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Esorcismo di S. Benedetto patrono degli esorcisti

Origine della Medaglia o Croce di S. Benedetto
Le origini della Medaglia di S. Benedetto sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno e col Breve del 1742 approvò la medaglia concedendo delle indulgenze a coloro che la portano con fede.
Sul diritto della medaglia, S. Benedetto tiene nella mano destra una croce elevata verso il cielo e nella sinistra il libro aperto della santa Regola. Sull'altare è posto un calice dal quale esce una serpe per ricordare un episodio accaduto a S. Benedetto: il Santo, con un segno di croce avrebbe frantumato la coppa contenente il vino avvelenato datogli da monaci attentatori. Attorno alla medaglia, sono coniate queste parole: "EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR" - Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell'ora della nostra morte. Sul rovescio della medaglia, figura la croce di S. Benedetto e le iniziali dei testi.
Si tratta di versi antichissimi che appaiono già in un manoscritto del XIV sec., a testimonianza della fede nella potenza di Dio e di S. Benedetto. La devozione della Medaglia o Croce di S. Benedetto divenne molto popolare dopo la guarigione miracolosa del giovane Brunone, figlio del conte Ugo di Eginsheim in Alsazia. Secondo alcuni, Brunone fu guarito da una grave infermità dopo che gli fu offerta la Medaglia di S. Benedetto. Dopo la guarigione divenne prima monaco benedettino e infine Papa con il nome di Leone IX, morì nel 1054 e fu canonizzato Santo nel 1087. Tra i propagatori della Medaglia o Croce di S. Benedetto si annovera anche S. Vincenzo de Paoli.

S. Benedetto, la vita in breve

S. Benedetto: Norcia, 480 circa – Montecassino, 21 marzo 547, (Memoria, 11 luglio). Padre del monachesimo d'occidente, è Patrono d'Europa e degli esorcisti. A lui si deve la costruzione di un nuovo modello di civiltà europea fondata sulla verità Cristiana, non più influenzata dal mito classico. Benedetto è considerato il patriarca del monachesimo occidentale perché ne fu il principale legislatore, riformatore e unificatore.
Fu mandato dai genitori a Roma dove, temendo di pervertirsi a contatto dei cattivi esempi dei suoi condiscepoli, si ritirò in solitudine prima a Enfìde, paese della Sabina, e poi nella vicina Subiaco dove il monaco Romano lo rivestì dell'abito religioso.
I monaci di Vicovaro, alla morte del loro abate, lo invitarono ad assumere la direzione della loro comunità. Non riuscendo però a ricondurre questa comunità a una vita più regolare, se ne ritornò nella solitudine della vita eremitica. Eresse dodici piccoli monasteri che, con il passare del tempo, andarono tutti distrutti, eccetto l'attuale monastero di Santa Scolastica.
A Subiaco incominciò a stendere la sua Regola in latino volgare, conforme alle esigenze spirituali e materiali dei laici che volevano darsi all'ascesi sotto la sua guida. 
Benedetto si stabilì definitivamente sul monte sovrastante la pianura della vallata del Liri (oggi Montecassino); abbatté gli altari delle false divinità, tagliò i boschetti sacri e con assidua predicazione si diede alla conversione dei contadini rimasti ancora pagani.