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Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

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S. Geltrude di Helfta: L'Araldo del Divino Amore - Libro quinto

Le rivelazioni dell'Amore Divino a S. Geltrude di Helfta.

LIBRO QUINTO - PREFAZIONE DI LANSPERGIO
Questo quinto libro fornisce salutari rivelazioni che c'insegnano come bisogna prepararsi alla morte, accoglierla con gioia e rassegnazione, implorando l'aiuto di Dio e dei Santi. Si vede anche come l'equa censura della divina giustizia renda a ciascuno, dopo la morte, secondo le opere compiute, quantunque la misericordia di Dio abbia preparato, per quelli che muoiono nella carità, un aiuto potente nelle preghiere e nelle buone opere dei viventi.
In questo libro sono riportate alcune pratiche di devozione utilissime ai defunti, i quali sono soprattutto suffragati dalle offerte attinte nel tesoro infinito dei meriti di Gesù Cristo. E' una glorificazione meravigliosa della misericordia di Dio, della ineffabile dolcezza della sua bontà che concede a tutti gl'infelici peccatori un rimedio, col quale possono, se vogliono, liberare se stessi e gli altri dalle colpe e dalle pene dovute al peccato.

PROLOGO: Siccome il Signore rivela talvolta, per il bene dei meriti dei defunti, per eccitarci coi loro esempi a respingere gli ostacoli ed ottenere le eterne ricompense; così ci e parso opportuno raccogliere in questo ultimo libro quanto il Signore volle rivelare a Geltrude, riguardo a parecchie anime. Si parla dapprima dell'affabile, gloriosa, venerabile Abbadessa Geltrude di Hackeborn della quale si è stimolati ad ammirare la vita, quantunque difficile ad imitarla; e spinti a ringraziare il buon Dio che volle colmarla di doni tanto eccelsi.

S. Geltrude di Helfta: L'Araldo del Divino Amore - Libro quarto

Le rivelazioni dell'Amore Divino a S. Geltrude di Helfta.

LIBRO QUARTO - PREFAZIONE DI LANSPERGIO
Questo quarto libro contiene parecchie salutari rivelazioni, che possono istruire il lettore e formarlo alla perfezione cristiana. Vi si impara soprattutto, come e con quali esercizi dobbiamo onorare Gesù Cristo e i Santi, specialmente nelle feste che la S. Chiesa ha stabilito in loro onore; vediamo inoltre come sia facile ottenere grazie per noi e per altri, dal dolcissimo Mediatore, Gesù benedetto, il Quale supplisce abbondantemente a quello che ci manca, arricchendo la nostra indigenza con i tesori della sua vita e della sua Passione. L'anima devota potrà poi servirsi di questi esercizi a bene suo ed altrui, non solo nelle feste loro assegnate, ma sempre. In questo libro si vede pure come Dio gradisca l'omaggio del nostro culto e le cerimonie della S. Chiesa.
Nelle pagine seguenti abbondano paragoni ed immagini, perché Geltrude, nonostante la pienezza di luce che le colmava l'anima, non ha saputo tradurre in altro modo e facilitare la comprensione alla nostra intelligenza delle utilissime nozioni spirituali che ella medesima aveva colto attraverso tali simboli; (gli stessi autori ispirati dalla S. Scrittura non hanno agito diversamente). Ciò che Geltrude ha. compreso nelle sue estasi, senza forma e senza immagini, l'ha tradotto a stento, nel povero alfabeto umano.
Infine da questo libro, come dai precedenti, esala il profumo di quella divina dolcezza con cui il Salvatore ama teneramente i suoi eletti, li guida con sapienza, li richiama se si allontanano, li stringe al Cuore quando ritornano, mostrando che i tesori della divina Provvidenza sono sempre aperti e che il Cuore del migliore degli Amici supplisce con i suoi meriti all'umana indigenza.

S. Geltrude di Helfta: L'Araldo del Divino Amore - Libro terzo

Le rivelazioni dell'Amore Divino a S. Geltrude di Helfta.

LIBRO TERZO - PREFAZIONE DI LANSPERGIO
La vergine Geltrude, per umiltà, non scrisse né questo terzo libro, né i seguenti, però li ha dettati, dietro ordine del Signore, ad una consorella colta perchè li scrivesse. Geltrude si credeva indegna di raccontare grazie così eminenti, pensando di sciuparle col tocco della sua penna, e preferì che un'altra le mettesse in luce, affinché Dio ricevesse degno omaggio di lode e di ringraziamento dalle anime che ne verrebbero a conoscenza.
Ella pensava di togliere da un pantano una perla preziosa e d'incastonarla in oro finissimo, rivelando ad altri i doni della bontà divina, perché il Signore avrebbe così ricevuto quelle lodi e quei ringraziamenti ch'ella disperava di poterGli rendere. A tale ragione si aggiunse poi l'ordine tassativo dei Superiori, che obbligarono l'una a far conoscere le sue rivelazioni, l'altra a scriverle.
Questo terzo libro è ripieno d'istruzioni e di consolazioni; contiene pure pii esercizi nei quali ciascuno, secondo lo stato particolare, può imparare il modo di servire Dio e di piacerGli; come convenga offrire al Padre celeste i meriti e il frutto della Passione del Figlio suo, per espiare i propri peccati ed applicarsi i frutti della Redenzione; come bisogna amare Dio con tutto il cuore, con quale divozione ricevere i Sacramenti ed infine, come sia necessario conformarsi in ogni cosa al divino beneplacito. Tutte queste cose, e molte altre ancora contenute in questi libri, sono l'espressione pratica dell'amore di Dio verso i suoi eletti.

S. Geltrude di Helfta: L'Araldo del Divino Amore - Libro secondo

Le rivelazioni dell'Amore Divino a S. Geltrude di Helfta.

LIBRO SECONDO - PREFAZIONE DI LANSPERGIO
Geltrude, ispirata da Colui che poteva disporre liberamente del suo volere, scrisse questo secondo libro, tutto di sua mano: è un libro pio ed utile a tutti: esso fornisce all'anima devota, luce ed esempio per dirigersi nella vita interiore, per imparare a conoscere imperfezioni e difetti, onde piangerli davanti a Dio; infine per concepire un vero disprezzo di se stessi, e salde risoluzioni per rendere migliore la propria vita.
Insegna ancora a proclamare i divini benefici, a ringraziarne il Signore, ed a ricondurre tali beni alla loro sorgente. Mostra ciò che prova un'anima quando Dio l'attrae a sé, insegna con quale discrezione deve procedere per discernere lo Spirito di Dio dal proprio, e giungere poi all'unione d'amore col suo Signore.
Questo libro presenta tali cose con termini assai semplici, che non corrispondono affatto alla grandezza delle realtà che esprimono, ma non sono certo le forme letterarie, più o meno eleganti, che danno pregio allo stato di un'anima che Dio eleva, per mezzo della grazia: è bene sapersi che la maggior parte delle cose descritte in queste pagine saranno comprese soltanto da chi ha ricevuto simili favori. La parola umana non può tradurne la grandezza e la maestà.
Geltrude stessa, come dicemmo, spinta da un impulso soprannaturale scrisse queste pagine di sua propria mano.

PROLOGO: Nove anni dopo d'avere ricevuti i favori che narreremo in questo libro un giorno di giovedì Santo, mentre Geltrude aspettava, con la Comunità, il sacerdote che doveva portare la S. Comunione a un'inferma, sentì uno straordinario impulso dello Spirito Santo, che l'animava a scrivere.

S. Geltrude di Helfta: L'Araldo del Divino Amore - Libro primo

Le rivelazioni dell'Amore Divino a S. Geltrude di Helfta.

LIBRO PRIMO - PROLOGO
Lo spirito consolatore, distributore d'ogni bene « che spira dove vuole » (Giov. III, 8) come vuole e quando vuole, tiene abitualmente nascosti i segreti del suo amore, ma talvolta li manifesta per il vantaggio delle anime. S. Geltrude ce ne fornisce un chiaro esempio: quantunque la divina bontà l'abbia sempre ricolmata di favori, pure, solo ad intervalli le ordinò di pubblicare le meraviglie della sua divina tenerezza.
Questo libro fu scritto in diverse epoche. La prima parte fu redatta otto anni dopo le prima manifestazioni divine; la seconda venne terminata circa vent'anni più tardi: il Signore si degnò di gradire tale lavoro. Infatti, compiuto il primo libro, Geltrude lo presentò al Signore con umiltà e divozione: Egli, nella sua infinita bontà, le disse: «Nessuno potrà allontanare da me il memoriale dell'abbondanza della mia divina soavità».
Da queste parole comprese che Nostro Signore voleva dare al libro il titolo « Memoriale dell'abbondanza della divina soavità ».
Aggiunse Gesù: « Se qualcuno cerca in queste pagine il bene spirituale della sua anima„ l'attirerò a me vicino e prenderò parte alla lettura, tenendo il libro nelle mie stesse mani; Quando due persone leggono insieme uno stesso libro, una sembra aspirare l'alito dell'altra. Così io aspirerò il soffio dei desideri di quest'anima, ed essi commuoveranno in suo favore le viscere della mia misericordia: da parte mia le farò respirare il soffio della Divinità così che ne sarà interiormente ringiovanita ».

Santa Gertrude la Grande - Catechesi di Benedetto XVI del 6/10/10

Udienza generale del mercoledì.
Cari fratelli e sorelle, Santa Gertrude la Grande, della quale vorrei parlarvi oggi, ci porta anche questa settimana nel monastero di Helfta, dove sono nati alcuni dei capolavori della letteratura religiosa femminile latino-tedesca. A questo mondo appartiene Gertrude, una delle mistiche più famose, unica donna della Germania ad avere l’appellativo di “Grande”, per la statura culturale ed evangelica: con la sua vita e il suo pensiero ha inciso in modo singolare sulla spiritualità cristiana.
È una donna eccezionale, dotata di particolari talenti naturali e di straordinari doni di grazia, di profondissima umiltà e ardente zelo per la salvezza del prossimo, di intima comunione con Dio nella contemplazione e di prontezza nel soccorrere i bisognosi.
A Helfta si confronta, per così dire, sistematicamente con la sua maestra Matilde di Hackeborn, di cui ho parlato nell’Udienza di mercoledì scorso; entra in rapporto con Matilde di Magdeburgo, altra mistica medioevale; cresce sotto la cura materna, dolce ed esigente, della Badessa Gertrude. Da queste tre consorelle attinge tesori di esperienza e sapienza; li elabora in una propria sintesi, percorrendo il suo itinerario religioso con sconfinata confidenza nel Signore. Esprime la ricchezza della spiritualità non solo del suo mondo monastico, ma anche e soprattutto di quello biblico, liturgico, patristico e benedettino, con un timbro personalissimo e con grande efficacia comunicativa.
Nasce il 6 gennaio del 1256, festa dell’Epifania, ma non si sa nulla né dei genitori né del luogo di nascita. Gertrude scrive che il Signore stesso le svela il senso di questo suo primo sradicamento: “L’ho scelta per mia dimora perché mi compiaccio che tutto ciò che c’è di amabile in lei sia opera mia […]. Proprio per questa ragione io l’ho allontanata da tutti i suoi parenti perché nessuno cioè l’amasse per ragione di consanguineità e io fossi il solo motivo dell’affetto che le si porta” (Le Rivelazioni, I, 16, Siena 1994, p. 76-77).

Santa Gertrude di Helfta: perdutamente innamorata di Cristo

Santa Gertrude di Helfta visse per quarant’anni in un monastero medievale. Per i tedeschi è “die Heilige Gertrud die Grosse”, l’unica donna nella storia tedesca ad essere chiamata “la Grande”. Con la sua esperienza spirituale e con i suoi scritti si è conquistata due titoli importanti.
Primo: quello di “Teresa di Germania” perché sotto molti aspetti richiama la grande Teresa di Avila. (Teresa d'Avila conobbe e amò gli scritti di Gertrude di Helfa e la considerava sua maestra spirituale).
Secondo: di "Teologa del Sacro Cuore" perché con la sua particolare devozione al Cuore divino di Cristo preannunciava e preparava Santa Margherita Maria Alacoque che ne sarà la grande apostola.
Santa Gertrude la Grande ebbe grande influenza ai suoi tempi perché la fama della sua santità e delle sue visioni attirava molti per chiedere consiglio e conforto. Fu dimenticata fino al XVI secolo, quando i Certosini pubblicarono i suoi scritti traducendoli in varie lingue, svelando così la sua grandezza e le sue anticipazioni alla devozione al Sacro Cuore di Gesù. Morì il 17 novembre del 1301. Fu canonizzata nel 1677. E' patrona delle Indie Occidentali, di Tarragona e del Perù, è invocata contro il diabete.
L’iconografia ama rappresentare Gertrude con un cuore visibile nel petto, sul quale si può vedere il Bambino Gesù, in conformità alle parole attribuite a Gesù medesimo: “In Corde Gertrudis invenietis Me” cioè “Nel cuore di Gertrude troverete Me”.