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Una passo del Vangelo per te

UN PASSO DEL VANGELO PER TE
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Unioni civili, un governo da mettere alle corde. E il 30 gennaio tutti a Roma!

Di Riccardo Cascioli
Aggiornamento: è finalmente arrivato l'annuncio ufficiale. Il "Comitato Difendiamo i nostri figli" convoca la nuova manifestazione nazionale «a difesa della famiglia e del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà» per il 30 gennaio a Roma. Raduno ore 10 per l'inizio della marcia.
«Il luogo e il percorso - dice il comunicato - verranno comunicati in un secondo momento, poiché sono in corso decisioni con le autorità comunali romane e con le forze dell'ordine».
Mentre l’inizio del dibattito in Senato sul ddl Cirinnà è stato spostato dal 26 al 28 gennaio e si attende da un momento all’altro l’annuncio ufficiale del nuovo Family Day per il 30 gennaio a Roma, a livello politico è scoppiata la bagarre, soprattutto nel PD. Una trentina di senatori del partito di maggioranza hanno infatti firmato un documento in cui si chiede lo stralcio della stepchild adoption (l’adozione del figliastro) dal disegno di legge e alcuni altri hanno preparato un emendamento che punta a sostituire l’adozione con un affido “rinforzato”. 
Una grana non da poco per il presidente del Consiglio Renzi, che da mesi dice che intende portare a casa questa legge così com’è pur sbandierando la concessione ai suoi parlamentari della libertà di coscienza. Peraltro ieri sera è scoppiata una ulteriore polemica perché il sito gay.it ha pubblicato le foto dei 31 senatori contrari alla Cirinnà chiedendo di scrivere loro come forma di pressione per farli recedere. Da tutto il PD – unito almeno in questo caso - sono partite dure accuse contro gay.it.

L’infanzia tedesca devastata dall’indottrinamento Lgbt

Di Mauro Faverzani
Tanto le famiglie naturali quanto le persone eterosessuali, d’ora in poi, nelle scuole di Meclemburgo-Pomerania, non rappresenteranno altro che una delle tante, possibili varianti di coppia e di orientamento sessuale: lo prevede il Piano d’azione per l’uguaglianza e l’accettazione della diversità sessuale e di gender in vigore nel Land, rigorosamente ossequioso verso i diktat e le pressioni imposte dalle lobby Lgbt, di cui asseconda fedelmente gli obiettivi politici e ideologici.
A rivelarlo è stata l’agenzia Junge Freiheit on line del 29 dicembre scorso, che ha precisato come all’indottrinamento di stato siano destinati a non sfuggire, purtroppo, neppure i bambini delle materne, infischiandosene dei seri problemi conseguenti per un loro corretto ed armonico sviluppo; è probabile che, nelle classi, vengano inseriti compagni omosessuali o provenienti da coppie gay o lesbiche, con l’esplicito intento di discriminare gli altri o di ricodificare in loro un falso concetto di “normalità”.
L’agenzia Kultur und Medien non esita, giustamente, a condannare il bieco tentativo di «decostruzione» delle coscienze sin dalla più tenera età, rendendone oltre tutto forzatamente complici gli stessi insegnanti.
Ma c’è di più: allo stesso scopo sono state predisposte da Angela Kolb , esponente dell’Spd e ministro di Giustizia nella Sassonia-Anhalt , delle autentiche «valigette didattiche» contro la «violenza di genere». Non esiste alcun allarme sociale, in merito: basti il fatto che, dal 2007 al 2014, le forze dell’ordine han registrato in tutto solo 19 casi riconducibili a tale specifico reato. Il che rende evidente la natura assolutamente strumentale del provvedimento assunto.

Contro le adozioni delle coppie omosessuali

Nel gennaio del 2008, per la prima volta in Europa, la Corte europea dei diritti dell’uomo accolse un ricorso da parte d’una donna omosessuale austriaca che lamentava l’impossibilità d’adottare nel suo paese d’origine il figlio della propria convivente: secondo la donna tale divieto era lesivo nei confronti dei diritti fondamentali e discriminatorio verso il proprio orientamento sessuale. La sentenza, la quale andava controcorrente rispetto ad una decisione presa nel 2002 riguardo un caso simile, fu salutata dall'organizzazione Human Rights Watch con un articolo festante nel quale si invitavano i Paesi membri dell’Unione Europea a modificare le leggi sull'adozione. La svolta della Corte fu senza dubbio influente sui governi di molte Nazioni: questo tipo d’adozione, generalmente chiamata stepchild adoption, fu il primo passo verso una graduale legalizzazione dell’affido alle coppie dello stesso sesso in paesi come Austria, Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord. Il sempre più ampio movimento richiedente l’estensione del matrimonio e delle adozioni, in genere supportato da finanziatissime campagne pubblicitarie e condizionamenti come accaduto in Irlanda, ha visto a più riprese la Chiesa Cattolica inerme, incapace di reagire, di sostenere un serio dibatto etico e filosofico, impossibilitata a confrontarsi. La sana dialettica infatti, in maniera decisamente immotivata, si è trasformata in uno scontro durissimo tra fazioni, in una confusionaria bolgia tra duellanti e partigianerie in cui fin troppe offese, diffamazioni e spettacolarizzazioni volte a scatenare dellinfatile sentimentalismo hanno trovato spazio.
È dunque fondamentale in quanto credenti, alla luce dei grandi cambiamenti della nostra epoca, analizzare e comprendere quale sia la gravità dell’errore sociale che pretende di piegare concetti morali assoluti come la legge naturale alle richieste del singolo individuo, creando delle situazioni di squilibrio e ambiguità.

Comitato Difendiamo i nostri figli

Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia e pubblico la comunicazione di Costituzione del "Comitato difendiamo i nostri figli".

Il Comitato Difendiamo i nostri figli, che lo scorso 20 giugno ha portato in piazza un milione di persone a Roma contro la diffusione della teoria del gender nelle scuole e il DDL Cirinnà che introduce unioni civili analoghe al matrimonio e la possibilità di adottare figli per le coppie omosessuali, prosegue le sue attività con la costituzione di comitati locali in tutta Italia. Anche a Pistoia si è costituito un comitato locale, che appoggerà le prossime iniziative nazionali di Difendiamo i nostrifigli e promuoverà specifiche iniziative sul territorio.
Di fronte alla calendarizzazione in data 26 gennaio della discussione in Senato del DDL Cirinnà, è pronta una mobilitazione nazionale del Comitato Difendiamo i nostri figli.
Per informazioni e aggiornamenti sull’organizzazione a livello locale, singoli e associazioni sono invitati a contattare il Comitato pistoiese all’email pistoia@difendiamoinostrifigli.it.

COMITATO DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI - PISTOIA

Un'ora di guardia

Ricevo da Associazione Madonna Umiltà di Pistoia e pubblico questa email, alla quale ho aderito con intenzione di farne dono a Gesù Cristo nostra passione, perché prevalga la verità in questa delicata tematica, qualunque essa sia, anche se non dovessi comprenderla interamente, rimettendo tutto nelle sue mani.
Non si richiede che un'ora di preghiera, una cosa che qualsiasi anima devota a Nostro Signore Gesù Cristo può dedicare. Si lascia solo nome e cognome senza altri dati, neppure l'email, perché l'impegno si assume con Dio prima ancora che con gli uomini.

Siamo alla battaglia finale sulla legge Cirinnà. Nonostante una piazza che ha espresso chiarissima la volontà di un impressionante numero di cittadini di voler difendere l’istituto naturale del matrimonio, nonostante nel paese anche grazie al nostro lavoro si è diffusa la consapevolezza della grave ingiustizia che la legge legittimerebbe – usare corpi umani come merce, sottrarre ai bambini i loro veri genitori, impedire ai bambini di sapere da dove vengono – quasi tutti i politici con incredibile arroganza e superficialità si riempiono la bocca con parole svuotate di senso come “diritti civili” e cercano di aggirare lo scempio che si preparano a fare cambiando il nome alle cose (“stepchild adoption”, “affido rinforzato”).
La legge salterà la fase della commissione e andrà in aula. Dopo mesi di offensiva su tutti i mezzi di comunicazione cercheranno di ignorare ciò che pensa ancora la maggioranza del paese, cioè che i bambini hanno diritto a un padre e a una madre.

A chi non piace la ‘teoria Gender’

A. Brandi e G. Amato: perché diciamo no al Gender nelle scuole

Fonte: www.lindro.it
Di Alessandra Benignetti
Il “gioco del rispetto” nell’asilo di Trieste e il caso Dolce e Gabbana sono solo gli ultimi due episodi che mostrano come il dibattito sulla questione delle famiglie omogenitoriali e dell’educazione gender in Italia sia tutt’altro che sopito, e che, al contrario, sia più acceso che mai.
Ma che cos’è la teoria gender e qual è lo stato dell’attuazione dei programmi volti a diffondere questi insegnamenti in Italia? Uno degli esempi più famosi a questo proposito è quello dei pamphlet distribuiti nelle scuole dall’UNAR lo scorso anno, e poi ritirati tra polemiche, prese di distanze e disapprovazione generale. Nel 2013, recependo le direttive in materia del Consiglio d’Europa, l’allora governo Monti varò un piano triennale (2013-2015) di azioni pilota volte a combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
L’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali (UNAR), che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sulla base di questo piano predisponeva e coordinava la “Strategia Nazionale per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, le cui linee guida contemplano anche l’adozione di misure volte a promuovere il contrasto all’omofobia e la promozione dell’identità di genere nei programmi scolastici e nel materiale didattico delle scuole e delle università italiane. Una delle prime misure messe a punto a questo scopo dall’UNAR è stata quindi, nel gennaio del 2014, la diffusione di tre opuscoli, destinati rispettivamente alle scuole primarie, medie e superiori, e redatti, su commissione proprio dell’UNAR, dagli psicologi dell’Istituto A.T. Beck.

La globalizzazione satanica

Titolo originale: Il massimo della corruzione: un fallimento per l'umanità
La battaglia degli uomini di coscienza e di fede contro il tentativo di distruggere gli eterni valori di Dio e lo stesso diritto naturale.

di Patrizia Stella e Redazione "Qui Europa"

Un fallimento per l'umanità!
Brescia, Roma – di Patrizia Stella – “Un fallimento per l’umanità”! Con queste parole il Segretario di Stato Vaticano, Card. Parolin, ha sintetizzato lo sconcerto di tutta la Chiesa davanti al risultato a dir poco allarmante delle votazioni popolari in favore del matrimonio gay in Irlanda (vedi qui Irlanda, gender, matrimoni gay e vera corruzione), vero insulto all’uomo, ai Comandamenti di Dio e all’evangelizzatore e Patrono d’Irlanda, il glorioso San Patrizio (vedi qui San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa). Sarebbe auspicabile che i vescovi proponessero preghiere di riparazione per simile offesa a Dio piuttosto che un silenzio ambiguo. Infatti, sia da parte del Primate d’Irlanda, Eamon Martin, che dai vari organi di stampa cattolica, Osservatore Romano, Avvenire ecc. si è alzata solo qualche flebile voce per commentare molto sommessamente che “bisogna prendere atto che la realtà sociale è cambiata” come a dire “E’ ora che anche la Chiesa si conformi alle mode del tempo”. Se anche i primi Apostoli avessero “preso atto della realtà del paganesimo” rinunciando con rassegnazione alla evangelizzazione secondo l’insegnamento di Gesù Cristo, che ne sarebbe del Cristianesimo?

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