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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Lettere dalla Torre di San Tommaso Moro (St Thomas Moore)

Il lunedì 13 di Aprile dell’anno di grazia 1534, alla fine del venticinquesimo anno del regno di re Enrico VIII, su mandato di comparizione, sir Thomas More si presentò ai Commissari del Re presso l’arcivescovo di Canterbury a Lambeth. Qui, invitato a prestare giuramento, si  rifiutò. Fu pertanto affidato in custodia all’Abate di Westminster, presso il quale rimase fino al venerdì successivo, per essere poi imprigionato nella Torre di Londra. Poco dopo il suo arrivo costì, inviò alla figlia Margaret Roper una lettera che qui si trascrive1.

A MARGARET ROPER
Torre di Londra [c. 17 Aprile 1534]
Una volta giunto a Lambeth fui il primo ad essere convocato, nonostante che, prima di me, fossero arrivati il Vicario di Croydon2, e molti altri. Dopo che mi fu notificato il motivo della convocazione (del che mi meravigliavo, visto che ero l'unico laico ad essere stato convocato), chiesi di poter prendere visione del giuramento che, come mi fecero notare, era munito del sigillo reale. Chiesi poi di poter prendere visione dell'Atto di Successione3, che mi fu esibito in un esemplare a stampa. Lo lessi standomene in disparte, e quando lo ebbi esaminato unitamente al giuramento, feci loro presente che non avevo niente da eccepire, né riguardo l'Atto, e chi lo avesse redatto, né sul giuramento, e chi lo avesse sottoscritto.

Preghiere di San Tommaso Moro (St Thomas Moore)

Dammi, o buon Signore, un ardente desiderio di unirmi a Te. Non per sottrarmi alle sofferenze di questo misero mondo, neppure per sfuggire alle pene dell’inferno, né per raggiungere le gioie del paradiso, solo a mio personale vantaggio. Ma per autentico amore per Te.
(S. Tommaso Moro)

Sir Thomas Moore, (Martire [Londra 1478 - 1535] 22 giugno), morì decapitato per ordine di Enrico VIII, per essersi opposto all'annullamento del suo matrimonio con Caterina; da qui lo scisma che darà origine alla Chiesa anglicana.
Nel corso della sua vita si guadagnò fama a livello europeo come autore umanista e occupò numerose cariche pubbliche, compresa quella di Lord Cancelliere d'Inghilterra tra il 1529 e il 1532 sotto il re Enrico VIII.
Ispirato dal Signore, scrisse queste preziosissime preghiere mentre era prigioniero nella Torre di Londra nell'anno del Signore 1534, prima della sua condanna a morte.
San Tommaso Moro venne canonizzato dalla Chiesa cattolica nel 1935 da Papa Pio XI assieme all'amico Cardinale Giovanni Fisher, Vescovo di Rochester, decapitato quindici giorni prima di Moro, anch'egli per aver rifiutato di disconoscere il Papato.

Biografia di San Tommaso Moro (St Thomas Moore)

Tommaso, unico figlio superstite di sir Giovanni Moro, avvocato di Cheapside (Londra), fu in tutto e per tutto un vero londinese: frequentò le scuole in Treadneedle Street e a tredici anni si trasferì nella casa dell’arcivescovo Merton, che era sia il primate di Canterbury che Lord Cancelliere d’Inghilterra. L’arcivescovo era divenuto molto impopolare per la raccolta di contributi a favore di re Enrico VII: fu l’ideatore di un sistema fiscale quanto mai duro: la cosiddetta “forca di Morton“. Aveva al suo servizio un gran numero di persone. Tommaso Moro era «un ragazzo lieto» e l’arcivescovo si legò molto a lui profetizzando che sarebbe divenuto «un uomo meraviglioso». All’età di quattordici anni Tommaso Moro si trasferì al Canterbury’ Hall di Oxford, più tardi assorbito dal Christ Church; il padre, che gli forniva una retta assai misera, disapprovava il suo amore entusiastico per lo studio del greco e delle idee umanistiche, e lo ritirò dal collegio due anni dopo avviandolo agli studi giuridici a Londra, forse pensando che l’aridità di quelle materie avrebbe avuto un’influenza stabilizzante.

Le nuove idee però circolavano anche nella capitale. Tommaso Moro divenne professore di diritto e acquistò grande fama nel movimento umanista; tenne un corso sul De Civitate Bei di S. Agostino nella chiesa di S. Lawrence Jewry Colet, decano di S. Paolo, era il suo direttore spirituale, Lincrace il suo medico. Nel 1497 incontrò Erasmo: insieme discussero di teologia, lessero testi greci, tentarono di conciliarela tradizione e l’insegnamento della Chiesa con le nuove scoperte della scuola classica. Erasmo era un monaco allergico al chiostro, mentre Tommaso Moro  era un laico attratto dalla vita monastica e per qualche tempo visse in prossimità della certosa partecipando quotidianamente alla vita spirituale dei certosini, portando il cilicio e concedendosi solo quattro o cinque ore di sonno per notte.