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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Preghiera e Novena al Preziosissimo Sangue di Gesù, con Litanie

La "Preghiera al Preziosissimo Sangue di Gesù" fu scritta da San Gaspare Melchiorre Baldassarre del Bufalo, Presbitero e fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, a cui si iscrissero uomini di grande santità, come il venerabile Don Giovanni Merlini e Giovanni Mastai Ferretti, il futuro Pio IX.
San Gaspare nacque nel 1786 in Roma, nel momento storico particolarmente movimentato in cui la Santa Sede era alle prese con le conseguenze tumultuose della Rivoluzione Francese. Da giovanetto frequentò la Chiesa del Gesù attigua alla sua abitazione di Palazzo Altieri; lo attraeva in modo particolare il Santo missionario Francesco Saverio e si sentì per un breve periodo portato verso la Compagnia; ma non era questo il disegno della Provvidenza: la sua vocazione era per il sacerdozio secolare, ma certamente, non in una prospettiva statica!
Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, fu ardente apostolo tra le classi popolari della devozione al Sangue Preziosissimo di Gesù, collegata anche al culto del Sacro Cuore che, nato all'inizio del secolo XVII, aveva conosciuto una enorme diffusione in Francia, in Polonia e poi in tutta Europa. Non fu minore il riferimento costante alla santa Vergine, di cui egli si era impegnato con voto a difendere l’Immacolata Concezione, e che fu da lui scelta a presiedere come guida tutte le sue missioni col titolo di “Madonna del Calice”; con la sua immagine ottenne insperate conversioni e anche prodigi.
Sostenne con straordinario coraggio la lotta accanita che gli mossero le società segrete, in particolare la massoneria.

Coroncina al Volto Santo di Gesù con litanie

La devozione al Volto Santo di Gesù richiama il gesto della Veronica che asciugò il volto grondante di Cristo sul Calvario, come si ricorda nella VI stazione della Via Crucis.
I primi scritti che hanno per argomento la bellezza e la sofferenza del Volto di Gesù sono dei Santi Padri. Il Concilio di Nicea del 787 giustificò solennemente il culto delle sacre immagini, che fino ad allora era proibito per timore d'idolatria. Fu l'inizio dell'era aurea del Volto Santo di Cristo per tutta la Cristianità.
Furono però i messaggi di Gesù alla serva di Dio Suor Maria Pierina De Micheli (1890-1945), a dare definitivamente impulso a questa devozione. Gesù, apparendo assai triste e grondante sangue rivolge a Suor Pierina queste parole:
"Vedi come soffro? Eppure da pochissimi sono compreso. Quante ingratitudini da parte di quelli che dicono di amarmi! Ho dato il mio Cuore come oggetto sensibilissimo del mio grande amore per gli uomini, e do' il mio Volto come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini: voglio sia onorato con una festa particolare nel martedì di Quinquagesima (martedì grasso, ovvero il martedì che precede il mercoledì delle Ceneri), festa preceduta da una Novena in cui tutti i fedeli riparino con me, unendosi alla partecipazione del mio dolore. Voglio che il mio Volto, il quale riflette le pene intime del mio animo, il dolore e l’amore del mio Cuore, sia più onorato: chi mi contempla mi consola. Ogni volta che si contempla il mio Volto verserò l’amor mio nei cuori e per mezzo del mio Santo Volto si otterrà la salvezza di tante anime.

Litanie dell'Ordine Domenicano (o dei Frati Predicatori)

Fu grazie a queste litanie che l’Ordine Domenicano si salvò in un periodo molto triste della sua storia?
Nel 1252 Guglielmo di Saint-Amour e i maestri secolari dell’Università di Parigi, per estromettere i Domenicani dall'insegnamento, insorsero con libelli diffamatori contro l’Ordine, chiedendone la soppressione.
Due anni dopo, Papa Innocenzo IV, con la bolla Etsi animarum, ne restrinse l’autonomia e le facoltà fino a togliere all'Ordine quasi ogni possibilità di azione. Ma Papa Innocenzo IV morì 16 giorni dopo la pubblicazione della bolla e il suo successore, Alessandro IV, la fece ritirare 19 giorni dopo la sua elezione, dando piena ragione all’Ordine.
Lo storico domenicano Galvano Fiamma riferì che i Cardinali e i Curiali si dicevano l’un l’altro: "Guardatevi dalle Litanie dei Frati Predicatori, perché fanno prodigi".
Padre Pietro Lippini O.P. ricorda le grazie ricevute dall'Ordine Domenicano attraverso la preghiera di queste Litanie, ma mi pare anche opportuno segnalare un fatto prodigioso avvenuto recentemente, raccontato nel blog "Vitae fratrum" che testimonia la costante e materna protezione di Maria verso i propri figli.
Il 21 febbraio 2009 l'allora sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, p. Augustine Di Noia, domenicano statunitense, aveva inviato una email ai frati del suo Ordine, chiedendo di recitare le Litanie Domenicane alla Vergine Maria, per una sua intenzione segreta.

Litanie Lauretane, o Litanie della Beata Vergine Maria

Le Litanie della Madonna, per il favore che godono presso il popolo, occupano un posto rilevante tra le espressioni di pietà mariana. Le litanie sono una forma di preghiera semplice facile: sulla trama di una struttura volutamente ripetitiva, atta a favorire un atteggiamento contemplativo, la lode a Santa Maria, varia e intensa, si fonde armonicamente con la devota richiesta della sua intercessione: “prega per noi”, “vieni in nostro aiuto”.
Con il nome di Litanie lauretane si designa la supplica litanica che dalla prima metà del secolo XVI, si cantava nella Santa Casa di Loreto e da lì, favorita dalla fama del santuario e da alcuni interventi pontifici, si diffuse nella Chiesa latina fino a divenire una delle preghiere più popolari alla Vergine. Ma le Litanie Lauretane non ebbero origine nel celebre santuario delle Marche: nella loro forma caratteristica e nel contenuto essenziale sono già attestate in un manoscritto della fine del secolo XII, segnato come: Paris, Nat. Lat. 5267. Oggetto di innumerevoli studi e commenti, recitata quotidianamente dal popolo di Dio, la supplica lauretana ha un indiscutibile valore intrinseco. L'alternarsi di motivi dottrinali e poetici, biblici e patristici, liturgici e popolari, nonché un'aura di terre lontane recata da alcune immagini (Turris eburnea) le conferiscono un fascino singolare. Essa è ora atto di fede, ora lode schietta, ora supplica accorata, ora riconoscimento commosso della sovrana santità di Maria. Per tutto ciò il popolo le recita con devota continuità.

Litanie del Sacro Cuore di Gesù

La devozione al Sacro Cuore di Gesù
Nacque nella seconda metà del XIII secolo all'interno dei movimenti mistici tedeschi, in cui si ricordano due figure particolarmente devote al Sacro Cuore: Matilde di Magdeburgo (Santa per la Chiesa Anglicana), e Santa Gertrude di Hefta. In tempi più recenti, questa devozione trovò ancora maggiore impulso grazie all'opera di San Francesco di Sales.
La Festa del Sacro Cuore fu celebrata per la prima volta a Paray-le-Monial, città in cui sorgeva il monastero di suor Margherita, ed estesa a tutta la Chiesa da Pio IX nel 1856. Fu poi Papa Leone XIII nel 1899, ad approvare le Litanie e la pratica del 1° venerdì del mese, a consacrare l’umanità e il mondo al Sacro Cuore e a disporre che l’Anno Santo del 1900 fosse dedicato a questa devozione.
Santa Margherita Maria Alacoque
Fu suora dell’ordine della Visitazione fondato da S. Francesco di Sales e dalla baronessa S. Giovanna di Chantal. Definita la messaggera del Sacro Cuore, ebbe una serie di apparizioni del Sacro Cuore di Gesù: “Il Divino Cuore mi fu presentato come in un trono di fiamme, più sfolgorante di un sole e trasparente come un cristallo, con la piaga adorabile; esso era circondato da una corona di spine e sormontato da una Croce.”

Litanie della Passione di Gesù Cristo

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre»!. E da quell'ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Litanie del Santissimo Nome di Gesù

Il Santissimo Nome di Gesù
Nel suo nome si compiono prodigi (Marco 16, 17), si guariscono gli ammalati (Atti 3,6), si cacciano i demoni (Marco 9,38). L'invocazione del suo nome è fonte di salvezza, di remissione dei peccati e di vita eterna (Atti 4,12; 1 Giovanni 2,12; 1 Corinzi 6,11; Giovanni 3,18; 1 Giovanni 5,13). Il nome di Gesù è al di sopra di ogni altro nome. (Filippesi 2,9-11; Efesini 1,21; 1,4). Le parole più note sono quelle della Lettera ai Filippesi di San Paolo: «... umiliò se stesso facendosi obbediente sino alla morte e alla morte in croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.». (Filippesi 2,8-11)
La venerazione del Santissimo Nome di Gesù
Ebbe inizio nei primi tempi della Chiesa, come mostrano i cristogrammi che decorano l'arte paleocristiana. Durante il Medioevo la devozione per il Nome di Gesù è ben presente in alcuni Dottori della Chiesa, fra cui Bernardo di Chiaravalle, e in san Francesco d'Assisi. Fu poi praticata in tutto il Senese, pochi decenni prima della predicazione di Bernardino da Siena, dai Gesuati (una fraternità laica dedita all'assistenza degli infermi, fondata nel 1360 dal senese beato Giovanni Colombini), i quali erano così detti per il loro frequente ripetere il nome di Gesù. Soltanto nel XIV secolo tale devozione acquisì rilevanza liturgica, dando origine a un vero e proprio culto, grazie all'impegno per la sua diffusione e il suo riconoscimento ufficiale profuso da san Bernardino da Siena e dai suoi seguaci, fra cui soprattutto i beati Alberto da Sarteáno e Bernardino da Feltre.

Litanie della Divina Misericordia

Strumento di antica devozione, le litanie sono una forma di preghiera che tocca il cuore dei fedeli, aiutandoli nel loro cammino verso la santità.
In origine venivano recitate prima della celebrazione eucaristica e non avevano una forma stabilita, era il diacono che proponeva di volta in volta una o più intenzioni particolari di preghiera, a cui il popolo rispondeva usando alcune formule, di cui la più diffusa era Kyrie eleison (Signore pietà).
Così come la Devozione alla Divina Misericordia, tutte le più importanti devozioni hanno le proprie litanie e il loro uso è così diffuso che continuamente si rinnovano e si moltiplicano i formulari approvati dalla Chiesa.
Seppure le formule variano a seconda del tipo di devozione, identico è il fine di tutte: indirizzare la lode e la supplica dei fedeli direttamente, o attraverso la mediazione dei Santi e della Vergine Maria, a Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo.
La loro semplicità e immediatezza ne fanno uno strumento di straordinaria efficacia sia per la preghiera personale che per quella comunitaria, poiché permettono di meditare e dare lode al Signore in piena comunione con i fratelli e con la Chiesa, formando con loro un cuore solo e un’anima sola.
Le formule litaniche sono un compendio di spiritualità cristiana che comprende: preghiera, catechismo e insegnamento.
Le Litanie della Divina Misericordia infondono grande serenità e fiducia nella Misericordia di Dio, presente ed efficace in tutti coloro che vi confidano. Si possono recitare al termine della Coroncina della Divina Misericordia, del Santo Rosario, o in qualsiasi altra occasione.
Se preghiamo da soli, o anche se preghiamo in due o tre con una buona intesa, la preghiera migliore è da farsi senza alcuna fretta, lentamente, meditando parola per parola, con le pause necessarie, lasciando cioè spazio all'ascolto di Dio.

Preghiere per la nuova Pentecoste


O purissima Vergine Maria, che nella tua Immacolata Concezione fosti fatta dallo Spirito Santo eletto Tabernacolo della divinità, prega per noi, affinché il divin Paraclito venga presto a rinnovare la faccia della terra. (Ave Maria)
O purissima Vergine Maria, che nel mistero dell’Incarnazione fosti fatta dallo Spirito Santo vera Madre di Dio, prega per noi, affinché il divin Paraclito venga presto a rinnovare la faccia della terra. (Ave Maria)
O purissima Vergine Maria, che stando in orazione, con gli Apostoli nel Cenacolo fosti sovrappiena di Spirito Santo, prega per noi, affinché il divin Paraclito venga presto a rinnovare la faccia della terra. (Ave Maria)
Preghiamo: Venga il tuo Spirito, Signore, e ci trasformi interiormente con i suoi doni: crei in noi un cuore nuovo, affinché possiamo piacere a te e conformarci alla tua Volontà. Per Cristo nostro signore. Amen.

Litanie dello Spirito Santo

Il nostro corpo ospita Dio Spirito Santo
Pochissimi si ricordano che siamo un tempio dove abita la Terza Persona della S.S. Trinità, proprio come una chiesa ospita al suo interno, nel tabernacolo, la Seconda: Gesù Cristo sotto le specie eucaristiche. Tanti cristiani si sentono soli, vanno a cercare Dio lontano, a quello o quell'altro santuario, o chissà dove, dimenticandosi che non sono mai soli, perché Dio Spirito Santo abita dentro ciascuno di noi, e sottovalutando che nell'Eucaristia, presente e disponibile nella chiesa più vicina, c'è tutto Dio e tutta la sua potenza salvifica.
Lo Spirito Santo: fa tutto lui nella Chiesa! È il continuatore e il rifinitore di Cristo che porta a Cristo. È presente in ognuno dei sette sacramenti. Anche l'Eucaristia ha bisogno di Lui, visto che il presbitero, nel momento in cui stende le mani sul calice scoperto, prega il Padre che mandi lo Spirito affinché il pane e il vino diventino il Corpo e il Sangue di Cristo. È presente nella Parola di Dio, visto che è Lui che l'ha ispirata, come bene ribadisce la Dei Verbum. È presente nella preghiera: nella liturgia le preghiere sono rivolte al Padre per il Figlio nello Spirito, infatti: «Te lo chiediamo, Padre, per Gesù Cristo tuo figlio e nostro Signore, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli».

Litanie dell'umiltà, del Servo di Dio R. Merry del Val

Atto d'amore alla Santissima Vergine
"O Maria, Madre mia, quanto ti amo! Eppure quanto è poco! Tu m'insegni ciò che m'importa conoscere, perché m'insegni ciò che Gesù è per me e ciò che io devo essere per Gesù. Amen."
Servo di Dio card. R. Merry del Val, Segretario di Stato di Papa Pio X. Terziario dell'Ordine dei Servi di Maria, morto in concetto di santità il 26 Febbr. 1930.
Raffaele Merry del Val nasce a Londra il 10 ottobre 1865. Di famiglia nobile, suo padre don Raffaele e sua madre donna Giuseppina De Zulueta sono cat­tolici ferventi, di profonde convinzioni e di pratica religiosa quotidiana. Le origini della famiglia Merry del Val erano irlandese e spagnola e da que­st'ultima discendenza era nato nel 1250 san Dominguito del Val, crocifis­so a sette anni nei dintorni della catte­drale di Saragozza da alcuni ebrei e oggi venerato soprattutto in Spagna.
All'età di sei anni, alla domanda rivoltagli da un padre gesuita «Che cosa vuoi diventare da grande?», Raffaele risponde: «Voglio essere prete». Il suo unico svago consiste nella costruzione di piccoli altari, nel formare arredi sa­cri e mettere insieme candelabri e immaginette; si diverte, inoltre, a imita­re il sacerdote nel celebrare la messa, invitando ad assistervi i suoi fratelli e coetanei.

Video canto "Litaniae Sanctorum" con testo latino

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Testo canto "Litaniae Sanctorum"