Image Cross Fader Redux
Ciascuno di noi è un messaggio che Dio manda al mondo (P. G. Vannucci OSM)

Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
Visualizzazione post con etichetta Ideologia gender. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ideologia gender. Mostra tutti i post

Unioni civili, un governo da mettere alle corde. E il 30 gennaio tutti a Roma!

Di Riccardo Cascioli
Aggiornamento: è finalmente arrivato l'annuncio ufficiale. Il "Comitato Difendiamo i nostri figli" convoca la nuova manifestazione nazionale «a difesa della famiglia e del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà» per il 30 gennaio a Roma. Raduno ore 10 per l'inizio della marcia.
«Il luogo e il percorso - dice il comunicato - verranno comunicati in un secondo momento, poiché sono in corso decisioni con le autorità comunali romane e con le forze dell'ordine».
Mentre l’inizio del dibattito in Senato sul ddl Cirinnà è stato spostato dal 26 al 28 gennaio e si attende da un momento all’altro l’annuncio ufficiale del nuovo Family Day per il 30 gennaio a Roma, a livello politico è scoppiata la bagarre, soprattutto nel PD. Una trentina di senatori del partito di maggioranza hanno infatti firmato un documento in cui si chiede lo stralcio della stepchild adoption (l’adozione del figliastro) dal disegno di legge e alcuni altri hanno preparato un emendamento che punta a sostituire l’adozione con un affido “rinforzato”. 
Una grana non da poco per il presidente del Consiglio Renzi, che da mesi dice che intende portare a casa questa legge così com’è pur sbandierando la concessione ai suoi parlamentari della libertà di coscienza. Peraltro ieri sera è scoppiata una ulteriore polemica perché il sito gay.it ha pubblicato le foto dei 31 senatori contrari alla Cirinnà chiedendo di scrivere loro come forma di pressione per farli recedere. Da tutto il PD – unito almeno in questo caso - sono partite dure accuse contro gay.it.

L’infanzia tedesca devastata dall’indottrinamento Lgbt

Di Mauro Faverzani
Tanto le famiglie naturali quanto le persone eterosessuali, d’ora in poi, nelle scuole di Meclemburgo-Pomerania, non rappresenteranno altro che una delle tante, possibili varianti di coppia e di orientamento sessuale: lo prevede il Piano d’azione per l’uguaglianza e l’accettazione della diversità sessuale e di gender in vigore nel Land, rigorosamente ossequioso verso i diktat e le pressioni imposte dalle lobby Lgbt, di cui asseconda fedelmente gli obiettivi politici e ideologici.
A rivelarlo è stata l’agenzia Junge Freiheit on line del 29 dicembre scorso, che ha precisato come all’indottrinamento di stato siano destinati a non sfuggire, purtroppo, neppure i bambini delle materne, infischiandosene dei seri problemi conseguenti per un loro corretto ed armonico sviluppo; è probabile che, nelle classi, vengano inseriti compagni omosessuali o provenienti da coppie gay o lesbiche, con l’esplicito intento di discriminare gli altri o di ricodificare in loro un falso concetto di “normalità”.
L’agenzia Kultur und Medien non esita, giustamente, a condannare il bieco tentativo di «decostruzione» delle coscienze sin dalla più tenera età, rendendone oltre tutto forzatamente complici gli stessi insegnanti.
Ma c’è di più: allo stesso scopo sono state predisposte da Angela Kolb , esponente dell’Spd e ministro di Giustizia nella Sassonia-Anhalt , delle autentiche «valigette didattiche» contro la «violenza di genere». Non esiste alcun allarme sociale, in merito: basti il fatto che, dal 2007 al 2014, le forze dell’ordine han registrato in tutto solo 19 casi riconducibili a tale specifico reato. Il che rende evidente la natura assolutamente strumentale del provvedimento assunto.

Contro le adozioni delle coppie omosessuali

Nel gennaio del 2008, per la prima volta in Europa, la Corte europea dei diritti dell’uomo accolse un ricorso da parte d’una donna omosessuale austriaca che lamentava l’impossibilità d’adottare nel suo paese d’origine il figlio della propria convivente: secondo la donna tale divieto era lesivo nei confronti dei diritti fondamentali e discriminatorio verso il proprio orientamento sessuale. La sentenza, la quale andava controcorrente rispetto ad una decisione presa nel 2002 riguardo un caso simile, fu salutata dall'organizzazione Human Rights Watch con un articolo festante nel quale si invitavano i Paesi membri dell’Unione Europea a modificare le leggi sull'adozione. La svolta della Corte fu senza dubbio influente sui governi di molte Nazioni: questo tipo d’adozione, generalmente chiamata stepchild adoption, fu il primo passo verso una graduale legalizzazione dell’affido alle coppie dello stesso sesso in paesi come Austria, Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord. Il sempre più ampio movimento richiedente l’estensione del matrimonio e delle adozioni, in genere supportato da finanziatissime campagne pubblicitarie e condizionamenti come accaduto in Irlanda, ha visto a più riprese la Chiesa Cattolica inerme, incapace di reagire, di sostenere un serio dibatto etico e filosofico, impossibilitata a confrontarsi. La sana dialettica infatti, in maniera decisamente immotivata, si è trasformata in uno scontro durissimo tra fazioni, in una confusionaria bolgia tra duellanti e partigianerie in cui fin troppe offese, diffamazioni e spettacolarizzazioni volte a scatenare dellinfatile sentimentalismo hanno trovato spazio.
È dunque fondamentale in quanto credenti, alla luce dei grandi cambiamenti della nostra epoca, analizzare e comprendere quale sia la gravità dell’errore sociale che pretende di piegare concetti morali assoluti come la legge naturale alle richieste del singolo individuo, creando delle situazioni di squilibrio e ambiguità.

Comitato Difendiamo i nostri figli

Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia e pubblico la comunicazione di Costituzione del "Comitato difendiamo i nostri figli".

Il Comitato Difendiamo i nostri figli, che lo scorso 20 giugno ha portato in piazza un milione di persone a Roma contro la diffusione della teoria del gender nelle scuole e il DDL Cirinnà che introduce unioni civili analoghe al matrimonio e la possibilità di adottare figli per le coppie omosessuali, prosegue le sue attività con la costituzione di comitati locali in tutta Italia. Anche a Pistoia si è costituito un comitato locale, che appoggerà le prossime iniziative nazionali di Difendiamo i nostrifigli e promuoverà specifiche iniziative sul territorio.
Di fronte alla calendarizzazione in data 26 gennaio della discussione in Senato del DDL Cirinnà, è pronta una mobilitazione nazionale del Comitato Difendiamo i nostri figli.
Per informazioni e aggiornamenti sull’organizzazione a livello locale, singoli e associazioni sono invitati a contattare il Comitato pistoiese all’email pistoia@difendiamoinostrifigli.it.

COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI - PISTOIA

Un'ora di guardia

Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia e pubblico questa email, alla quale ho aderito con intenzione di farne dono a Gesù Cristo nostra passione, perché prevalga la verità in questa delicata tematica, qualunque essa sia, anche se non dovessi comprenderla interamente, rimettendo tutto nelle sue mani.
Non si richiede che un'ora di preghiera, una cosa che qualsiasi anima devota a Nostro Signore Gesù Cristo può dedicare. Si lascia solo nome e cognome senza altri dati, neppure l'email, perché l'impegno si assume con Dio prima ancora che con gli uomini.

Siamo alla battaglia finale sulla legge Cirinnà. Nonostante una piazza che ha espresso chiarissima la volontà di un impressionante numero di cittadini di voler difendere l’istituto naturale del matrimonio, nonostante nel paese anche grazie al nostro lavoro si è diffusa la consapevolezza della grave ingiustizia che la legge legittimerebbe – usare corpi umani come merce, sottrarre ai bambini i loro veri genitori, impedire ai bambini di sapere da dove vengono – quasi tutti i politici con incredibile arroganza e superficialità si riempiono la bocca con parole svuotate di senso come “diritti civili” e cercano di aggirare lo scempio che si preparano a fare cambiando il nome alle cose (“stepchild adoption”, “affido rinforzato”).
La legge salterà la fase della commissione e andrà in aula. Dopo mesi di offensiva su tutti i mezzi di comunicazione cercheranno di ignorare ciò che pensa ancora la maggioranza del paese, cioè che i bambini hanno diritto a un padre e a una madre.

A chi non piace la ‘teoria Gender’

A. Brandi e G. Amato: perché diciamo no al Gender nelle scuole

Fonte: www.lindro.it
Di Alessandra Benignetti
Il “gioco del rispetto” nell’asilo di Trieste e il caso Dolce e Gabbana sono solo gli ultimi due episodi che mostrano come il dibattito sulla questione delle famiglie omogenitoriali e dell’educazione gender in Italia sia tutt’altro che sopito, e che, al contrario, sia più acceso che mai.
Ma che cos’è la teoria gender e qual è lo stato dell’attuazione dei programmi volti a diffondere questi insegnamenti in Italia? Uno degli esempi più famosi a questo proposito è quello dei pamphlet distribuiti nelle scuole dall’UNAR lo scorso anno, e poi ritirati tra polemiche, prese di distanze e disapprovazione generale. Nel 2013, recependo le direttive in materia del Consiglio d’Europa, l’allora governo Monti varò un piano triennale (2013-2015) di azioni pilota volte a combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
L’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali (UNAR), che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base di questo piano predisponeva e coordinava la “Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, le cui linee guida contemplano anche l’adozione di misure volte a promuovere il contrasto all’omofobia e la promozione dell’identità di genere nei programmi scolastici e nel materiale didattico delle scuole e delle università italiane. Una delle prime misure messe a punto a questo scopo dall’UNAR è stata quindi, nel gennaio del 2014, la diffusione di tre opuscoli, destinati rispettivamente alle scuole primarie, medie e superiori, e redatti, su commissione proprio dell’UNAR, dagli psicologi dell’Istituto A.T. Beck.

Sentinelle in piedi a Pontassieve

Sabato 26 settembre 2015 in piazza Vittorio Emanuele ore 16.00
Chi sono le sentinelle?
Sentinelle in Piedi è una resistenza formata da persone che vegliano su quanto accade nella società denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Le Sentinelle vegliano nelle piazze per risvegliare le coscienze intorpidite e passive di fronte al pensiero unico. Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna. La nostra è una rete apartitica e aconfessionale perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, il nostro non è un movimento, non è un’associazione, bensì un metodo, uno stile, una forma di testimonianza che non può escludere nessuno perché riguarda la coscienza di ogni uomo e il desiderio di infinito che tutti – anche chi ci contesta – ha in fondo al cuore. Vegliamo sullo stile dei Veilleurs debout francesi: in rigoroso silenzio, a due metri di distanza l’uno dall’altro, leggendo un libro in segno della formazione permanente di cui tutti abbiamo costantemente bisogno, rivolti nella stessa direzione che è quella di un futuro migliore. Vegliamo nelle piazze italiane di fronte ai luoghi di potere, con la nostra presenza numerosa e silenziosa ribadiamo che non è possibile zittire le coscienze di chi ha gli occhi aperti. In Italia le Sentinelle in Piedi sono nate in difesa della libertà di espressione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora al Senato.

Manifestazione nazionale contro pillola, gender e nuova religione

Ti invitiamo sabato 20 giugno alle ore 15:30 a Roma in Piazza San Giovanni, per ribadire l'illiceità di sperimentazioni pseudo-educative e per affermare il diritto primario dei bambini ad avere un papà e una mamma e a conoscere le proprie origini.
In pullman da Valdinievole, Pistoia, Prato e Firenze: tel. 3397027609 - lamanifpourtouspistoia@gmail.com
Il momento di farsi sentire è adesso!

Manifestazione a piazza San Giovanni contro gender nelle scuole e ddl Cirinnà
Anche dalla Toscana alcune associazioni aderiranno alla Manifestazione in Piazza San Giovanni a Roma “Per promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall’assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole”. Il comitato “Da mamma e papà”, spiega così la convocazione a Roma per il prossimo 20 giugno di una manifestazione che si annuncia imponente a difesa dell’istituto del matrimonio, della famiglia composta da un uomo e da una donna, del diritto del bambino ad avere una figura materna e una paterna, senza dover subire già dalla scuola dell’infanzia la propaganda dell’ideologia gender definita da Papa Francesco “un errore della mente umana“.

La globalizzazione satanica

Titolo originale: Il massimo della corruzione: un fallimento per l'umanità
La battaglia degli uomini di coscienza e di fede contro il tentativo di distruggere gli eterni valori di Dio e lo stesso diritto naturale.

di Patrizia Stella e Redazione "Qui Europa"

Un fallimento per l'umanità!
Brescia, Roma – di Patrizia Stella – “Un fallimento per l’umanità”! Con queste parole il Segretario di Stato Vaticano, Card. Parolin, ha sintetizzato lo sconcerto di tutta la Chiesa davanti al risultato a dir poco allarmante delle votazioni popolari in favore del matrimonio gay in Irlanda (vedi qui Irlanda, gender, matrimoni gay e vera corruzione), vero insulto all’uomo, ai Comandamenti di Dio e all’evangelizzatore e Patrono d’Irlanda, il glorioso San Patrizio (vedi qui San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa). Sarebbe auspicabile che i vescovi proponessero preghiere di riparazione per simile offesa a Dio piuttosto che un silenzio ambiguo. Infatti, sia da parte del Primate d’Irlanda, Eamon Martin, che dai vari organi di stampa cattolica, Osservatore Romano, Avvenire ecc. si è alzata solo qualche flebile voce per commentare molto sommessamente che “bisogna prendere atto che la realtà sociale è cambiata” come a dire “E’ ora che anche la Chiesa si conformi alle mode del tempo”. Se anche i primi Apostoli avessero “preso atto della realtà del paganesimo” rinunciando con rassegnazione alla evangelizzazione secondo l’insegnamento di Gesù Cristo, che ne sarebbe del Cristianesimo?

Leggi su Qui Europa »»»

La guerra contro famiglia e vita comincia all'ONU

Di Stefano Fontana
Quando constatiamo che l’ideologia gender entra nella classe di nostro figlio, oppure che si preme per distribuire senza ricetta alle nostre ragazze la pillola del giorno dopo, oppure che la tale associazione di volontariato per lo sviluppo si è dichiarata a favore dell’aborto, di solito non pensiamo di essere davanti a fatti che hanno la loro origine ben più a monte, che sono stati pianificati molto prima e per cui sono state spese ingenti somme di denaro. Eppure è così.
Nel 2014 appena trascorso si era concluso il ventennio del programma fissato al Cairo nel 1994 sui “diritti alla salute sessuale e riproduttiva”. Tra questi diritti ce ne sono alcuni di buoni, come per esempio l’accesso alle medicine anti Aids o la promozione dell’allattamento al seno, ma ce ne sono altri di malvagi come la contraccezione, la sterilizzazione, l’aborto e l’inclusione dei “nuovi diritti” LGBT. Secondo le Nazioni Unite gli obiettivi del Cairo non sono stati pienamente raggiunti, quindi l’Assemblea generale ha approvato il programma Cairo Beyond 2014, e lo ha collegato con gli Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals) che scadono nel 2015. Il tutto viene rilanciato quindi fino al 2030.

Io, omosessuale, in piazza con le Sentinelle

"Mi sono alzato in piedi, ho dato voce al mio silenzio." Io, omosessuale, in piazza con le Sentinelle.
"Ecco, ora lo sapete: io esisto. E ora provate a dirlo a me, che sono omofobo".
Fonte: tempi.it di Giorgio Ponte.

Ho scritto e riscritto mille volte questo pezzo, ossessionato dal fatto di avere troppo da dire, e forse non abbastanza spazio per farlo, ma alla fine ho deciso di partire dal cuore di ciò che ritengo importante. Per il resto ci sarà tempo.
Mi chiamo Giorgio Ponte, ho trent’anni, sono uno scrittore, ho tendenze omosessuali, e sono stanco di sentire le associazioni gay parlare in mio nome su ciò che ritengono io dovrei pensare. Oggi scrivo per dire che io non mi ritrovo in nessuno dei pensieri da loro sostenuti.
Il ventitré ottobre 2014 tempi.it pubblicò una mia lettera-testimonianza firmata solo col mio nome, come omosessuale fra le Sentinelle in Piedi, sceso in piazza contro il disegno di legge sulle unioni civili Cirinnà e il ddl Scalfarotto sull’omofobia, che avrebbe introdotto nel nostro ordinamento il reato di opinione (con il rischio per chiunque di finire in galera solo per avere scritto un articolo come quello che state leggendo ora). In molti dissero che la testimonianza era falsa e il suo autore un invenzione. Qualcuno commentò che non era strano che tutti “questi presunti omosessuali cattolici” fossero sempre anonimi, poiché era ovvio che essi non potessero esistere. Ecco, ora lo sapete: io esisto. E ora provate a dirlo a me, che sono omofobo.
Scrivetelo ovunque, gridatelo nelle piazze: io esisto e non mi sento discriminato da chi sostiene la natura fondamentale dell’uomo. Io e i miei fratelli che vivono come me e che hanno il buon senso di riconoscere la realtà delle cose, prima fra tutte che nessun essere umano può essere ridotto a un aspetto di sé, men che meno a ciò che lo attrae o lo fa eccitare. Poiché avere una pulsione non definisce un’identità.

Sentinelle in piedi a Firenze e Pisa 24 e 26 maggio, in difesa della famiglia e della libertà di opinione


Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia:
"Cari amici, il 24 maggio le Sentinelle in Piedi torneranno in piazza a Firenze e in altre 100 città d'Italia per difendere la famiglia.
Contiamo sulla vostra presenza e sul vostro aiuto per far crescere la nostra silenziosa resistenza di popolo.
La veglia si terrà in Piazza Strozzi domenica 24 maggio a partire dalle ore 17.00. Dopo la veglia vorremmo organizzare un breve momento conviviale, per conoscerci meglio e scambiare un po' di opinioni."

Su facebook: “Sentinelle in Piedi – Firenze” e “Sentinelle in Piedi - Toscana”
E-mail: sentinelleinpiedi.firenze@gmail.com

Sentinelle‬ in Piedi anche a ‪PISA‬ martedì 26 maggio 2015 in piazza San Francesco ore 19.00.
‪https://www.facebook.com/pages/Sentinelle-in-Piedi-Pisa

L'ideologia del gender nelle scuole

L'ideologia del gender nelle scuole, cavallo di Troia contro i valori essenziali della famiglia, cancella il ruolo essenziale dei genitori nell'educazione dei figli.
Si tenterebbe di buttare alle ortiche quel patrimonio autentico di bene, che è stato costruito e trasmesso per millenni. Chi lo ha deciso? Stati Uniti e Europa. Si, anche i burocrati della nostra ormai poco cristiana Europa. Questa è l'ultima insinuante astuzia del demonio contro la società: cento, forse mille burocrati vorrebbero decidere il futuro morale e sociale di milioni e milioni di famiglie, vorrebbero cancellare padri e madri con degli schemi ideati da poche menti assoggettate a satana. Dunque prepariamoci alla battaglia contro questa aberrazione, la famiglia resti un bene intoccabile!
L’ideologia del “gender”: se la conosci la eviti.
La questione del "genere" (in inglese gender) è un incrocio fra una dottrina pseudo-scientifica e un bisogno politico, che ha finito col tramutarla in ideologia.
Nella cultura mass-mediatica il termine è ormai egemonico e ha sostituito - anche negli studi internazionali e nelle analisi di sostegno al terzo mondo - il termine sesso. Il linguaggio recepisce velocemente i cambiamenti e il nostro caso non fa eccezione, tanto che questo nuovo significato di genere è passato all'interno delle nostre culture. La teoria del gender è una idea che sostiene la non-esistenza di una differenza biologica tra uomini e donne determinata da fattori scritti nel corpo, ma che gli uomini e le donne sono uguali da ogni punto di vista; c'è quella differenza morfologica, ma non conta niente. Invece la differenza maschile/ femminile è una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini sono uomini perché sono educati da uomini, le donne sono donne perché sono educate da donne.

La gendercrazia come tentativo d’abolizione dell’uomo

(di Mauro Faverzani)
Un’occasione per ribadire con forza ed argomenti concreti, di fronte ad un pubblico di oltre 350 persone, le contraddizioni ed i guasti intrinseci di un’ideologia, quella del gender, non solo eticamente e spiritualmente immorale, bensì anche contro natura, contro la biologia e contro la ragione: questo ha rappresentato il convegno organizzato presso il Salone Bonomelli del Seminario di Cremona sul tema Teoria del gender: abolizione dell’umano?, promosso dalla Diocesi, dagli Uffici per la Pastorale Familiare e Scolastica, dalla Federazione Oratori e da diverse altre sigle, tra cui l’Associazione Famiglia Domani, il tutto sotto l’attenta regia di don Giuseppe Nevi.

Dopo il saluto del Vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi, si sono affrontati i termini della questione dal punto di vista antropologico, educativo, medico e giuridico. Il prof. Tommaso Scandroglio, docente di Etica e bioetica e di Filosofia del Diritto presso l’Università Europea di Roma, ha evidenziato come l’ideologia del gender «non sia razionale, non identificandosi con quel dato genetico, cui pure ciascuno di noi dovrebbe conformare la propria psicologia».

L'ideologia gender all'attacco delle libertà di educazione e di espressione

Ricevo e pubblico da Associazione Madonna Umiltà
Giovedì 29 Maggio 2014 Convegno "L'ideologia gender all'attacco delle libertà di educazione e di espressione" (Pistoia, Auditorium della Regione Toscana, Palazzo Panciatichi, Via Cavour n. 4)
Le notizie che da tempo si rincorrono sui media ci dicono che un grande cambiamento è in atto nel campo dell’educazione e non solo.
Il fatto nuovo è l’irruzione dell’ideologia del “gender” in ogni ambito, ma soprattutto nella scuola, in seguito all'adozione, ad opera dell’allora ministro Fornero, della “Strategia Nazionale” per la lotta alle discriminazioni tra cui quella relativa all'orientamento sessuale e l’identità di genere, con l’alibi di eliminare il fenomeno del bullismo.

La Manif Pour Tous Italia, dal momento in cui è stato approvato alla Camera il disegno di legge “Scalfarotto” (che introduce il reato di “omofobia” e che potrebbe punire con anni di carcere anche chi si dica contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso e alla conseguente adozione di bambini da parte loro), ha cercato di approfondire il significato di questa nuova visione dell’uomo che si va affermando nei vari campi della vita sociale e civile, accompagnata da proposte legislative che paiono indirizzate a silenziare ogni motivato dissenso verso di essa.

Conferenza sull'ideologia gender nelle scuole

Associazione Madonna Umiltà - Pistoia  

Scuola, educazione sessuale e teoria del gender
Venerdì 28/03/2014 ore 21:15 - Palazzo del Balì - Via Cavour 37, Pistoia.
Le associazioni locali Rotta Comune e La Manif Pour Tous organizzano una tavola rotonda dal titolo A scuola di gender: l'educazione all'affettività mettendo da parte la famiglia?
Scarica la locandina

Interverranno l’avvocato Andrea Gasperini, la dottoressa Susanna Fontani, psicoterapeuta diplomata in politiche familiari, e Daniele Mugnaini, psicologo dello sviluppo.
L’evento si colloca nel confronto serrato che sta montando intorno a una materia che rischia di diventare presto terreno di battaglia sia per i genitori che per quanti lavorano nel mondo dell’educazione. La polemica è scoppiata di recente intorno a programmi accusati di portare tra i banchi di scuola una visione discutibile dell’affettività e della sessualità.

COMUNICATO STAMPA dei CIRCOLI TOSCANI de LA MANIF POUR TOUS ITALIA sul progetto "Omofobia, transfobia e bullismo" finanziato dalla Regione Toscana

Allarme nella scuola toscana: quale educazione e quale coscienza per le future generazioni - figli e nipoti - "istruiti" da Arcigay e movimenti omosessualisti?
In alcune scuole medie e superiori della Toscana è già in atto il progetto di "educazione" gestito da associazioni come l'Arcigay e da movimenti omosessualisti. Avete capito bene, è già iniziato.
Dato l'argomento e i soggetti: i figli adolescenti, l'equilibrio è delicatissimo. Il rischio reale è che, piuttosto che gettare il seme dell'educazione e della tolleranza, si possano causare danni alla sfera psichica-morale degli adolescenti, o che venga stravolto il concetto di famiglia appreso dai genitori naturali. (Ma perché non rispolverare la vecchia e sana "educazione civica" che si insegnava anni addietro nelle scuole?)
Vi prego di recepire questo messaggio con la massima attenzione, e di fare tutto quanto è in vostro potere per fermare questo declino, pur senza discriminazione, considerando con amore tutte le creature, figli di Dio, che in qualche modo ci appaiono dei diversi.

Faccio appello a tutti voi cari lettori per diffondere nella maniera più capillare possibile questo comunicato stampa dell'Associazione Sant'Ignazio di Loyola di Pistoia (tel 3665278823), che mi è giunto via email dall'Associazione Madonna Umiltà di Pistoia (associazionemadonnaumilta@gmail.com).
---------- Il testo ----------

I circoli toscani de La Manif pour tous Italia denunciano con profonda preoccupazione il progetto “Omofobia, transfobia e bullismo” rivolto ai ragazzi della scuola primaria e secondaria, finanziato dalla Regione Toscana, patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale e coordinato dall’Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, che vede il pieno coinvolgimento della nostra regione nell’attuazione della Strategia Nazionale di contrasto all’omofobia promosso dall’UNAR-Dipartimento Pari Opportunità, attraverso la Rete nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti-Discriminazioni (Ready).

Un satanista a Sanremo 2014?

Rufus Wainwright a Sanremo 2014.
Nelle sue esibizioni nei panni di Gesù Cristo in Croce canta la sua hit "Il Messia gay".
Al compenso che la RAI conferirà a questo m..... contribuiremo anche noi, grazie al CANONE RAI! Continuiamo pure a guardare i programmi RAI, soprattutto Sanremo dove la televisione degli italiani, i quali con il canone sono obbligati a supportarla, invita il cantante Rufus Wainwright, satanista, difensore delle lobby LGBT, ecc.
Fervente detrattore della Chiesa Cattolica, difensore dei diritti LGBT, promotore del matrimonio omosessuale, del commercio di bambini per le "famiglie arcobaleno" tramite utero in affitto, il 2 febbraio 2011 ha annunciato di aver avuto e di crescere insieme al suo compagno una bimba avuta con utero in affitto.
Un ennesimo boccone amaro per tutte le famiglie italiane che non arrivano alla fine del mese: stipendi d’oro a conduttori e ospiti (600.000 + sponsor per Fazio, 350.000 + sponsor per la Litizzetto).
Bello schifo. Non voglio analizzare qui la nostra TV spazzatura né lo stato sociale e neppure la classe politica, ma se passa una rivoluzione per strada scendo anch'io.