovera anche S. Vincenzo de Paoli.