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Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Natuzza Evolo e gli angeli

Quando si trattano le tematiche dell’angelologia non si può non citare un caso significativo, quello di Natuzza Evolo (1924 – 2009), mistica di Paravati, in provincia di Catanzaro.
Ella sin dal 1939 manifestò sudorazioni di sangue, con comparsa di piaghe, soprattutto il mercoledì santo, il giovedì santo ed il venerdì santo. Tali fenomeni, tenuti nascosti fino al 1965, sono poi venuti a conoscenza di molte migliaia di persone.
Si attribuiscono a Natuzza varie potenzialità: dalla bilocazione alla morte apparente, dalla trance al dialogo con i defunti, dall’esorcismo al canto angelico. Di quest’ultimo sono offerte varie testimonianze:
"Natuzza cadde in catalessi, ed improvvisamente sentimmo un suono lontano, indescrivibile, una musica talmente melodiosa, come un coro di dieci, venti voci intrecciate. Io mi impressionai moltissimo: era come un canto angelico lontano lontano, non sembrava venire dalla bocca di Natuzza.
Ho udito in quell’epoca il canto angelico proveniente da Natuzza in trance. Questo canto fu udito da molte persone di Paravati, qualche volta, eccezionalmente, fu udito dai figli di Natuzza, mentre ella non era in trance ma del tutto sveglia, proveniente in questo caso non da lei, ma dall’esterno. Natuzza minimizzò la cosa, dicendo che il canto proveniva dalla radio." (Marinelli 1983: 47)

A differenza di fenomenologie similari, non rare nel meridione italiano (e non solo), la vicenda della Evolo si è protratta nel tempo senza che siano sorti molti dubbi sulla veridicità delle sue affermazioni e sulla singolarità degli eventi che l’hanno accompagnata nel corso della sua lunga esistenza.

Natuzza Evolo, mistica stigmatizzata

Vita straordinaria di una santa, mistica e madre: Natuzza Evolo.
Era il torrido pomeriggio del 23 Agosto 1924: Filomena Maria Angela, una semplice e poverissima donna di Paravati, in Calabria, stava mettendo al mondo quella bambina che verrà poi chiamata Fortunata Evolo (detta Natuzza).
Tra lo stupore generale la piccola creatura venne alla luce con le braccia incrociate e stranamente silenziosa, destando non poche preoccupazioni tra i familiari presenti all’evento: “Morirà presto, questa bimba è del Signore, dobbiamo battezzarla in fretta!”, ripeteva la zia Caterina.
Quel presagio di morte tuttavia era semplice apparenza, la piccola Fortunata era in realtà sana e pronta alla vita.
Il padre, Fortunato Evolo, non era presente alla nascita poiché era da mesi partito in cerca di fortuna in America, lasciando la moglie incinta a Paravati. Di lui da allora non si seppe più nulla.
Nonostante ciò Natuzza ricevette ben presto altri cinque fratelli, alimentando le malelingue che da tempo s’accanivano contro la madre (incarcerata per poliandria) e la famiglia.
L’infanzia di questi pargoli fu estremamente dura e colma di povertà, in paese venivano spesso chiamati “i bastardi”. Natuzza come sorella maggiore s’era dedicata completamente alla cura ed al sostentamento dei fratelli minori, in quanto la madre era costretta a lavorare molte ore al giorno racimolando pochi soldi, neanche il necessario per sfamare se stessa.