S. Cristina di Bolsena costituisce una delle più complesse e affascinanti figure dell'agiografia cristiana antica; per questo si sono interessati di lei i maggiori studiosi del cristianesimo primitivo. Tutti ne hanno parlato con interesse, appassionandosi alle complesse problematiche storico archeologiche connesse alla sua figura.
La Chiesa commemora la nostra santa il 24 luglio e a questa data il nome di Cristina è già iscritto nei più antichi martirologi: il Geronimiano e il Romano. La santa è venerata, sempre al 24 luglio, dalla Chiesa di Roma e dalle Chiese cristiane orientali.
Le singole comunità della Chiesa delle origini redigevano le "Passioni" dei propri testimoni della fede per tramandarne la memoria e diffonderne la devozione. Sono dei racconti devoti e stilizzati con finalità apologetiche ed edificanti a volte, e forse a torto, considerati irrilevanti per il contenuto storico; questi testi rimangono però di estrema importanza per quello che ci dicono sull'atteggiamento della Chiesa nei confronti dei martiri e sul modo in cui la santità veniva percepita, immaginata e tramandata.
La "Passione" di Santa Cristina è giunta a noi in moltissime redazioni di epoche diverse. Il testo più antico a oggi conosciuto, risale alla prima metà' del V secolo ed è contenuto in un papiro proveniente da Oxjrhynchos, in Egitto, pubblicato nel 1911. Purtroppo questo importante testo è giunto a noi mutilo ma il frammento è tradotto perfettamente, quindi totalmente ricostruibile, negli Atti latini della martire, in particolare nel cosiddetto codice Farfense 29, risalente al IX secolo.
